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Visita de la Urna: Reliquia de San Juan Bosco

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  • Israele – Il pellegrinaggio del Consiglio Generale ai luoghi in cui il Verbo si fece Carne
    Israele – Il pellegrinaggio del Consiglio Generale ai luoghi in cui il Verbo si fece Carne

    (ANS – Gerusalemme) – Quali sono stati i frutti del pellegrinaggio in Terra Santa del Consiglio Generale della Congregazione? Certamente, è stata un’occasione unica per vedere con i propri occhi i luoghi di Gesù, per camminare nei luoghi in cui il Verbo si fece Carne e venne ad abitare in mezzo ai suoi.

    Le dinamiche del pellegrinaggio, sapientemente accompagnato da don Marco Rossetti, docente di Teologia a Torino-Crocetta (Università Pontificia Salesiana), hanno generato molte esperienze profonde attraverso una gran quantità di incontri.

    L’incontro con i pellegrini di molte religioni – Ebrei, Musulmani e di diverse confessioni cristiane, che pregano, cantano, ballano, camminano in processione, navigano sul lago di Galilea o toccano i luoghi santi – ha contribuito a sottolineare le dinamiche multi-religiose del mondo di oggi e la sovrapposizione di diverse fedi nella Terra di Gesù ha aperto il cuore dei suoi discepoli verso i fedeli di altre religioni.

    L’incontro con molti membri della Famiglia Salesiana – alcuni Exallievi di Don Bosco si ritrovano anche tra gli alunni della Custodia Francescana di Terra Santa, e poi membri di Cancão Nova, Salesiani Cooperatori e Figlie di Maria Ausiliatrice – e la possibilità di pregare sulla tomba di don Antonio Belloni, fondatore delle opere salesiane in Terra Santa, ha rianimato il senso di unità interna alla Famiglia Salesiana e il ruolo di quest’ultima al servizio della Chiesa.

    L’incontro con la gioventù salesiana – sia musulmana, sia cristiana (l’80% degli allievi della scuola salesiana Nazareth e la maggior parte dei ragazzi dell’oratorio salesiano di Betlemme sono musulmani) – ha ricordato che il fine di ogni singola decisione presa in Consiglio riguarda la salvezza dei giovani e la loro felicità.

    Mentre nell’incontro con tutte e cinque le comunità dei Figli spirituali di Don Bosco in Terra Santa – Nazareth, Betlemme, Cremisan, Beitgemal e Ratisbonne – si è potuta apprezzare la missione impegnativa dei salesiani che lì vivono e operano, in numero di oltre 80 e provenienti da 22 diversi Paesi.

    Tra tutti questi incontri c’è stato ampio spazio per pregare, riflettere, meditare, fare silenzio attorno e dentro di sé, respirare profondamente e fare esperienza dei luoghi in cui Gesù è cresciuto nella sua famiglia, ha camminato, ha mangiato, ha compiuto i suoi miracoli, ha professato il Regno e suo Padre, ha sofferto ed è stato umiliato e infine crocifisso. “Camminare in Terra Santa rende le pagine del Vangelo e della Scrittura vive e molto realistiche, dall’arido deserto della Giudea all’esile fiume Giordano” ha commentato don Václav Klement, Consigliere per la Regione Asia Est - Oceania.

    Il Rettor Maggiore e i suoi Consiglieri, nel ringraziare in particolare l’Ispettore del Medio Oriente, don Alejandro León Mendoza, hanno manifestato la loro convinzione che questa fortissima esperienza avrà un benefico effetto sul loro ministero di animazione e di governo.

    Merita di essere ricordato che nel prossimo mese di agosto si rinnoverà l’iniziativa della “Esperienza Terra Santa” – 15 giorni di Esercizi Spirituali tra Israele e Palestina organizzati dal Dicastero per la Formazione. Dopo l’edizione per i pellegrini salesiani di lingua inglese, quest’anno l’esperienza sarà rivolta agli italofoni e ispanofoni, per tornare in inglese il prossimo anno (2020).

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    • Perù – La “Scuola Totale”, l’ultima opera lasciata da don Ugo de Censi a beneficio dei più poveri
      Perù – La “Scuola Totale”, l’ultima opera lasciata da don Ugo de Censi a beneficio dei più poveri

      (ANS – Chimbote) – Chimbote è una città portuale nel Dipartimento di Ancash, nel Nord del Perù. Qui tanti volontari dell’“Operazione Mato Grosso”, con a capo la grande figura di don Ugo de Censi, SDB, hanno dedicato e dedicano la loro vita ad aiutare i poveri. L’iniziativa salesiana dell’“Operazione Mato Grosso” è attiva in Perù attraverso circa 70 opere, grazie al sostegno di volontari e benefattori italiani e peruviani. L’ultima opera è la cosiddetta “Scuola Totale”, costruita in mezzo alla sabbia nell’insediamento “I costruttori di Nuevo Chimbote”. “Questa scuola è un’opera che don Ugo de Censi desiderava tanto vedere realizzata”, ha dichiarato don Umberto Bolis, SDB.

      Don de Censi visitava Chimbote di frequente, perché lo faceva soffrire la povertà dei bambini e dei giovani. Solo a Chimbote “Operazione Mato Grosso” conta otto asili, un refettorio chiamato “Mamma mia” frequentato ogni giorno da circa un migliaio di persone, e ora la “Scuola Totale”, una scuola primaria, dove gli allievi potranno studiare, ricevere materiale didattico, le uniformi e il pranzo, tutto gratuitamente, ma all’unica condizione che vivano la “spiritualità della carità con i poveri” e che siano aperti alla Provvidenza di Dio.

      La “Scuola Totale” è l’ultimo progetto dell’“Operazione Mato Grosso” ad essere stato avviato da don de Censi. Giovedì scorso, 11 luglio, è avvenuta l’inaugurazione della struttura che ospita la scuola primaria; ma il progetto prevede poi di accompagnare gli allievi fino alla scuola superiore.

      Si va così realizzando l’ultimo sogno del compianto don de Censi, un sogno a favore dei bambini e dei giovani più poveri, perché come salesiano era convinto dell’importanza del lavoro educativo e quindi degli asili e di una scuola che educhi per la vita.

      La “Scuola Totale” di Nuevo Chimbote fornirà non solo una formazione umanistica e scientifica, ma anche morale, spirituale e artistica, per conseguire il pieno sviluppo della persona. La scuola dispone anche di spazi per laboratori di falegnameria, muratura, tessitura, e, naturalmente, per le celebri opere in legno e ceramica.

      La scuola è stata costruita grazie ai giovani volontari dell’Oratorio delle Ande, che hanno lavorato duramente per conseguire i fondi necessari e che hanno tirato su la struttura gratuitamente durante le loro vacanze scolastiche.

      “Don Ugo ci ha insegnato che dobbiamo accogliere gratuitamente i bambini. La cosa più importante è la carità. Se qualcuno ti dà qualcosa, è perché ti ama, ed è questo ciò che abbiamo fatto con questi bambini”, ha raccontato la Direttrice, Erica Lazzari.

      Fonte: RSD­ - radiorsd.pe

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      • Gran Bretagna – Elogio dello spirito salesiano dello “straordinario” istituto di Battersea
        Gran Bretagna – Elogio dello spirito salesiano dello “straordinario” istituto di Battersea

        (ANS – Londra) – Dopo due giorni di attente perlustrazioni ed analisi, gli ispettori della diocesi di Southwark hanno attribuito la qualifica di “straordinario” all’istituto salesiano “St John Bosco College” di Battersea, Londra. Il loro giudizio è contenuto in un rapporto pubblicato pochi giorni fa e realizzato ai sensi della Sezione 48 della Legge sull’Educazione, che demanda ai vescovi cattolici di realizzare ispezioni regolari nelle scuole della loro diocesi per valutare il livello di vita cattolica, educazione religiosa e culto.

        Durante la loro visita all’istituto, realizzata sul finire di maggio, Damian G. Fox e Judy Strong, i due ispettori incaricati dalla diocesi di Southwark – nel territorio della quale sorge l’istituto salesiano – hanno riscontrato che gli allievi sono “felici e fiduciosi” e sono rimasti colpiti dalla loro motivazione ad apprendere; inoltre hanno potuto osservare il forte sostegno espresso dai genitori con cui hanno parlato, i quali hanno commentato positivamente il solido spirito salesiano della scuola e il suo ambiente inclusivo e premuroso.

        “Nei dibatti e durante le lezioni, gli allievi esprimono la loro comprensione di ciò che significa ‘appartenere ad una scuola salesiana’”, si legge nel rapporto. “L’acronimo RUAH, una parola ebraica che significa ‘soffio di Dio’, esplicita i pilastri di quello che gli alunni lo descrivono come lo spirito proprio della scuola: Respect, Understanding, Affection, Humour (Rispetto – Comprensione – Affetto – Ironia)”.

        Gli ispettori sono rimasti particolarmente colpiti dal lavoro svolto nelle unità specializzate della scuola. “La preoccupazione dell’istituto verso tutti i suoi allievi si riflette nel lavoro molto efficace dei centri Devereux e Savio per alunni con una serie di esigenze speciali, in particolare i disturbi dello spettro autistico. Una visita a questi centri durante l’ispezione ha testimoniato la cura e l’intenso sostegno da parte di educatori specializzati. Un genitore, riflettendo sull’enorme sostegno dato alle famiglie, ha detto che si tratta di una scuola dotata di ‘pazienza e comprensione’ che ‘sostiene profondamente l’idea che ogni bambino debba sapere di essere amato’”.

        Il rapporto ha segnalato positivamente anche il protagonismo giovanile che viene coltivato, che rende gli allievi maggiori dei modelli di riferimento per quelli delle classi inferiori; e allo stesso modo hanno elogiato il ruolo della cappellania della scuola, che offre agli studenti molte opportunità per conoscere e praticare la fede.

        I genitori hanno manifestato agli ispettori quanto apprezzino l’alto livello di cura pastorale, che è stato identificato come un punto di forza significativo, specialmente nei confronti di quegli allievi che si iscrivono ad anno scolastico ormai iniziato. “Il loro sviluppo e il loro successo dimostrano la passione e l’impegno del personale nei confronti di tutti gli alunni, indipendentemente dalle loro capacità, dalla fede o dalle circostanze” aggiunge il rapporto.

        Anche il coinvolgimento diretto dei Figli di Don Bosco è valutato in maniera estremamente positiva: “L’impatto dei sacerdoti e dei fratelli salesiani non va ritenuto esagerato. La testimonianza del personale e degli allievi dell’istituto ha sottolineato la comprensione della loro responsabilità personale nella costruzione del Regno di Dio all’interno della comunità scolastica. Essi rispondono in modo impressionate, creando un’autentica scuola salesiana attraverso la preghiera e il servizio agli altri”.

        Il rapporto prosegue poi lodando anche la qualità della direzione dell’istituto, da parte del Preside Paul Dunne, e della sua équipe; così come la qualità dell’Educazione Religiosa, evidenziando come essa “sia ritenuta in gran conto dagli allievi, che apprezzano le lezioni e l’opportunità di conoscere meglio il Cristianesimo e le altre religioni”.

        A fronte di tutti questi prestigiosi encomi, Simon Hughes, Direttore del Dipartimento per l’Educazione della diocesi di Southwark, ha scritto al Preside per congratularsi con lui per il “meraviglioso risultato”, e ha ringraziato tutti per il loro duro lavoro e la dedizione “nell’assicurare che il ‘St John Bosco College’ rimanga un’istituzione incredibilmente efficace e completamente radicata nei suoi valori e nello spirito salesiano”.

        Da parte sua, il Preside ha commentato: “Sono particolarmente lieto che gli ispettori abbiano riconosciuto il ruolo cruciale che la comunità e la parrocchia salesiana svolgono nel rendere straordinaria la scuola e, come Preside, sono molto grato per l’eccellente sostegno che l’Amministrazione Salesiana fornisce all’istituto”.

        Il testo completo del rapporto è disponibile sul sito dell’istituto.

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        • RMG – IL DIRETTORE SALESIANO - Un ministero per l’animazione e il governo della comunità locale
          RMG – IL DIRETTORE SALESIANO - Un ministero per l’animazione e il governo della comunità locale

          (ANS – Roma) – Il Rettor Maggiore e il suo Consiglio hanno approvato definitivamente il testo di “Il Direttore Salesiano, un ministero per l’animazione e il governo della comunità locale”. Sono già in corso le traduzioni e la pubblicazione avverrà entro fine anno, nelle principali lingue in uso nella Congregazione.

          È una tappa importante all’interno di un processo che ha preso il via durante il Capitolo Generale 27: “Provvedere da parte del Rettor Maggiore e del Consiglio generale all’aggiornamento del Manuale del Direttore…” (GC 27 69,11). Questo impegno è stato affidato al Dicastero per la Formazione durante la programmazione del sessennio (ACG419 p.55).

          In un primo seminario internazionale con rappresentanti delle varie regioni (17-19 giugno 2016) si è definito il percorso da seguire, dando il via a una consultazione che ha coinvolto tutte le Ispettorie. Molti gruppi di direttori hanno insieme inviato il loro contributo, come anche hanno fatto diversi consigli ispettoriali. Numerosi altri salesiani lo hanno fatto singolarmente, per un totale di 316 contributi ricevuti, tra quelli di gruppo e quelli individuali.

          Il materiale, organizzato per regioni, è stato fatto oggetto di studio insieme al testo del manuale del 1986.

          In un secondo seminario (29-31 maggio 2017) si è lavorato sul risultato di questo lavoro compiuto da ogni regione. Tenendosi in contatto con gli altri membri convenuti per i due seminari, un gruppo redazionale ha quindi iniziato un lavoro di sintesi da cui è emersa una prima bozza di testo.

          La bozza che il Rettor Maggiore con il consiglio hanno ora approvato è la numero 28. Questo dice quanto lavoro di verifica, integrazione di nuovi contributi, ripensamento dello schema, riformulazione dei contenuti è avvenuto lungo questi mesi. Non si è trattato soltanto di lavorare su un testo, quanto piuttosto di compiere un processo che ha permesso ad ogni passo di arricchire la riflessione. Quanto stava progressivamente maturando si è fatto sempre più vicino alla realtà ricca e differenziata che si vive nelle regioni e nelle comunità.

          L’approvazione definitiva non è ovviamente il traguardo finale. È piuttosto il punto di partenza, perché la fase più importante è quella appena iniziata, cioè il coinvolgimento di tutte le comunità e di tutti i confratelli.

          Scrive il Rettor Maggiore nella prefazione: “I direttori sono figure chiave nel rinnovamento della Congregazione e del nostro servizio ai giovani nella comunità educativo-pastorale. Sono la chiave della tanto desiderata formazione permanente, che deve attuarsi nelle nostre comunità religiose e, per estensione, anche nelle nostre comunità educativo-pastorali. Questo manuale è quindi indirizzato principalmente a loro e a tutti coloro che sono coinvolti nella loro formazione, in primo luogo agli ispettori e ai loro consigli.

          Il nuovo manuale è al contempo rivolto a tutti i salesiani e a tutti i membri di ogni comunità religiosa salesiana”.

          Questa è la sfida, ma soprattutto l’opportunità, che si presenta, in una stagione quanto mai feconda, qual è quella che avvicina al Capitolo Generale 28 – nella quale questo strumento di formazione permanente s’inserisce pienamente.

          Nei prossimi mesi su ANS verrà presentato ulteriormente il contenuto di “IL DIRETTORE SALESIANO - Un ministero per l’animazione e il governo della comunità locale”.

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          • RMG – “Affida, confida, sorridi!”. Lettera del Rettor Maggiore in occasione del 150° di fondazione dell’ADMA
            RMG – “Affida, confida, sorridi!”. Lettera del Rettor Maggiore in occasione del 150° di fondazione dell’ADMA

            (ANS – Roma) – “Affida, confida, sorridi!”. È questo il titolo della lettera indirizzata dal Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ai Salesiani e a tutta la Famiglia Salesiana in occasione del 150° della fondazione dell’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA), promossa da Don Bosco il 18 aprile 1869, ad un anno di distanza della consacrazione della Basilica di Maria Ausiliatrice a Valdocco.

            Il desiderio di Don Á.F. Artime è quello di rinnovare la dimensione mariana della vocazione salesiana, rivedendo le convinzioni sottostanti e portando a fare un’attenta valutazione della propria devozione all’Ausiliatrice come Salesiani di Don Bosco. Questo, senza dubbio, può diventare un suggerimento utile per tutta la Famiglia Salesiana nel mondo, in modo tale da rendere attuale oggi l’appello che rivolse a suo tempo don Egidio Viganò, quando invitò a “prendere la Madonna in casa”.

            Con il desiderio di tenere sempre più in casa Maria Ausiliatrice, viene offerta una semplice riflessione sull’adesione salesiana all’Eucaristia e a Maria Ausiliatrice, sul cammino percorso in questi 150 anni di fondazione dell’ADMA, sul carattere popolare del carisma salesiano che è stato consegnato nel tempo come tesoro da custodire, e sul cammino da percorrere “dalla casa dell’Ausiliatrice alle nostre case”.

            In sintonia con la Strenna di quest’anno, viene ricordato come non c’è via verso la santità senza l’Eucaristia. L’Eucaristia è la chiave di volta per la conversione radicale del cuore all’amore di Dio. L’affidamento a Maria è condizione per vivere la grazia battesimale e maturarla attraverso il cammino della fede, convinti che Lei prenda “per mano” per condurre all’incontro con suo Figlio Gesù.

            “La devozione a Maria Ausiliatrice fu intesa e promossa da Don Bosco proprio secondo una prospettiva di aiuto e difesa della fede nel popolo di Dio, tentato da ideologie che svuotavano il senso cristiano della vita e da tanti movimenti che attaccavano la fede e l’unità della Chiesa fondata sulla salda roccia della professione di fede di Pietro”. Con l’ADMA Don Bosco ha voluto offrire al popolo cristiano un itinerario di santificazione e di apostolato semplice e accessibile a tutti, nell’intento di difendere e promuovere la fede della gente e valorizzando i contenuti della religiosità popolare.

            Concludendo, così si esprime il Rettor Maggiore: “Mentre rendiamo grazie per questi 150 anni di vita dell’Associazione di Maria Ausiliatrice, impegniamoci, fedeli al carisma del nostro santo fondatore della Famiglia Salesiana, a lasciarci guidare dallo Spirito Santo per un rinnovato impulso evangelizzatore ed educativo… L’essenziale di questo impulso evangelizzatore consiste nel rinnovare l’Associazione con un’attenzione privilegiata alla famiglia e alle nuove generazioni”.

            Seguendo queste tracce, si rimarrà fedeli alla strada percorsa da Don Bosco, per il quale la devozione alla Madre di Dio ha caratterizzato e fortemente segnato tutta la sua spiritualità e la sua azione pastorale ed educativa.

            Il testo completo della lettera è disponibile qui

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            • Stati Uniti – Ancora una medaglia per la “lavatrice spaziale” del “Don Bosco” di Verona al “Global Innovation Award 2019”
              Stati Uniti – Ancora una medaglia per la “lavatrice spaziale” del “Don Bosco” di Verona al “Global Innovation Award 2019”

              (ANS – San José) – Il progetto “Wemit” realizzato dagli allievi dell’Istituto “Don Bosco” di Verona – o la “Lavatrice Spaziale”, com’è stato popolarmente chiamato – è stato giudicato la seconda miglior invenzione dell’anno al mondo dai giudici del Global Innovation Award”, un premio sponsorizzato dalle grandi aziende della Silicon Valley. Il progetto, frutto dell’ingegno dell’“iDB Tech-No-Logic Team”, del “Don Bosco” di Verona, ha così conseguito un nuovo successo, dopo quello registrato ad aprile scorso alla competizione mondiale di scienza e robotica “FIRST* LEGO League World Championship”.

              Dopo la vittoria dei mondiali di robotica conseguita il 20 aprile scorso a Houston, Texas, nella quale hanno sopravanzato le 108 squadre finaliste con il massimo del punteggio in tutte le categorie (progetto scientifico, innovazione, capacità di presentazione e team working), in questo nuovo concorso - il più prestigioso in assoluto - le giurie tecniche hanno valutato la congruenza tecnico-scientifica, la fattibilità, l’utilità e la novità dell’invenzione, pensata per provvedere al lavaggio dei vestiti degli astronauti in assenza di gravità e senza acqua.

              In poche parole, il passaggio tra il campionato mondiale di robotica ed il “Global Innovation Award” è da “progetto” a “invenzione vera e propria” prototipata.

              Le squadre concorrenti erano 40.000, e solo 20 in tutto il mondo sono state selezionale per la finale californiana, celebrata il 2 luglio scorso a San José.  Vincitori del concorso sono stati i “Franco Droid”, una squadra brasiliana che ha realizzato una soluzione a servizio delle astronaute donne per evitare infezioni nell’astronave; mentre ex-aequo con la “lavatrice spaziale” è arrivato il progetto “Growing Food”, di una squadra americana del Maryland, relativo alla coltivazione di verdure per gli astronauti.

              L’iDB Tech-No-Logic Team è composto da 5 studenti e 3 studentesse di 4° Liceo Scientifico e delle Scienze Applicate (Pietro Formenti, Pietro Fornalè, Beatrice Ligozzi, Alessio Montignani, Filippo Oliosi, Camilla Salvagno, Paolo Venturini e Maddalena Zuccato), guidati dal prof. Luca Zanetti, coadiuvato da altri due insegnanti (Anna Baruzzi e Andrea Materassi). Il risultato, certamente dovuto al genio e all’impegno degli allievi, è stato altrettanto certamente favorito dall’impostazione e dal sostegno della scuola che ha messo a loro disposizione risorse umane, ambienti e tecnologie anche al di fuori dei normali orari di lezione e dei tradizionali curricula formativi ministeriali.

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              • Panama – Allievo dell’Istituto Tecnico “Don Bosco” partecipa al Forum mondiale delle Nazioni Unite
                Panama – Allievo dell’Istituto Tecnico “Don Bosco” partecipa al Forum mondiale delle Nazioni Unite

                (ANS – Città di Panama) – Santiago Corrales Rodríguez, allievo dell’ultimo anno dell’Istituto Tecnico “Don Bosco” di Città di Panama, è stato invitato come rappresentante dell’America Latina a partecipare al Forum Politico di Alto Livello (HLPF, in inglese) organizzato dalle Nazioni Unite (ONU), a New York, dal 9 al 18 luglio 2019.

                Il Forum Politico di Alto Livello è un incontro annuale promosso dall’ONU per valutare di anno in anno i progressi compiuti dai diversi Paesi nel perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, tra i quali c’è certamente, tra i più importanti, la conservazione dell’ambiente.

                In questi giorni il giovane Santiago ha la possibilità di partecipare ad una tavola rotonda con giovani salesiani, rappresentanti dell’Europa, dell’Africa e delle Isole del Pacifico, il cui tema centrale è “Aspirazioni dei giovani e urgenza climatica” (Youth Aspirations & Climate Urgency).

                Dal 2018 l’Istituto Tecnico “Don Bosco” (ITDB) di Città di Panama fa parte della “Don Bosco Green Alliance”, l’organizzazione internazionale salesiana che ha il compito di sostenere e diffondere i progetti sviluppati dai giovani per la conservazione dell’ambiente nelle città in cui vivono. La scuola salesiana è stata prescelta dalle Nazioni Unite a rappresentare i giovani della regione dell’America Latina all’HLPF in virtù del lavoro svolto attraverso l’“ECOClub ITDB”, che promuove il riciclaggio dei rifiuti; inoltre l’istituto è sostenuto dall’intera cittadinanza, poiché è l’unica scuola del Paese che funziona come centro di raccolta e ottimizzazione del riciclaggio.

                L’ECOClub ITDB ha iniziato a funzionare nel 2017 con un gruppo di studenti che, preoccupati per la condizione ambientale del Paese, hanno organizzato attività di raccolta dei rifiuti, piantagione di alberi e promozione della raccolta differenziata. Con il passare del tempo hanno ricevuto sostegno dai genitori e dalla “Fundación ECO Creando”, che ha permesso loro di essere riconosciuti dal Ministero dell’Ambiente e di far parte dei 5 centri di raccolta differenziata di Città di Panama.

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                • Spagna – Inizia il Volontariato Internazionale: “Sono loro che ti accolgono”
                  Spagna – Inizia il Volontariato Internazionale: “Sono loro che ti accolgono”

                  (ANS – Barcellona) – L’esperienza del volontariato lascia un segno profondo nella vita di molti giovani. Alcuni decidono poi di donarsi come sacerdoti o religiosi/e, visto l’immenso lavoro che deve essere fatto a vantaggio dei più poveri; altri cambiano il loro modo di vivere e la loro visione del mondo; in tutti i casi, non c’è dubbio che l’esperienza del volontariato cambi radicalmente la vita. Durante questo mese di luglio numerosi volontari delle ONG salesiane spagnole “Solidaridad Don Bosco”, “VOLS” e “Jóvenes y Desarrollo” hanno iniziato il loro cammino per vivere un’esperienza di solidarietà e di apprendimento in diverse parti del mondo.

                  “Il volontariato come espressione operativa di un atteggiamento interiore di servizio e solidarietà”, spiega il documento della Congregazione Salesiana dedicato a tale dimensione. Va notato, però, che “il servizio volontario salesiano non si limita ai giovani cristiani praticanti, ma è rivolto a tutte le persone di buona volontà, sia ai cristiani battezzati non praticanti, sia a quelli di altre religioni che, in uno spirito di apertura verso persone e culture, vogliono creare un mondo nuovo attraverso l’azione sociale, condividendo l’ideale salesiano e il suo metodo”.

                  I salesiani di Spagna hanno dato vita al Volontariato Salesiano e in questi mesi estivi sono molti i giovani in partenza per diverse parti del mondo. Miguel Peinado è stato il primo a partire, da Barcellona per Lungi, Sierra Leone, il 21 giugno.

                  “Se avevo qualche dubbio al mio arrivo in Sierra Leone – racconta oggi Miguel – è svanito il giorno dopo, quando ho lasciato la mia camera e don Larry mi ha accolto con un abbraccio, preambolo all’amorevole accoglienza che il resto della comunità mi avrebbe offerto. E gli ultimi strascichi del timore non riuscire ad adattarmi ai bambini si sono dissolte il pomeriggio del primo giorno, quando siamo andati con Mar e Alberto all’oratorio, e ad ogni passo venivamo raggiunti da un nuovo gruppo di bambini che ci prendevano direttamente per mano e ci chiedevano di continuo in lingua krio: “O'poto, udat na yu padi” (Uomo bianco, chi è tuo amico?). È impossibile non sentirsi bene perché sono loro che ti danno il benvenuto”.

                  Sabato 29 giugno un totale di 8 giovani e 3 accompagnatori sono partiti da Barcellona, Valencia e Siviglia per vivere l’esperienza del “Campo di Lavoro” a Tangeri, in Marocco, nella “Casa Lerchundi”. Tra di essi c’è Anna Puigbó, che prima di partire ha affermato: “Non vedo l'ora di conoscere la nuova realtà, viverla pienamente e in profondità, conoscere persone, scoprire cose e crescere come persona”.

                  Nelle prossime settimane altri giovani viaggeranno come volontari in Guinea Conakry, Perù e Cambogia.

                  “Il servizio dei volontari raggiunge la sua pienezza quando la loro azione è esplicitamente motivata e ispirata dalla scelta cristiana e dalla testimonianza della carità” ribadisce il documento salesiano sul volontariato.

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                  • RMG – Ricerche Storiche Salesiane n° 72
                    RMG – Ricerche Storiche Salesiane n° 72

                    (ANS – Roma) – È stato pubblicato il numero 72 (gennaio-giugno 2019) di “Ricerche Storiche Salesiane” (RSS), la rivista bimestrale di storia religiosa e civile, pubblicata dall’Istituto Storico Salesiano (ISS). Tra gli studi che spiccano in questa pubblicazione vi sono la seconda parte della ricerca sull’opera “Kristu Jyoti College” di Bangalore, in India, i saggi sul salesiano indiano Philip Thayil e sul venerabile cardinale polacco August Hlond, e un’analisi degli schemi omiletici mariani di Don Bosco.

                    La rivista accoglie in questo numero, nel settore STUDI, tre saggi:

                    Kristu Jyoti College, Bangalore: storia e significato dell’apertura della prima istituzione salesiana nell’arcidiocesi di Bangalore – parte II rappresenta la seconda puntata del contributo di don Thomas Anchukandam alla presentazione di quest’opera fondamentale del panorama salesiano indiano. Lo studio inizia con una sezione introduttiva piuttosto lunga che si concentra sui significativi sviluppi nel mondo dopo la seconda guerra mondiale e la conseguente decolonizzazione, l’aggiornamento nella Chiesa e nelle congregazioni religiose emesse dal Vaticano II, il nuovo modo di pensare che è stato evidenziato dalla Congregazione Salesiana sulla scia dei Capitoli Generali XIX e XX (speciale), la situazione socio-politica dell’India indipendente e dell’ambiente ecclesiale immediato del “Kristu Jyoti College”, che l’autore considera indispensabile per situare storicamente il teologato costruito per formare sacerdoti sufficientemente preparati e per rendere efficace il ministero sacerdotale e salesiano in un mondo di rapida evoluzione. Il corpo principale dell’articolo affronta poi l’approccio cordiale delle autorità arcidiocesane, la costruzione e l’inaugurazione del teologato e i nove anni (1967-1976) in cui è servito come studentato salesiano di teologia per tutta l’India, portandolo ad essere un punto di partenza nazionale per la formazione teologica dei futuri sacerdoti Salesiani.

                    Don Philip Thayil: Visionario e Innovatore (1917-2003) è una ricerca realizzata da Mathew Kapplikunnel. Questo articolo si focalizza sulla figura visionaria e carismatica di questo salesiano atipico e sulle molteplici iniziative da lui intraprese. Ricevette la chiamata divina a 29 anni, era privo di educazione superiore di qualsiasi tipo e non aveva talenti speciali di cui vantarsi. Ciononostante, carico di uno zelo apostolico paragonabile a quello di don Bosco, unito a grinta e determinazione rare, diede vita a diverse iniziative, tutte d’ispirazione salesiana, ma del tutto originali. Nel contesto dello Stato del Kerala, terra di avidi lettori tra cui la letteratura immorale e comunista stava facendo strada, don Thayil rispose con numerosi progetti innovativi nei campi della pubblicazione, della stampa, della comunicazione sociale, dell’arte, della cultura e della promozione vocazionale. Questo studio, dunque, mette in luce le diverse iniziative guidate da don Thayil in queste aree. “Don Bosco Vennala”, la geniale creazione di don Thayil, che comprende il centro culturale e la tipografia con il suo centro di formazione, è l’emblema della sua fedeltà creativa al carisma salesiano, oltre che un segno della sua visione innovatrice, dell’operosità infaticabile, dei metodi incisivi e risoluti per soccorrere i giovani svantaggiati.

                    Nel terzo studio viene affrontato un tema complesso: il 9 marzo 2017 nel corso del Congresso peculiare dei Consultori teologi, è stata votata la Positio super vita, virtutibus, fama sanctitatis del Servo di Dio cardinale August Hlond, primate della Polonia, salesiano. Nonostante la Positio, che ha avuto come relatore il p. Ambrogio Eszer O.P., abbia ricevuto nove voti affermativi su nove, è stato richiesto alla Postulazione generale della Congregazione salesiana un riscontro su alcuni punti. Lo studio Sulle obiezioni circa i nove voti positivi espressi dai consultori teologi sulla positio per il processo di beatificazione e di canonizzazione del Servo di Dio cardinale August Hlond, primate della Polonia, dell’autore don Stanisław Zimniak prova a fornire chiarimenti proprio in merito a tali obiezioni. Le questioni formulate dai Consultori teologi erano soprattutto rivolte a ottenere chiarimenti circa la questione degli amministratori apostolici, nell’immediato dopoguerra: si chiede se effettivamente il primate Hlond abbia mentito. È stato notato che non risulta l’opinione dei vescovi tedeschi del tempo e non si conosce il merito delle “riserve” degli stessi per l’avvio della causa. Collegata al punto precedente risulta la perplessità, formulata in modo particolare nel Voto VI, riguardo alla pratica eroica delle virtù della prudenza e della giustizia. Mentre un ulteriore chiarimento relativo ai voti religiosi e agli studi era richiesto dal voto VII.

                    Nel settore FONTI è presentato il seguente testo:

                    Gli appunti di predicazione mariana di don Bosco. Con tale testo don Aldo Giraudo offre l’edizione critica di sette schemi autografi di predicazione di don Bosco conservati nell’ASC e composti in occasione di alcune feste mariane. Solo due di essi sono datati (3 giugno 1842 e 11 settembre 1864). Altri due, in base alla grafia, possono essere attribuiti ai primi anni di ministero sacerdotale, mentre i restanti appartengono certamente agli anni della maturità. Nonostante la concisione, questi manoscritti contengono alcuni dei punti che caratterizzano il magistero mariano di Don Bosco, in sintonia con la pietà del suo tempo: Maria è Madre di Dio e Madre nostra; le “glorie di Maria”, adombrate nei simboli biblici, sono state celebrate dai Padri della Chiesa e dalle Nazioni cristiane in ogni tempo; Maria ha una missione specifica in ordine alla salvezza eterna; Ella è potente presidio della Chiesa ed è valido sostegno dei cristiani in vita e in morte; la vera devozione mariana è sempre accompagnata da un comportamento virtuoso e santo e si esprime in semplici atti di culto.

                    Nel settore PROFILI viene poi presentato un contributo di Jan Pietrzykowski dal titolo: Arcivescovo Antoni Baraniak: salesiano zelante, vescovo indomito.

                    Nel settore NOTA si hanno due contributi. Il primo tratta il seguente argomento: Le memorie di don Luigi Bolla (1932-2013). La testimonianza missionaria: dal ricordo al messaggio. Ne è l’autore Antonio Scudero. Il secondo di Tadeusz Lewicki presenta: “Il palco alle Ragazze!” – L’interessante e valoroso apporto agli studi salesiani di Daniela Cavallaro, docente presso l’Università di Auckland, in Nuova Zelanda, specialista nella ricerca sul teatro educativo per le donne.

                    Nel settore Recensioni sono state recensite alcune pubblicazioni sugli argomenti relativi alle personalità ed alle attività salesiane:

                    Bogdan Kolar, Don Bosco e le opere salesiane tra gli sloveni. (= ACSSA – Varia, 9). Ljubljana, s.e. 2015; Mauro Forno, La cultura degli altri. Il mondo delle missioni e la decolonizzazione. Carrocci editore, Roma 2017; Eliane Anschau Petri, La santità di Maria Domenica Mazzarello. Ermeneutica teologica delle testimonianze nei processi di beatificazione e canonizzazione. Roma, LAS 2018; Waldemar Witold Żurek (edited by), Kronika Salezjańskiego Instytutu Filozoficznego w Marszałkach 1935-1939 [The Chronicle of the Salesian Philosophical Institute in Marszałki 1935-1939]. ( = Biblioteka Salezjańskiej Inspektorii św. Jacka w Krakowie, 9). Lublin, Drukarnia Gaudium 2018; Carlo De Paolis (a cura di), 90 anni di storia. Salesiani a Civitavecchia dal 1928, ( = Exallievi/e Don Bosco – Unione di Civitavecchia), s.l., Etruria grafica&stampa, 2018.

                    Nel settore Segnalazioni si presenta: Waldemar Witold Żurek (edited by), Salezjański Instytut Teologiczny w Krakowie 1929-1939. Kronika tom 1 [The Salesian Theological Institute in Poland 1929-1939. Chronicle volume 1]. ( = Biblioteka Salezjańskiej Inspektorii św. Jacka w Krakowie, 8). Lublin, Drukarnia Gaudium 2017; [Frank Freeman], A life brimming over with goodness. Fr Michael Maiocco SDB. Ascot Vale VIC, Salesians of Don Bosco 2018.

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                    • Italia – Una nuova “Casa Valdocco” per i giovani bisognosi di educazione e accompagnamento
                      Italia – Una nuova “Casa Valdocco” per i giovani bisognosi di educazione e accompagnamento

                      (ANS – Torre Annunziata) – Un centro per minori per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica: è quello che prenderà via con l’inizio del mese prossimo a Torre Annunziata, vicino Napoli, grazie all’iniziativa di un salesiano e alla collaborazione delle istituzioni. Data la sua specifica missione, al centro è stato assegnato il nome di “Casa Valdocco”.

                      Il progetto di “Casa Valdocco” ha ricevuto appena pochi giorni fa l’autorizzazione da parte del Settore Politiche Sociali del Comune di Torre Annunziata. In tal modo potrà avere concretezza l’intuizione di don Antonio Carbone, salesiano, Direttore e Parroco della presenza salesiana nella cittadina costiere, nonché Presidente dell’associazione “Piccoli passi grandi sogni onlus”, l’organizzazione che dal 1 agosto darà il via all’attività del centro.

                      “Abbiamo voluto offrire una risposta diversa rispetto alle case famiglie per minori e all’oratorio – ha spiegato don Carbone –. Ci vogliamo prendere cura dei ragazzi che hanno bisogno di un supporto scolastico e affettivo”.

                      Il centro potrà ospitati fino a 30 minori, di quelli più a rischio, inviati dai servizi sociali del luogo e del comprensorio. Offrirà attività di carattere ludico e didattico, e sarà portato avanti da educatori in grado di fornire non solo sostegno scolastico, ma anche accompagnamento umano.

                      “Non riuscivamo a dare una svolta al problema della dispersione – prosegue il Salesiano – Ci sono giovani che hanno bisogno di un riscatto”.

                      Il servizio funzionerà di pomeriggio, e offrirà anche la possibilità di poter pranzare. Partirà ufficialmente dal 1° agosto e arriverà a pieno regime a settembre.

                      In un territorio di frontiera, caratterizzato da scarse opportunità per i giovani e da un alto tasso di disoccupazione, il centro polifunzionale per minori rappresenta una chiave di volta per sottrarre i ragazzi alla strada ed impedire alla malavita di reclutare chi vive in condizioni di disagio.

                      Il nuovo centro diurno andrà inoltre ad arricchire la già ricca proposta dei salesiani di Torre Annunziata, che propongono ai loro beneficiari una parrocchia con oratorio e centro giovanile, e le due comunità educative “Mamma Matilde” e “Peppino Brancati” – anch’esse coordinate dalla onlus “Piccoli passi grandi sogni” – che offrono invece un’accoglienza residenziale ai giovani a rischio.

                      La ricetta di Casa Valdocco è la stessa di Don Bosco: fare attività di prevenzione per incoraggiare l’educazione dei giovani e favorire la loro integrazione nella società civile.

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