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Visita de la Urna: Reliquia de San Juan Bosco

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  • India – La “Don Bosco Anbu Illam” riunisce una famiglia dopo 11 anni
    India – La “Don Bosco Anbu Illam” riunisce una famiglia dopo 11 anni

    (ANS – Salem) – È stato un momento molto commovente e intenso, quello del ricongiungimento tra il giovane Meganathan, 22 anni, e i suoi genitori Vijaya e Thangaraja, a cui era stato strappato anni fa, insieme al fratello minore, dal proprietario di una fornace di mattoni, per via di un debito. I due fratellini avevano appena 10 e 9 anni.

    L’emotiva riunione della famiglia è avvenuta nel mese di dicembre, presso l’opera salesiana per i minori più bisognosi “Don Bosco Anbu Illam” (DBAI) di Salem, alla presenza della signora Uma Maheswari, responsabile distrettuale per la protezione dell’infanzia, di don Casmir Raj, Direttore del DBAI e di altre autorità locali.

    Meganathan era stato trattenuto con la forza, insieme a suo fratello Sarath Kumar, a causa dei debiti che i suoi genitori avevano con un potente uomo di Sapanipatti. Questi li costrinse al lavoro minorile nella sua fornace di mattoni. La famiglia, colpita dal dolore e dal senso di colpa, aveva supplicato l’uomo di rilasciare i ragazzi, ma quest’ultimo aveva sempre rifiutato.

    Il ragazzo ha raccontato la sua drammatica esperienza nella fornace. Lui e suo fratello vi hanno lavorato duramente per anni, in condizioni estreme, fin quando una donna non si è interessata a loro. “Ci ha chiesto se fossimo interessati a studiare – racconta Meganathan –. Le dissi che era quello che desideravo, ma che in quel luogo non potevamo far altro che fabbricare i mattoni. Poi, una persona benestante ha chiamato Childline e il giorno seguente la polizia è venuta a salvarci. Siamo stati affidati alla ‘Don Bosco Anbu Illam’, dove ci è stato dato un riparo e una buona educazione”, ha aggiunto.

    Da allora, la loro vita è cambiata. Sarath Kumar, dopo aver interrotto gli studi, ha trovato lavoro come autista, mentre Meganathan ha completato la sua formazione in campo industriale e ha lavorato per un periodo come membro dello staff proprio al DBAI. Ed è stato proprio grazie ad un collega che è riuscito a rimettersi in contatto con i suoi genitori. “Quando ci siamo rivisti, mia madre non riusciva a smettere di piangere”, ha raccontato ancora Meganathan.

    Adesso, il prossimo passo sarà quello di trovare un lavoro stabile, che consenta a Meganathan di mantenere la famiglia. Lasciare il DBAI non è stato facile per lui: “Qui sono stato incoraggiato a studiare e mi è stato dato tutto il sostegno possibile”, ha ricordato. Tuttavia, adesso ha ben chiaro cosa vorrà fare in futuro: aiutare le persone in difficoltà e fornire loro la stessa assistenza che lui ha ricevuto dal DBAI.

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    • Guatemala – Solennità del Cristo Nero del Petén
      Guatemala – Solennità del Cristo Nero del Petén

      (ANS – Flores) – Il 15 gennaio nel Dipartimento del Petén, Guatemala, è stata celebrata la festa del patrono del Vicariato Apostolico del Petén, la venerata immagine del Cristo Nero di Esquipulas, immagine che, su iniziativa dell’ultimo Amministratore Apostolico del Petén, mons. Jorge Mario Ávila del Águila, dal 1984 ha cominciato ad essere chiamata il “Cristo Nero del Petén”, legandola così ancor più al territorio e alla popolazione del Dipartmento.

      Negli anni precedenti la pandemia di Sars-Cov-2, l’isola di Flores, capitale del Dipartimento, era solita per l’occasione accogliere tantissimi fedeli che, dal Messico, dal Belize, da altri dipartimenti del Guatemala e dallo stesso Dipartimento visitavano la Cattedrale di Nostra Signora dei Rimedi e San Pablo del Itza’ per venerare il santo patrono.

      Tuttavia, l’emergenza causata da Covid-19 ha generato una situazione totalmente nuova, mai sperimentata da molti anni. Quest’anno, in condizioni atipiche e in un clima di limitazioni e restrizioni, il Cristo Nero è stato celebrato in una situazione che non ha permesso le usuali manifestazioni di gioia e l’affluenza proprie di questo giorno e tantissime persone hanno dovuto rinunciare alle Eucaristie e alle altre celebrazioni di fede, come, in primo luogo, la venerazione del Cristo Nero.

      Tuttavia, nell’ultimo incontro dei sacerdoti della Chiesa del Petén, è emersa l’idea creativa di celebrare la festa in unione con il vescovo di Petén, mons. Mario Bernardo Fiandri, SDB, collegando le 23 parrocchie che compongono il Vicariato apostolico del Petén attraverso la compresenza virtuale e l’unione spirituale all’Eucaristia delle ore 18 locali.

      Per la prima volta la Parrocchia di San Benito de Palermo e la Comunità Salesiana hanno celebrato la Solennità del Cristo Nero dal Tempio Parrocchiale di San Benito, prendendo tutte le misure di sicurezza necessarie, e hanno trasmesso l’Eucaristia in diretta attraverso Facebook.

      La festa del Dipartimento è poi terminata con la tradizionale venerazione della statua per i fedeli partecipanti in presenza, sempre rispettando le misure di distanziamento fisico.

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      • RMG – Nuovo logo per la Fondazione DON BOSCO NEL MONDO
        RMG – Nuovo logo per la Fondazione DON BOSCO NEL MONDO

        (ANS – Roma) – Il nuovo anno ha portato un nuovo logo per la Fondazione DON BOSCO NEL MONDO – organismo della Congregazione Salesiana che ha come scopo la promozione, il sostegno e lo sviluppo delle Opere e Missioni Salesiane nel mondo, che ha i suoi uffici presso la Sede Centrale Salesiana di Roma, e che edita “Il Bollettino Salesiano” la rivista fondata da Don Bosco e inviata gratuitamente in tutto il mondo.

        Il nuovo logo è simbolo di una presenza costante e impegnata nei confronti dei bisognosi. Nasce prendendo come ispirazione l’immagine del francobollo quale simbolo del viaggio, dei luoghi lontani della terra, dove i missionari salesiani sono cuore pulsante del motore di rinnovamento.

        Le motivazioni dietro questa scelta sono state illustrate dai responsabili della Fondazione: “Quel francobollo che aspettiamo con ansia di ricevere con le notizie dai nostri amici missionari, che conserviamo come ricordo prezioso di quei luoghi e testimonianza che il nostro aiuto è arrivato a destinazione. Un ricordo che nonostante l’era digitale sopravvive e ci accompagna, ci fa sentire vicini alle missioni che aiutiamo e a tutti quei giovani che, grazie al nostro sostegno, riescono a prendere in mano le redini della propria vita e a diventare cittadini consapevoli e impegnati come Don Bosco amava dire: ‘Buoni cristiani e onesti cittadini’”.

        Per conoscere e collaborare con la Fondazione DON BOSCO NEL MONDO, visitare il sito: https://www.donbosconelmondo.org/ 

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        • Italia – Il Rettor Maggiore alla presentazione della Mostra su Don Paolo Albera
          Italia – Il Rettor Maggiore alla presentazione della Mostra su Don Paolo Albera

          (ANS – Torino) – Sta suscitando sempre più interesse nel mondo salesiano, e non solo, la mostra che il Museo Casa Don Bosco di Torino ha deciso di dedicare a Don Paolo Albera, II Successore di Don Bosco alla guida della Congregazione, in occasione del centenario della sua morte e dell’anno 2021 a lui dedicato. L’evento di presentazione della mostra, che avrà luogo sabato 30 gennaio, alla vigilia della Festa di Don Bosco, e sarà presieduto direttamente dal Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime.

          L’evento avrà inizio alle ore 9:00 (UTC+1), con la celebrazione eucaristica nella Basilica di Maria Ausiliatrice, presieduta dallo stesso Rettor Maggiore. A seguire, alle ore 10:00, il Rettor Maggiore si recherà negli spazi del primo Refettorio dedicato ai ragazzi presso il Museo Casa Don Bosco, dove si trova collocata la mostra, per presentarla ai salesiani e agli amici di Don Bosco.

          Sarà possibile seguire l’evento in diretta su Rete 7 (canale 12 del digitale terrestre) e sulla pagina Facebook del Museo Casa Don Bosco.

          “Don Albera è per noi un grande modello di amore a Don Bosco. Sarà di ispirazione anche in questo tempo che stiamo vivendo, con la prima pandemia globale che condiziona la vita di tutti i Paesi a livello planetario, i cui effetti a lunga durata per ora possiamo solo immaginare con larga approssimazione” ha avuto modo di affermare Don Á.F. Artime nella lettera in cui indice l’anno 2021 per commemorare Don Albera (cfr. Atti del Consiglio Generale n° 432).

          La mostra – frutto delle ricerche di don Aldo Giraudo, don Silvio Roggia e Paolo Vaschetto, che ne hanno curato i testi; con la grafica realizzata da “Mattana Grafica & Servizi”, l’allestimento di “Berrone Livio & C. S.N.C”, e sotto la curatela della dott.ssa Stefania de Vita, Direttrice del Museo – è comunque già accessibile online alla pagina: www.donalbera.museocasadonbosco.it 

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          • RMG – Giornata Missionaria Salesiana 2021: un solo padre, una sola famiglia. La solidarietà missionaria come primo annuncio
            RMG – Giornata Missionaria Salesiana 2021: un solo padre, una sola famiglia. La solidarietà missionaria come primo annuncio

            (ANS – Roma) – Lo scorso 13 gennaio è stata presentata alla comunità della Sede Centrale Salesiana la Giornata Missionaria Salesiana (GMS), un appuntamento immancabile per la Famiglia Salesiana, che da più di trent’anni viene celebrata e proposta a tutto il mondo salesiano.

            L’equipe del Settore Missioni, composta da don George Menamparampil, don Pavel Zenisek e Marco Fulgaro, insieme al Consigliere Generale per le Missioni, don Alfred Maravilla, hanno illustrato i materiali preparati, il tema, il cammino di preparazione e gli obiettivi di questa iniziativa.

            Il tema per il 2021 è la solidarietà, nello specifico la solidarietà missionaria che si fa Primo Annuncio, sotto lo slogan “Un solo padre, una sola famiglia”. In questi tempi difficili occorre riscoprirsi fratelli, figli dello stesso Padre, uniti nella diversità, e aiutarsi gli uni gli altri, consapevoli che la cosa più importante che si possa offrire è proprio favorire l’incontro con Gesù.

            Ogni Ispettoria Salesiana del mondo può affrontare questa tematica con l’ausilio di un opuscolo, delle preghiere, dei poster, dei video e un itinerario di preparazione, materiali realizzati con il contributo di tante persone da tutto il mondo.

            Il progetto scelto per quest’anno è quello di aiutare il Centro Salesiano “Don Bosco” di Gumbo, Sudan del Sud, a proseguire la preziosa opera di cura dei malati, attraverso la costruzione di un nuovo edificio e la fornitura di medicinali e attrezzature mediche. La Giornata Missionaria Salesiana, ovviamente, non si limita alla raccolta fondi ma mira a rafforzare la cultura missionaria in ogni Comunità Educativo-Pastorale.

            Cinque sono i video realizzati per la GMS 2021 che testimoniano la vitalità dei Salesiani nella risposta ai bisogni dei giovani di oggi: dall’India un contributo sulla tragedia dei lavoratori migranti, peggiorata con la pandemia; dall’Europa l’esperienza di come stare vicino alle persone e testimoniare Dio nel mondo digitale; dall’Africa la collaborazione tra varie organizzazioni della società civile, aziende, società e imprese; dall’America l’inclusione delle persone che più sono ai margini; dall’Asia la splendida collaborazione tra i gruppi della Famiglia Salesiana.

            I materiali sono accessibili e scaricabili qui, mentre i video saranno caricati in seguito.

            “Tutti noi possiamo dare il nostro contributo nell’aiutare i nostri fratelli più poveri puntando ad una solidarietà che sia veramente missionaria!” affermano i membri dell’equipe del Settore Missioni.

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            • Vaticano – La Santa Sede concede il Nulla osta per le Cause di Luigi Bolla e Rosetta Marchese
              Vaticano – La Santa Sede concede il Nulla osta per le Cause di Luigi Bolla e Rosetta Marchese

              (ANS – Città del Vaticano) – Con data 16 dicembre 2020 la Congregazione delle Cause dei Santi ha comunicato all’Arcivescovo di Lima (Perù), mons. Carlo Castillo Mattasoglio, il nulla osta da parte della Santa Sede all’apertura della Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Luigi Bolla (1932-2013), Sacerdote Professo della Società di san Francesco di Sales, missionario tra gli Shuar e gli Achuar dell’Ecuador e del Perù. Similmente, con data 13 gennaio 2021, è stato concesso il nulla osta da parte della Santa Sede all’apertura della Causa di Beatificazione e Canonizzazione della Serva di Dio Madre Rosetta Marchese (1922-1984), Suora Professa dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice e Superiora Generale. La comunicazione è stata fatta a sua eminenza il Card. Angelo De Donatis, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

              Don Luigi Bolla e Madre Rosetta Marchese fanno parte del carisma nato con Don Bosco e sono testimoni di quella speranza che è una pianta con radici profonde, che partono da lontano; radici che si irrobustiscono attraverso stagioni difficili e percorsi che richiedono molto sacrificio.

              Per tutta la Famiglia Salesiana sono oggi un forte stimolo a non perdere mai la speranza, ma semmai a coltivare nei confronti della vita uno sguardo ricco di speranza e a non spegnerla mai nel proprio cuore. Sono luci che invitano a portare la gioia del Vangelo in ogni angolo della terra, con la passione apostolica propria di Don Bosco.

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              • Etiopia – In mezzo al nulla don Giorgio Pontiggia, SDB, ha annunciato Gesù ai poveri
                Etiopia – In mezzo al nulla don Giorgio Pontiggia, SDB, ha annunciato Gesù ai poveri

                (ANS – Pugnido) – La “fine geografica del mondo” si trova anche nel cuore dell’Africa. È a Pugnido, regione di Gambella, Etiopia del sud-ovest. O almeno, quello è uno dei luoghi dove ci si trova totalmente staccati dal resto del mondo, su una terra “in mezzo al nulla”, come scrisse qualche anno fa la giornalista Anna Pozzi nell’intervista a don Giorgio Pontiggia, missionario salesiano, deceduto il 27 dicembre scorso. Ritornato in Italia due anni fa per motivi di salute, ha svolto l’attività pastorale nella comunità salesiana di Sondrio, fino a che non lo ha colpito Covid-19.

                Don Pontiggia era andato in Etiopia nel 1990 per costituire una punta avanzata della Congregazione, testimonianza della missionarietà dell’opera salesiana di Sesto San Giovanni, dove era stato parroco e aveva diretto l’oratorio per cinque anni. E infatti il metodo da lui applicato anche in Etiopia è stato quello dell’aggregazione dei giovani come motore dell’intera attività di annuncio cristiano e di sviluppo umano. “Quando sono arrivato a Pugnido – (dopo l’approdo nella capitale e una prima esperienza ‘di confine’ nel sud, a Dilla; n.d.r.) ho trovato una quarantina di cattolici” ricordava don Giorgio. “Dopo circa un anno, ho ricominciato ad amministrare i battesimi. Un po’ alla volta, con una situazione di relativa calma e per le molte attività create in parrocchia e attorno ad essa, la vita della comunità cattolica è ripresa con vivacità”.

                L’attività di evangelizzazione si era presto manifestata anche con la costruzione della chiesa in cui radunarsi in preghiera, e da lì si sono contestualmente generati un asilo per l’educazione dei bambini e per l’aiuto a quelli malnutriti con il pranzo, e un ostello per dare ai giovani della foresta la possibilità di risiedere in un centro vicino alle scuole. Nella regione di Gambella, il cui capoluogo è appena al di là dell’omonimo Parco Nazionale, vivono due etnie, gli Anuak e i Nuer, disperse in villaggi distanti e difficili da raggiungere. Don Pontiggia, abbà Giorgio, come si usa chiamare i religiosi in Etiopia, ha visto la necessità di dotare ogni centro, pur piccolo, di almeno una cappella: don Filippo Perin e il signor Giancarlo Archetti, salesiani mandati in aiuto, sono stati decisivi per realizzare questo programma. Ne hanno costruite 11 nei dintorni di Pugnido. A queste si sono aggiunte altre 4 cappelle nei “villaggi” sorti per la fuga dal vicino Sudan in guerra: fra il 2006 e il 2018 i salesiani sono stati testimoni dell’esodo di massa da quel Paese, prima per la lotta fra il Sud del Paese (a prevalenza copta) e il Nord (a prevalenza musulmana), poi per le lotte interne al neonato Sud Sudan.

                L’Etiopia è come se si insinuasse nel Paese confinante, e quella di Gambella è la regione che fa da punta avanzata. Su una popolazione già provata da continue tensioni economiche e politiche, è andato a gravare il peso dei campi profughi, città improvvisate in cui si riversano persone private di ogni bene, se non qualche coperta e poche pentole, “straniere” a se stesse oltre che agli altri.

                “Sono ormai quasi 20.000” scriveva don Pontiggia nel 2014 dopo il Natale vissuto con loro, “è impressionante vedere una distesa di tendoni dove alloggiano famiglie intere, prive di tutto. Ogni domenica celebriamo la santa Messa in mezzo a loro”. Per rispondere alle necessità, con i luoghi di culto che diventano centri di assistenza umanitaria, non si perse d’animo e mise in campo un nuovo progetto: “Costruiremo un’altra chiesetta in onore della santa Sudanese, Bakhita. Nella loro condizione di povertà questi profughi trovano speranza nella fede e nella Parola di Dio”.

                Don Pontiggia è arrivato alla missione già “maturo”: aveva 47 anni quando prese l’aereo con destinazione Addis Abeba. Ciò ha determinato molta parte delle sue strategie.

                A Sesto San Giovanni fra il 1979 e il 1984 aveva respirato il momento della reggenza della diocesi di Milano da parte del cardinale Carlo Maria Martini, pietra miliare per la Chiesa ambrosiana e per quella universale. Seguendo la spinta a “farsi prossimo” che animò la pastorale degli Anni ‘80, questo salesiano diede vita a un centro Caritas che ancora oggi prosegue il proprio servizio. La sua personale vocazione si era ben innestata nella solida tradizione salesiana della cittadina lombarda: quella della parrocchia di Maria Ausiliatrice nel nuovo quartiere Rondinella, con un oratorio che formava giovani destinati ad assumere responsabilità, per sé e per gli altri. Con umiltà, di fronte al nuovo impegno di direttore e di parroco si era domandato: “Ce la farò?”. La risposta la danno gli adulti di oggi: “È stato un grande esempio, sempre pronto ad aiutare il prossimo”.

                Con la comunità di partenza ha mantenuto i rapporti, come glielo consentivano i nuovi impegni a 12 ore e più di volo aereo nel nuovo “oratorio” a Pugnido. “Anche adesso in Etiopia sento che quegli anni e quelle persone mi hanno plasmato e mi ispirano a mantenere il Cuore Oratoriano del Buon Pastore” confessava don Pontiggia.

                Comprese che a quegli amici in Italia non avrebbe dovuto solo raccontare delle belle esperienze con la gente della foresta e chiedere aiuto per realizzare gli interventi della missione, ma dare loro conto dei fatti e dei problemi anche sul piano della Storia. In un breve, ma denso racconto (ancora oggi disponibile nel Web) descrisse la condizione del Corno d’Africa afflitto da ripetute guerre etniche, da governi dittatoriali, dalla separazione dell’Eritrea dopo un conflitto fratricida ultratrentennale, dalla fuga dei giovani migranti verso altri continenti che impoverisce di risorse umane quei Paesi. È un grande pezzo d’Africa che nel suo DNA conserva le tracce della schiavizzazione delle popolazioni dell’interno, deportate nei secoli passati utilizzando barconi sul corso d’acqua che passa per Gambella, il Baro, che in lingua locale significa appunto “fiume degli schiavi”. Di immissione in immissione questo giunge fino al Mediterraneo, attraverso il Nilo Bianco. Un’altra traccia di sangue e sofferenza lasciò il terribile quanto maldestro dominio coloniale degli Italiani. Oggi si sta attuando in Etiopia l’infiltrazione del mercato cinese.

                Quasi come al centro di questo “buco nero”, sta Pugnido. Qui l’intraprendenza di don Pontiggia e, a monte di questa, la sua fiducia in Dio, hanno continuato a battere il tasto dello sviluppo, iniziando dalla difesa della foresta minacciata dalla desertificazione e dall’impoverimento dei terreni. Ai giovani dell’Istituto Elvetico di Lugano nel novembre 2014 aveva descritto la situazione: “La siccità che ha colpito la Somalia e la Somaly Region dell’Etiopia non ha raggiunto direttamente queste terre, ma gli effetti della siccità si sentono nel forte rincaro dei prezzi degli alimenti e nella scarsità di approvvigionamenti. Il lavoro è continuo, senza tregua: non abbiamo avuto né ferie, né vacanze per l’attività di agricoltura e ri-forestazione”. La difesa dagli effetti dei cambiamenti climatici si è fatta ancora più impegnativa negli anni.

                Difficile afferrare un brandello di ottimismo in queste condizioni, ma don Pontiggia lo trovava nei giovani: “Sono loro i protagonisti della missione, hanno una forza ed un entusiasmo incredibili, trasmettono gioia e voglia di vivere. Questi giovani sono una grande speranza per il futuro”.

                Ecco cosa è fiorito in quel “nulla” dove lui ha annunciato Gesù ai più poveri.

                Fonte: Missioni Don Bosco

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                • Polonia – I giovani salesiani di Cracovia al tempo di Covid-19: rimboccarsi le maniche per aiutare gli altri
                  Polonia – I giovani salesiani di Cracovia al tempo di Covid-19: rimboccarsi le maniche per aiutare gli altri

                  (ANS – Cracovia) – I giovani di Cracovia hanno mostrato che al tempo di Covid-19 sono in grado portare non solo l’aiuto spirituale, ma anche quello legato alle esigenze umane. Seguendo le orme di Don Bosco e dei suoi ragazzi, che aiutarono i malati di colera a Torino nel 1854, i giovani chierici si sono rimboccati le maniche per aiutare concretamente una delle Case di Assistenza Sociale (DPS, in polacco) di Cracovia.

                  Un anno fa nessuno avrebbe immaginato che la vita di tutti nel mondo sarebbe cambiata così tanto e così rapidamente. La pandemia ha costretto ognuno a riorganizzare il proprio stile di vita e le restrizioni imposte alla società hanno causato la sospensione o la modifica di molte attività.

                  Gli eredi di Don Bosco sono noti per il loro impegno a favore della gioventù smarrita. Con il blocco della vita sociale che ha costretto tutti a chiudersi nelle proprie case, i contatti sono sospesi poco alla volta e, di conseguenza, i salesiani hanno dovuto trovare un modo per raggiungere i giovani. L’hanno trovato su Internet.

                  I giovani destinatari del carisma salesiano hanno infatti spostato in rete i loro incontri. Come si poteva constatare sin dal ritiro quaresimale dell’anno scorso, e poi successivamente, la rete è stata uno spazio d’incontro privilegiato, non soltanto per i giovani, ma anche per gli adulti. Infatti, i fedeli potevano partecipare alle funzioni liturgiche e alle Messe trasmesse in diretta, mentre la sera si poteva partecipare online all’adorazione del Santissimo Sacramento.

                  I mesi estivi hanno permesso la realizzazione del carisma salesiano nelle forme più tradizionali. Nonostante le restrizioni sanitarie, i salesiani sono riusciti ad organizzare molte attività e tanti giovani hanno potuto partecipare alle diverse iniziative: campi sportivi, percorsi in canoa, passeggiate in montagna, campi giornalieri... Senza tralasciare uno tra i più importanti elementi del carisma salesiano: l’affidamento a Maria. Ad esempio, i salesiani, con i fedeli di Lublino, si sono recati, per quattro giorni, in pellegrinaggio ai Santuari di Podlasie. Mentre al Santuario mariano di Przyłęków i pellegrini si sono recati in occasione del 134° anniversario delle apparizioni sul colle.

                  Infine, i salesiani hanno mostrato che in tempo di pandemia sono in grado di aiutare non solo spiritualmente, ma anche praticamente, seguendo l’atteggiamento di Don Bosco e dei suoi ragazzi al tempo del colera a Torino. Come loro, i giovani chierici salesiani di Cracovia si sono rimboccati le maniche e hanno portato l’aiuto ai residenti di una delle Case di Assistenza di questa città: compiendo semplici servizi, come fare le pulizie, disinfettare la cucina, la mensa, gli ascensori o le ringhiere...

                  L’atteggiamento di questi giovani uomini testimonia come l’amore verso il prossimo vada mostrato non soltanto con le parole, ma soprattutto con dei gesti concreti.

                  {gallery}PLS - Giovani studenti Covid-19 2012{/gallery}

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                  • Filippine – L’opera “Don Bosco Victorias” aiuta 2.600 famiglie alluvionate
                    Filippine – L’opera “Don Bosco Victorias” aiuta 2.600 famiglie alluvionate

                    (ANS – Victorias) – Un’alluvione improvvisa nei primi giorni del 2021, causata dall’esondazione del fiume Suba nei pressi della Parrocchia salesiana “San Giuseppe Lavoratore” di Victorias, ha generato, al tempo stesso, numerosi problemi per tante persone, ma anche un magnifico movimento di solidarietà che ha coinvolto molte società locali e benefattori della Famiglia Salesiana.

                    I problemi per migliaia di famiglie attorno a Victorias sono gravi: la distruzione delle case e la mancanza di cibo. Ma nelle ultime due settimane non meno di 2.600 famiglie sono state assistite materialmente dalle iniziative salesiane e molte famiglie hanno persino trovato rifugio nel grande Santuario di Maria Immacolata nel quartiere di Cane Town. Sulla pagina Facebook della parrocchia di Victorias si possono conoscere nel dettaglio gli aiuti offerti e le donazioni ricevute ogni giorno – sia in denaro, sia in molti generi di prima necessità: scatole di pasta, vestiti, coperte, asciugamani, scarpe, sacchi di riso, sapone, biscotti, conserve…

                    Don Joriz Calsa, SDB, Delegato per la Pastorale Giovanile dell’Ispettoria Filippine Sud (FIS), condivide: “Aiuti benedetti si stanno riversando su di noi anche da alcuni dei nostri amici di Cebu, molti dei quali provenienti dalle comunità locali e dagli Exallievi di Don Bosco di diverse scuole. Finora siamo alla seconda settimana di assistenza alimentare. Nelle ultime due settimane abbiamo distribuito cibo confezionato e altri aiuti a 2.600 famiglie. Ci siamo concentrati su questo aiuto, dato che i materiali per la ricostruzione costano molto e sono al di là delle nostre possibilità. Abbiamo lanciato un appello dalla pagina Facebook della nostra parrocchia.

                    Successivamente si è parlato delle nostre necessità durante l’Incontro dei Direttori FIS e abbiamo ricevuto un aiuto da diverse opere salesiane sparse nell’arcipelago di Visayas e a Mindanao e anche da alcuni noti patrocinatori delle attività salesiane.

                    La nostra iniziativa parrocchiale è stata molto apprezzata, soprattutto quando abbiamo aperto le porte del nostro grande Santuario a Cane Town come centro di accoglienza, che nella stessa notte ha ospitato 87 persone, sotto la guida di Dio. E siamo stati anche apprezzati per la distribuzione di assistenza alimentare da oltre due settimane.

                    Porteremo anche questa preoccupazione nel gruppo di azione sociale della diocesi di Bacolod, per sostenere tutto ciò che può fermare le inondazioni improvvise non solo qui a Victorias, ma anche in altre zone come Silay, Talisay, Bacolod, Magalona e San Carlos City”.

                    Tutto questo lavoro di soccorso è possibile solo grazie a molti volontari della parrocchia che confezionano i generi di soccorso da distribuire il giorno successivo. I pacchi sono stati distribuiti inizialmente nel Santuario di Cane Town, poi di casa in casa, e tuttora questo movimento di “grazie” ricevute e donate continua.

                    La parrocchia salesiana “San Giuseppe Lavoratore” di Victorias si estende in un’area rurale piuttosto vasta, con una popolazione che per lo più si guadagna da vivere con l’agricoltura. Si trova sull’isola di Negros, diocesi di Bacolod - guidata dal vescovo Patrick Buzon, SDB - e la comunità salesiana di Victorias è la prima presenza salesiana delle Filippine, essendo stata avviata nel 1951.

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                    • Italia – Suor Alessandra Smerilli, FMA, insignita dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia
                      Italia – Suor Alessandra Smerilli, FMA, insignita dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia

                      (ANS – Roma) – Suor Alessandra Smerilli, religiosa delle Figlie di Maria Ausiliatrice, ha ricevuto l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia. Lo ha comunicato l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, in un comunicato in cui motiva l’assegnazione con parole di grande elogio verso la religiosa.

                      “Il conferimento dell’onorificenza – è scritto nel comunicato – intende riconoscere l’assoluta rilevanza del profilo accademico della Professoressa Smerilli, docente ordinario di Economia Politica presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione ‘Auxilium’ e coordinatrice della ‘Taskforce Economia’ della Commissione Vaticana per il Covid-19 istituita da Papa Francesco nel marzo 2020; l’intensissima attività didattica e di ricerca, nonché l’impegno nella promozione di una maggiore consapevolezza etica nella economia e nella finanza, in particolare nei confronti dei giovani.

                      La sua professionalità e competenza hanno trovato un prestigioso riconoscimento con la nomina a Consigliere nella Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano e con l’assegnazione di numerosi altri incarichi nella società civile e nelle istituzioni italiane, ambiti in cui continua ad offrire un importantissimo contributo allo sviluppo dello studio dell’economia civile italiana”.

                      A motivo di questo prestigioso riconoscimento, anche la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”, dove suor Smerilli insegna Economia Politica, ha diffuso un comunicato, nel quale dichiara: “La Preside, e l’intera Comunità Accademica, si congratulano con la Prof.ssa Alessandra Smerilli per questo nuovo e prestigioso riconoscimento e le augurano di continuare a fare del suo impegno nella docenza, nella ricerca e nella promozione di una economia etica e consapevole un servizio ai giovani, alla Chiesa, all’Italia e al mondo”.

                      L’Ordine della Stella d’Italia è stato istituito con Legge 3 febbraio 2011 ed è una onorificenza concessa dal Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro degli Affari Esteri, sentito il Consiglio dell’Ordine, presieduto dal Ministro degli Affari Esteri.

                      Con tale riconoscimento si vuole ricompensare quanti abbiano acquisito particolari meriti nella promozione dei rapporti di amicizia e di collaborazione tra l’Italia e gli altri Paesi e nella promozione dei legami con l’Italia.

                      L’Ordine è suddiviso in cinque classi: Cavaliere di Gran Croce, Grand’Ufficiale, Commendatore, Ufficiale, Cavaliere. È istituita inoltre una classe speciale di Gran Croce d’Onore, destinato a chi abbia perso la vita o subito gravi menomazioni fisiche nello svolgimento di attività di alto valore umanitario all’estero.

                      L’uso delle insegne dell’Ordine “della Stella della Solidarietà Italiana” è consentito senza limitazione alcuna.

                      Fonte: Salesiani in Italia

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