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Visita de la Urna: Reliquia de San Juan Bosco

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  • Ecuador – Un’economia solidale è possibile: il sostegno internazionale alle donne di Salinas e Simiatug
    Ecuador – Un’economia solidale è possibile: il sostegno internazionale alle donne di Salinas e Simiatug

    (ANS – Torino) – “Solidaridad Don Bosco”, ONG salesiana spagnola, insieme all’Agenzia Andalusa per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo (AACID), sta sostenendo il progetto “Rafforzare la catena di produzione delle piante aromatiche”, nelle comunità indigene di Salinas de Guaranda (Ecuador), portato avanti dalla “Fondazione Famiglia Salesiana di Salinas”. Ai primi di gennaio alcuni responsabili dell’ONG spagnola si sono recati in loco per accompagnare da vicino il progetto.

    La FFSS da oltre 20 anni promuove progetti per i gruppi più svantaggiati della zona. Ha promosso, ad esempio, la nascita di diverse aziende produttive con criteri di economia solidale, cooperativismo e agro-ecologia, e con il marchio “El Salinerito” commercializza anche molti prodotti del “Commercio Equo e Solidale”.

    “Quando siamo arrivati a Salinas, insieme ai nostri colleghi Gabriel Terán e Lina Varón dell’Ufficio di Pianificazione e Sviluppo dei Salesiani in Ecuador, siamo andati a vedere alcune di queste imprese di produzione dell’economia solidale che danno lavoro a più di 60 persone a Salinas” racconta Begoña Simal, coordinatrice dei progetti di “Bosco Global”.

    I visitatori europei hanno potuto così conoscere la realtà dei laboratori di lavorazione di lana, formaggio e cioccolato, e anche quello di oli essenziali e tisane, che è stato costruito grazie al sostegno del progetto spagnolo e che si completerà di tutte le strutture nei prossimi mesi.

    Il giorno seguente hanno visitato gli orti che hanno dato origine al progetto, coltivati con piante aromatiche. Attualmente tale attività coinvolge 200 donne delle comunità di Salinas e Simiatug, le quali vengono debitamente formate da alcuni specialisti su quali accortezze adottare per avere una buona resa.

    La grande irregolarità e le cattive condizioni delle strade rendono difficili gli spostamenti. Per questo le donne si sono organizzate per trasportare collettivamente quanto producono nello stabilimento di lavorazione. Lì viene pagato un prezzo equo per le piante che vengono raccolte e pulite per procedere alla catena di lavorazione, che poi termina con la realizzazione di tisane, bustine di tè, creme medicinali, oli essenziali e cosmetici.

    Il prodotto finale è biologico (senza l’intervento di sostanze chimiche in nessuna fase della lavorazione) e con il valore aggiunto di collaborare ad un’economia solidale che sostiene i diretti produttori e le loro associazioni.

    Venerdì 10 gennaio, infine, si è svolta l’inaugurazione di uno stabilimento di produzione, con la presenza di circa 150 donne partecipanti al programma che hanno raggiunto Salinas dalle loro comunità. All’evento hanno partecipato anche alcune autorità locali, la comunità salesiana che sta dietro alla FFSS e gli abitanti di Salinas.

    Come recita l’inno creato per celebrare i 50 anni di presenza salesiana a Salinas: “Speriamo di cambiare la vita e di trasformare la storia, tracciamo il presente, fidandoci della nostra gente. Noi vogliamo di più, perché insieme possiamo. Andiamo avanti, i sogni diventano realtà. Stiamo cercando di fare di più, stanno arrivando nuove sfide. Noi vogliamo di più, perché siamo di Salinas”.

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    • Timor Est – I salesiani per il miglioramento della vita e della salute dei giovani
      Timor Est – I salesiani per il miglioramento della vita e della salute dei giovani

      (ANS – Fatumaca) – I giovani che frequentano la Scuola Tecnica “Don Bosco” di Fatumaca, a Timor Est, hanno accesso ad una migliore alimentazione grazie ad una collaborazione tra “Salesian Missions”, la Procura Missionaria Salesiana di New Rochelle (Stati Uniti) e “Rise Against Hunger”, un’organizzazione di soccorso internazionale che fornisce cibo e aiuti ai più vulnerabili del mondo. La spedizione è stata effettuata nel terzo trimestre del 2019.

      Presso il complesso “Don Bosco” a Fatumaca i salesiani offrono educazione, evangelizzazione e sviluppo sociale. I giovani poveri possono accedere a una serie di programmi che comprendono servizi sanitari, nutrizionali, educativi… E la scuola offre anche vitto e alloggio agli studenti che hanno bisogno di un alloggio all’interno del campus.

      La Scuola Tecnica “Don Bosco”, in particolare, offre ai giovani quelle competenze professionali che gli permettono di prepararsi per il futuro. Più di 250 studenti, di cui un 11% di ragazze, frequentano la scuola, seguendo corsi triennali di falegnameria, meccanica ed elettronica. La qualità dell’insegnamento e la concretezza della formazione (ad esempio, gli studenti dell’ultimo anno sono tenuti a progettare e realizzare un prodotto che abbracci gran parte di ciò che hanno imparato nei tre anni precedenti) fanno sì che ogni anno, a fronte di 84 posti per i nuovi allievi, ai salesiani arrivino più di 400 domande di iscrizione.

      “La fornitura alimentare di ‘Rise Against Hunger’ ci aiuta a soddisfare le esigenze di base dei nostri giovani e permette loro di avere lo stomaco pieno per studiare e l’energia per partecipare alle attività – spiega don Gui Da Silva –. Lo scorso anno abbiamo visto molti più studenti diplomarsi e poter ottenere immediatamente un lavoro, o continuare con noi con i livelli successivi di formazione”.

      Uno dei beneficiari di questo progetto benefico è Geovanio Goncalves, un ragazzo di 20 anni che lavora sodo per completare il suo programma di studi. Goncalves ha ammesso che a causa dell’instabilità politica di Timor Est in passato ci sono stati giorni in cui ha dovuto faticare per riempire lo stomaco; ma oggi, con il sostegno alimentare fornito da “Rise Against Hunger” in collaborazione con la Procura di New Rochelle, può concentrarsi sullo studio e dedicarsi a costruire un futuro più luminoso.

      Dopo i terribili anni di guerra civile, che hanno innumerevoli vittime, decimato intere comunità e peggiorato le condizioni di vita di tutta la popolazione, oggi che la violenza si è placata i salesiani fanno del loro meglio sforzi per aiutare i poveri e dare speranza e nuove opportunità ai giovani.

      Fonte: Mission Newswire

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      • El Salvador – Jairo Alemán ha realizzato il suo sogno di avere una protesi e tornare a lavorare
        El Salvador – Jairo Alemán ha realizzato il suo sogno di avere una protesi e tornare a lavorare

        (ANS – Soyapango) – A Natale 2019 Canal 12 e il suo programma “Hola El Salvador”, in collaborazione con l’“Universidad Don Bosco”, attraverso la Facoltà di Scienze della Riabilitazione, hanno realizzato il sogno di un padre di famiglia, Jairo Aleman, un autista di autobus che ha perso parte della gamba sinistra a causa di un’infezione.

        Circa 15 anni fa Jairo soffriva di una malattia chiamata micetoma, che gli causò gravi danni alle ossa di gran parte della gamba sinistra, fino a quando non fu divenuto necessario amputargliela, nel maggio del 2018, per prevenire l’ulteriore diffusione dell’infezione.

        Durante questo periodo, Jairo e sua moglie Elsa Gálvez, hanno cercato sostegno per ottenere una protesi, affinché Jairo potesse tornare al lavoro e sostenere le loro giovani figlie; ma non sono riusciti a ottenere l’aiuto necessario.

        Elsa, venuta a sapere dello speciale natalizio di “Hola El Salvador” denominato “12 sogni” – che consisteva nel realizzare un sogno per 12 persone – ha scritto alla redazione del programma, spiegando il caso di Jairo e il suo bisogno di una protesi per tornare alla sua vita normale.

        E il loro sogno è diventato realtà: perché la squadra di produzione di “Hola El Salvador” ha contattato l’Universidad Don Bosco (UDB) per unire le forze in quest’impresa e produrre una protesi per Jairo.

        Carlos Zelaya, Direttore della Scuola di Ortottica e Protesi della UDB, e Elías Chacón, allievo della medesima Scuola di Ortottica e Protesi, si sono messi al lavoro e in breve tempo hanno elaborato una protesi modulare trans-tibiale, realizzata con moduli in duralluminio e acciaio inossidabile.

        Cinque giorni prima della vigilia di Natale, Jairo Alemán ha ricevuto la sua protesi in dono: il sogno suo e della sua famiglia si è avverato. La sua vita da adesso è diversa, gli è stata restituita la speranza, la gioia e l’autonomia per continuare la sua attività.

        L’impegno sociale verso la realtà che la circonda fa sì che l’Università Don Bosco collabori spesso con diversi enti e organizzazioni, compresi i mezzi di comunicazione, per cambiare le condizioni di vita delle famiglie più bisognose.

        Inoltre, l’UDB è l’unico centro di insegnamento nel Paese che ha l’accreditamento della Società Internazionale di Ortottica e Protesi.

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        • Papua Nuova Guinea – Don Bosco, ancora oggi, cambia la vita dei giovani
          Papua Nuova Guinea – Don Bosco, ancora oggi, cambia la vita dei giovani

          (ANS – Port Moresby) – “Ho abbandonato la scuola, sono stato tossicodipendente per 3 anni e ho avuto comportamenti antisociali. Poi per sopravvivere mi ero messo a vendere noccioline e intanto mi chiedevo: ‘Cosa ne farò della mia vita?’ Un giorno sono stato incoraggiato da don Jess Escala a studiare alla Scuola Tecnica Don Bosco di Port Moresby. Lì ho ricevuto ciò di cui avevo bisogno per avere successo”. A parlare è Xavier Loipio, 33 anni, oggi un cattolico devoto. Come lui stesso afferma: “Don Bosco è stato la luce in fondo al mio tunnel, mi ha aiutato a diventare un buon cittadino, un professionista nel lavoro e un modello per la mia comunità”.

          Mi sono diplomato presso l’istituto salesiano di Gabutu nel 2009, in Manutenzione e Lavorazione Meccanica. Subito dopo ho poi iniziato la mia carriera nel settore, presso un’azienda papuana, e ora sono 10 anni che lavoro in questo campo. Ho dovuto affrontare e superare diverse sfide, ma ora sono a capo di una squadra di meccanici all’interno di una compagnia australiana.

          Guardando indietro, le due cose più importanti che ho imparato alla scuola di Don Bosco sono la gestione del tempo e la puntualità. Arrivavo sempre cinque o 10 minuti prima dell'inizio della scuola e non ero mai assente. Questi due importanti valori mi hanno aperto poi allo svliuppo delle mie capacità.

          Dai salesiani ho appreso anche due materie fondamentali nel mio lavoro: il disegno commerciale e la capacità di leggere i disegni tecnici. Grazie a queste competenze sono sempre un passo avanti agli altri. E di questo sono grato a Don Bosco e ai miei docenti.

          Infine, ci sono due persone speciali che hanno avuto un ruolo fondamentale nella mia vita: Martin Dai e George Isoaimo, due educatori che sono stati presenti ad ogni passo del mio cammino fino al giorno del diploma. Mi hanno dato la disciplina e mi hanno incoraggiato a dare sempre il meglio nella vita. Ho fatto degli errori, certo, ma ho imparato da quegli errori.

          Pertanto il mio incoraggiamento agli allievi delle scuole salesiane è questo: imparate il più possibile, perché tutto quello che vi serve in questo mondo molto specializzato è a vostra disposizione proprio lì dove ora studiate. I sogni e gli obiettivi nella vita si realizzano attraverso il duro lavoro. Non andate dove vi conduce la strada, ma dove non c’è ancora una strada, e lì lasciate una traccia. In questo modo, ispirerete altri a seguirvi.

          Le nostre famiglie, gli amici, la comunità e le esperienze che avete hanno contribuito a farvi capire chi siete e come vedete il mondo. Comprendete come Dio si muove nella vostra vita. Abbiate fiducia in Dio e non abbandonate mai la speranza del Cielo. Questo tipo di speranza mi fornisce un’ancora che mi tiene saldo nella verità e nella mia ricerca della santità.

          Senza Don Bosco non avrei potuto realizzare queste cose. Sono e sarò eternamente grato a Don Bosco per aver creduto in me quando io non credevo in me stesso.

          Fonte: AustraLasia 

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          • Corea del Sud – Celebrazioni per il 10° anniversario della morte di don John Lee Tae Seok, SDB
            Corea del Sud – Celebrazioni per il 10° anniversario della morte di don John Lee Tae Seok, SDB

            (ANS – Seul) – Si sono svolte in questi giorni le prime celebrazioni in onore di don John Lee Tae Seok, il “Don Bosco di Tonj” (Sudan del Sud), a motivo dei 10 anni dalla sua scomparsa. Domenica 12 gennaio, nel Liceo Salesiano di Gwangju, l’arcivescovo della città, mons. Hyginus Kim Hee-jong, Exallievo salesiano, ha presieduto una Messa solenne. Invece, martedì 14, data esatta dell’anniversario della morte, una Messa commemorativa per don Lee è stata celebrata dalla comunità salesiana di Tonj, e soprattutto, lo stesso giorno, è stata inaugurata l’opera “Fr John Lee Memorial Hall” a Busan, città natale del missionario salesiano.

            Alla Messa di Gwangju hanno concelebrato il vescovo ausiliare di Gwangju, Simon Ok Hyun-jin, il vescovo di Daejon, Lazaro Yoo Hong-shik e altri venti sacerdoti salesiani e diocesani. Vi hanno partecipato circa 400 persone – tra cui anche protestanti e buddisti – che si sono riuniti da ogni angolo della Corea del Sud per ricordare il missionario salesiano e continuare la sua eredità di servizio ai poveri e nella condivisione della Buona Novella.

            Nella sua omelia mons. Kim Hee-jong ha sottolineato: “Imitate l’amore e lo spirito di condivisione testimoniato da don Lee Tae Sok, che ha dedicato la sua vita al prossimo più povero sull’esempio di Gesù”. Successivamente John Mayen, exallievo di don Lee, oggi professionista presso la Scuola Universitaria di Medicina di Inje, ha ricordato con parole molto toccanti il compianto missionario coreano. Dopo la Messa, i partecipanti si sono recati al cimitero cattolico di Damyang e hanno elevato le loro preghiere attorno alla tomba di don Lee.

            All’evento realizzatosi a Busan, nel distretto di Seo-gu proprio nei pressi del luogo di nascita del salesiano, hanno partecipato oltre 300 persone, tra cui Gong Han-soo, il Responsabile del Dipartimento di Seo-gu; Oh Geo-don, il sindaco di Busan; il vescovo di Busan, Joseph Son Sam-sok, e don Timothy Choi Won-Cheol, Ispettore della Corea del Sud.

            La “Memorail Hall” di don Lee, non è, come si potrebbe pensare, solo una sala commemorativa: è un edificio a quattro piani, composta da un bar-caffè al piano terra, una sala programmi e un ufficio al secondo piano, una sala commemorativa al terzo piano e una sala polivalente al quarto piano. La sala commemorativa al terzo piano espone circa 60 reliquie che raccontano la vita di don Lee e un modello tridimensionale in stile diorama sulla sua vita a Tonj. In futuro si prevede di introdurre anche altri materiali e reperti per organizzare specifiche mostre.

            La gestione e la cura dell’intero edificio è appannaggio dell’Ispettoria corena. In tal senso l’Ispettore ha manifestato: “Svolgeremo varie attività per ereditare e diffondere i tre spiriti di don Lee: Servizio, Gioia e Condivisione”.

            Il “Cafe Friends” al piano terra piano sarà invece utilizzato come luogo per aiutare i giovani svantaggiati, e una parte dei suoi ricavi verranno destinati a sostenere a formazione professionale dei giovani che sognano di diventare “chef”.

            di don Samuel Yoo Myeong-il e l’Ufficio di Comunicazione Sociale dell’Ispettoria KOR

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            • Spagna – Don Bosco in Antartide? Patrono del “Corpo degli Specialisti dell’Esercito di Terra”
              Foto: Dr. Jesús Anzano Lacarte

              (ANS – Siviglia) – Fino a dove arriva Don Bosco? Certamente, fino agli oltre 130 Paesi dei cinque continenti dove oggi i salesiani sono presenti. E se si volesse arrivare ancora più in là? Ebbene, non ci sbaglieremmo se andassimo in Antartide per trovare anche lì una sua piccola immagine. Questa foto è stata scattata a 15.073 chilometri dalla Spagna e Don Bosco è presente come patrono del contingente militare che accompagna i ricercatori ambientali nel continente antartico.

              “Don Bosco ci motiva ad essere rispettosi per la tutela del nostro pianeta”, affermano dopo aver inviato la foto. Ma cos’è che ha portato Don Bosco fin laggiù? Il fatto di essere un patrono “multidisciplinare”.

              Secondo l’Associazione dei Militari Spagnoli (AME), è patrono del Corpo degli Specialisti dell’Esercito di Terra e delle specialità fondamentali di questo corpo: Elettronica e Telecomunicazioni, Manutenzione e Montaggio di Attrezzature, Elettricità, Informatica, Automobilistica, Manutenzione di Aerei, Manutenzione di Armi e Materiali, Manutenzione di Veicoli, Manutenzione Elettronica e delle Telecomunicazioni, Saldatura, Elettricità e Assemblaggio di Attrezzature.

              Come è nata quest’iniziativa? Il 27 e 28 novembre 1998 si tenne presso la Residenza Navacerrada (Madrid) il Primo Seminario sul Corpo degli Specialisti. E tra le altre cose, è stata dimostrata la convenienza e la necessità di avere un Patrono specifico che potesse servire come elemento di unità e generatore dello spirito di Corpo. Nelle elezioni sono state valorizzate le tradizioni esistenti, avendo cura di conservare quella con la quale si è identificata la maggioranza dei membri del personale del Corpo degli Specialisti, poiché la maggior parte di loro erano stati allievi degli Istituti Professionali, centri che molto spesso veneravano San Giovanni Bosco, patrono delle Scuole di Formazione Professionale.

              Il 24 gennaio 2000, in una comunicazione del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, San Giovanni Bosco venne ufficialmente designato come Patrono del Corpo degli Specialisti dell’Esercito di Terra, dopo la sua approvazione nell’atto corrispondente, emanato dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e sancito da mons. José Manuel Estepa Llaurens, all’epoca Ordinario Militare della Spagna.

              Ogni anno gli Specialisti dell'Esercito di Terra festeggiano Don Bosco il 1° febbraio.

              Fonte: AME

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              • Tanzania – “Karibu, Rebecca”: la testimonianza di una volontaria che prova a fare del suo meglio
                Tanzania – “Karibu, Rebecca”: la testimonianza di una volontaria che prova a fare del suo meglio

                (ANS – Didia) – “Una cosa che ho imparato subito della Tanzania è la natura incredibilmente accogliente della sua gente. Da quando sono arrivata, ogni persona che ho incontrato mi ha accolto come un membro della famiglia, a casa, nel negozio o a scuola. ‘Karibu’, (benvenuto in Kiswahili), deve essere la parola più comune qui e questa natura accogliente, da quello che posso vedere, è una parte importante della cultura qui, ed è qualcosa che apprezzo molto”. A parlare è Rebecca, una giovane che partecipa al progetto di volontariato salesiano dell’Ispettoria della Gran Bretagna “Bosco Volunteer Action” (BOVA). Di seguito riportiamo una sintesi del suo racconto sui primi tre mesi di servizio.

                Il primo giorno, subito dopo la Messa del mattino, sono stata accolta da centinaia di studenti e mi sono dovuto adattare rapidamente ai saluti che mi erano rivolti. Ci sono innumerevoli saluti in Kiswahili e il primo minuto della vostra conversazione può essere composto da un saluto a qualcuno in circa 5 modi diversi. I miei primi giorni li ho trascorsi incontrando molti studenti, ognuno dei quali mi ha salutato con “Karibu Tanzania”, “sentiti a casa tua”, “sei la benvenuta”. Se non fosse stato per la gentilezza degli studenti e della comunità salesiana qui, le mie prime settimane sarebbero state molto più difficili.

                Un’altra cosa che mi ha aiutato ad integrarmi è stato l’essere in una comunità. Apprezzo il fatto che possiamo mangiare e pregare insieme tutti i giorni - questo mi ha fatto sentire parte della comunità sin dall’inizio ed è stata una parte importante di ciò che avevo immaginato della mia esperienza di volontariato. Sono felice di aver scelto un’organizzazione salesiana, perché credo che lo spirito comunitario qui sia unico a ragione della congregazione.

                Don Bosco Didia è una scuola secondaria nel Nord della Tanzania, con circa 1200 studenti dai 12 ai 20 anni circa. Gli allievi sono per lo più internisti nel convitto annesso, con una minoranza di allievi del villaggio. Una differenza enorme che ho notato subito è l’orario giornaliero qui. I ragazzi si svegliano alle 4:30 per studiare prima della Messa alle 6:00 del mattino! Poi hanno lezioni dalle 8:00 alle 16:00, giochi dopo la scuola, rosario, cena e poi studiano di nuovo fino alle 22:00. E pensare che una volta io mi lamentavo di dovermi alzare alle 7:30 per andare a scuola! Eppure mai una volta ho sentito uno studente lamentarsi per la sveglia anticipata.

                Poiché la scuola è una scuola salesiana, agli studenti viene dato il tempo di giocare tutti i giorni – in molti sport: pallavolo, netball, pallacanestro, pallamano e persino a frisbee. La squadra di pallacanestro, che in un giorno di festa ha battuto una squadra molto ben allenata e con una buona reputazione di un’altra scuola, è composta in buona misura da allievi con una borsa di studio. Anche se qui le rette non sono elevate rispetto ad altre scuole private del Paese, molti studenti provenienti dai villaggi fanno fatica a stare al passo con i pagamenti delle tasse scolastiche e quindi avere una borsa di studio è la loro unica possibilità per rimanere in un istituto dove hanno molte più opportunità educative rispetto alle scuole pubbliche gratuite. Ho persino sentito parlare di studenti che portano un maiale in cambio delle tasse scolastiche quando non sono in grado di pagare.

                Il mese dopo il mio arrivo gli studenti hanno iniziato gli esami. Parlando con alcuni di loro, sono rimasta sorpresa dalla loro serenità. Uno è arrivato a dirmi: “Non sono preoccupato, sono le mani di Dio” - una mentalità che avrei voluto avere io quando mi trovavo nella sua condizione! Credo che fossi più preoccupata io di loro quando sono arrivati gli ufficiali armati per assicurarsi che non ci fossero brogli.

                Le molte celebrazioni che facciamo qui come comunità sono una delle cose che amo di più qui. Le giornate sono piene di musica e di balli. Gli studenti preparano i loro “pezzi” - di solito canzoni o gruppi di ballo sincronizzati e li eseguono davanti a tutti. Quando alcuni dei numeri vanno avanti per troppo tempo tutti applaudono - un segno di apprezzamento normalmente, ma che in questo caso significa che hanno sentito già abbastanza. Da parte mia, mi sono promessa di partecipare ad un “pezzo” prima di andarmene.

                Nei miei compiti mi è stato presto chiesto di dare lezioni di inglese. Avendo appena terminato la scuola, senza qualifiche per l’insegnamento, dubitavo seriamente delle mie capacità in materia, ma dopo due o tre lezioni mi sono sentita molto più a mio agio e ho iniziato a godermi la libertà di insegnare ad una classe in autonomia. Direi che ora mi sto abituando alle prove e alle tribolazioni della classe e posso affrontare con fiducia tutti i problemi che si presentano – come quando alcuni studenti hanno deciso di portare delle cavallette in classe!

                In pausa pranzo gli allievi si divertono a suonare la chitarra. Passo il tempo con loro, trasmettendo loro la poca abilità chitarristica che ho. Vederli suonare e incoraggiare i principianti a suonare, è stato qualcosa che mi è piaciuto molto finora e che voglio continuare a fare.

                Una cosa che si è rivelata importante per me è essere alla pari con gli studenti, passare più tempo possibile con loro. Questo ha incluso la partecipazione alla Messa e al rosario, stare con loro durante il tempo per i giochi, andare alla fattoria nei fine settimana, essere presente durante il tempo di studio, ma soprattutto parlare con loro, conoscere i loro interessi, cosa succede nella loro vita… Questo mi permette di entrare in contatto con gli studenti e di non essere una figura lontana, ma qualcuno che è lì per loro tutto il giorno.

                La mia percezione su quanto possa incidere qui è cambiata da quando sono arrivata: mi rendo conto che non posso avere un impatto che cambi la vita di tutti nella scuola, ma se faccio del mio meglio ogni giorno e metto tutte le mie energie per aiutare gli studenti, allora so di aver fatto del mio meglio.

                La testimonianza di Rebecca è disponibile in forma integrale, in inglese, sul sito: Salesians GBR

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                • RMG – Nomina del Superiore dell’Ispettoria “Spagna - San Giacomo Maggiore”: don Fernando García Sánchez
                  RMG – Nomina del Superiore dell’Ispettoria “Spagna - San Giacomo Maggiore”: don Fernando García Sánchez

                  (ANS – Roma) – Martedì 14 gennaio, durante la sessione plenaria invernale del Consiglio Generale, il Rettore Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, con il consenso del suo Consiglio, ha nominato don Fernando García Sánchez Superiore dell’Ispettoria “Spagna - San Giacomo Maggiore” per il sessennio 2020-2026.

                  Don Fernando García Sánchez è nato a Madrid il 22 settembre 1974 e ha ricevuto la chiamata vocazionale mentre era studente dell’Istituto Salesiano di Estrecho e partecipava nei fine-settimana alle attività dell’oratorio. Iniziato l’anno di noviziato nel 1992, ha emesso la professione religiosa il 16 agosto 1993 ad Arevalo.

                  Dopo gli anni di Teologia a Madrid-Carabanchel è stato assegnato a Puertollano, svolgendo per due anni l’incarico di Coordinatore Pastorale. Nel 2003 è andato a Roma, presso l’Università Pontificia Salesiana, e ha conseguito il Baccellierato in Teologia e svolto studi di Pastorale Giovanile. Il 19 giugno 2004 è stato ordinato sacerdote presso Paseo de Extremadura, Madrid.

                  Il suo primo incarico da sacerdote è stato alla casa di Soto del Real dove ha trascorso 6 anni come Coordinatore Pastorale, Direttore del Centro Giovanile e Coordinatore Sportivo. Nell’anno accademico 2010-11 è stato nominato Direttore della casa di Aranjuez. Ha partecipato al Capitolo Generale 27° ed è stato nominato membro del Consiglio Ispettoriale. Alla fine del suo quinto anno ad Aranjuez gli è stato chiesto di accettare la nomina a Direttore della casa di Atocha e dopo un anno di servizio ha assunto il Coordinamento delle Scuole dell’Ispettorato, incarico che ricopre tuttora.

                  L’Ispettoria salesiana “Spagna – San Giacomo Maggiore”, di cui don Fernando García sarà Ispettore, ha sede a Madrid e raggruppa le opere salesiane nelle Asturie, in Cantabria, Castiglia La Mancia, Castiglia e León, Galizia, La Rioja, Madrid, Navarra e Paesi Baschi.

                  L’Ispettoria SSM conta 523 salesiani ed è pertanto la maggiore quanto a numero di religiosi. I salesiani animano 54 comunità, gestiscono 36 istituti, 22 Centri di Formazione Professionale, 44 centri giovanili, 30 parrocchie e più di 70 progetti di intervento sociale nelle piattaforme sociali. Il lavoro educativo-pastorale è svolto da 6.000 educatori e animatori che si occupano di circa 64.000 giovani nelle varie opere salesiane.

                  Il nuovo Ispettore, che succederà a don Juan Carlos Pérez Godoy, il quale aveva assunto l’incarico nel giugno 2014, verrà insediato a maggio 2020.

                   

                  • RMG CASA GENERALIZIA
                  • SSM SPAGNA SAN GIACOMO MAGGIORE
                  • Nomine
                  • Ispettori


                  • RMG – Nominato il nuovo Ispettore della Repubblica Ceca
                    RMG – Nominato il nuovo Ispettore della Repubblica Ceca

                    (ANS – Roma) – Venerdì 10 gennaio, nell’ambito dei lavori della sessione plenaria invernale del Consiglio Generale, il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, con l’accordo del suo Consiglio, ha nominato don Martin Hobza Superiore dell’Ispettoria “San Giovanni Bosco” della Repubblica Ceca per il sessennio 2020-2026.

                    Don Martin Hobza è nato a Trebic il 1° marzo 1970, nell’allora Cecoslovacchia; è entrato nel noviziato salesiano di Hodonovice nel 1991, ha emesso i primi voti religiosi il 16 agosto 1992 e quelli perpetui il 14 luglio del 1997. È stato ordinato sacerdote a Brno il 27 giugno del 1998.

                    Dal 2000 al 2007 ha lavorato presso la casa salesiana “Žabovřesky” di Brno, dove ha servito come Consigliere, Direttore d’Oratorio e Vicario; successivamente è stato per quattro anni (2007-2011) Direttore del centro “San Francesco di Sales” di Ceské Budejovice; dal 2011 risiede a Praga, presso l’opera “Kobylisy”, dove è stato dapprima Direttore (dal 2011 al 2016), e poi Parroco e Consigliere – incarichi che mantiene tuttora.

                    Attualmente è anche Consigliere dell’Ispettoria ceca - un incarico che aveva già ricoperto tra il 2005 e il 2011.

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                      RMG – CG28: disponibile in rete il video sullo Strumento di Lavoro

                      (ANS – Roma) – A poco più di un mese all’apertura del 28° Capitolo Generale (CG28) della Congregazione Salesiana, il Dicastero per la Comunicazione Sociale mette a disposizione di tutti i salesiani – non solo i capitolari – e di tutti gli interessati, un video per conoscere e comprendere nel dettaglio cos’è e come verrà utilizzato lo “strumento di lavoro” del Capitolo.

                      Lo Strumento di Lavoro è stato redatto dalle due Commissioni Precapitolari nominate dal Rettor Maggiore – quella sul tema del Capitolo e quella sugli aspetti giuridici – con il preciso scopo di essere la base per il discernimento che avrà come soggetti gli oltre 240 Capitolari che dal 16 febbraio al 4 aprile 2020, si ritroveranno a Torino-Valdocco per confrontarsi insieme sulla domanda: “Quali salesiani per i giovani di oggi?”.

                      Esso è frutto delle sintesi dei Capitoli Ispettoriali svoltisi nei mesi scorsi nelle circoscrizioni salesiane (Ispettorie e Visitatorie) di tutto il mondo e farà da cornice di riferimento per i lavori dei Capitolari.

                      Esso è strutturato attorno ai tre temi fondamentali del CG28:

                      • priorità della missione con i giovani;
                      • profilo del salesiano d’oggi;
                      • missione condivisa tra salesiani e laici.

                      Per ciascuna area tematica lo Strumento di Lavoro propone un itinerario di discernimento in tre tappe, secondo lo schema già utilizzato agli ultimi Sinodi dei Vescovi promossi da Papa Francesco: riconoscere, interpretare e scegliere.

                      Poiché attiva processi di riflessione su temi rilevanti per la vita della Congregazione, lo Strumento di Lavoro non è da considerarsi un documento limitato esclusivamente ai lavori del CG28: esso infatti potrà essere utilizzato anche parallelamente e successivamente come una piattaforma accessibile a tutte le Ispettorie e comunità salesiane.

                      Il video sullo strumento di lavoro del CG28 è disponibile su ANSChannel nei diversi canali linguistici. 

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