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  • India – Tragico incidente coinvolge una comunità salesiana
    India – Tragico incidente coinvolge una comunità salesiana

    (ANS – Ahmednagar) – Ieri, giovedì 17 gennaio 2019, don James Tuscano, SDB, quattro collaboratori e 44 studenti dell’opera “Don Bosco Savedi” di Ahmednagar, nell’Ispettoria di India-Mumbai (INB), stavano tornando da Vasai in autobus quando, verso le 19:00 circa, l’autobus si è scontrato con un pick-up. L’incidente ha causato il decesso del signor Arun Jadhav, professore della scuola, dell’autista del pick-up e dell’addetto alle pulizie dell’autobus.

    Già nella serata di ieri un membro dello staff della scuola e 32 studenti sono potuti tornare ad Ahmednagar. Don Tuscano, gli altri due membri del personale sopravvissuti e i restanti 12 studenti hanno riportato delle lievi ferite; sono stati portati negli ospedali vicini per le cure e l’osservazione e sono tornati ad Ahmednagar nella mattinata di oggi, venerdì 18.

    “Preghiamo per l’eterno riposo dei defunti e per la completa guarigione dei feriti” ha manifestato don Vinod Mascarenhas, SDB, Segretario Ispettoriale INB.

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    • India – È deceduto don Joseph Thekadathu, SDB, il maggiore storico della Chiesa in India
      India – È deceduto don Joseph Thekadathu, SDB, il maggiore storico della Chiesa in India

      (ANS – Bangalore) – Don Joseph Thekkedath, SDB, noto e illustre storico salesiano, si è spento serenamente martedì 15 gennaio 2019 all’età di 91 anni, a seguito delle complicazioni di una caduta avvenuta pochi giorni prima.

      di don Thomas Anchukandam, SDB

      Direttore ISS

      I funerali si sono svolti nel primo pomeriggio di ieri, giovedì 17 gennaio, presso il “Kristu Jyoti College”, lo studentato teologico salesiano di Bangalore, e le sue spoglie sono state deposte nel cimitero adiacente alla cappella dell’istituto.

      Don Joseph Thekkedath è stato Presidente della “Associazione della Storia della Chiesa in India” (Church History Association of India – CHAI) e indubbiamente il più importante storico della Chiesa nel suo Paese. È stato anche membro dell’Associazione Cultori di Storia Salesiana (ACSSA) e ha collaborato con l’Istituto Storico Salesiano (ISS).

      Il suo contributo alla storia della Chiesa in India è raccolto in “History of Christianity in India, Vol. II – From the Middle of the Sixteenth Century to the End of the Seventeenth Century” (Storia del Cristianesimo in India, Vol. II - Dalla metà del XVI secolo alla fine del XVII secolo), Theological Publications of India, Bangalore 1982.

      La sua monumentale opera in due volumi, “A History of the Salesians of Don Bosco in India from the Beginning up to 1951-52” (Storia dei Salesiani di Don Bosco in India dagli inizi fino al 1951-52), Kristu Jyoti Publications, Bangalore 2005, è probabilmente l’unica opera storica scientificamente intrapresa di qualsiasi regione o Paese in tutta la Congregazione.

      Oltre ad essere uno studioso dai grandi meriti, don Thekkedath è stato anche Direttore della casa di formazione “Sacro Cuore” di Poonamallee, Chennai (1970-74), fondato nel 1936 dall’arcivescovo salesiano mons. Louis Mathias; Direttore del “Kristu Jyoti College” di Bangalore (1981-85) e Ispettore di Bangalore nel sessennio 1985-1991. Terminato tale mandato, don Thekkedath è tornato al Kristu Jyoti College come professore di Storia e Patrologia della Chiesa e vi è rimasto fino alla sua morte.

      L’Istituto Storico Salesiano e l’Associazione Cultori di Storia Salesiana (ACSSA) piangono profondamente la sua morte e pregano per l’eterno riposo della sua anima.

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      • RMG – Ricerche Storiche Salesiane n° 71
        RMG – Ricerche Storiche Salesiane n° 71

        (ANS – Roma) – È stato pubblicato il numero 71, relativo al semestre luglio-dicembre 2018, di “Ricerche Storiche Salesiane” (RSS), la rivista di Storia religiosa e civile pubblicata dall’Istituto Storico Salesiano (ISS). La figura di mons. Giuseppe Fagnano, il ruolo dei Salesiani italiani nella Grande Guerra e la storia del primo istituto salesiano nell’arcidiocesi di Bangalore, il “Kristu Jyoti College”, sono i tre principali contributi raccolti.

        A cura di don Stanisław Zimniak, ISS

        Nel settore STUDI si trovano i saggi:

        Comprensione della missione della Chiesa nelle lettere di mons. Giuseppe Fagnano” è la ricerca di Antonio Scudero. In essa viene analizzato il rapporto epistolare di don Giuseppe Fagnano con Don Bosco, Don Rua, mons. Giovanni Cagliero e altri salesiani, come don Giuseppe Lazzero e don Francesco Bodrato. Una parte delle lettere di mons. Fagnano furono poi pubblicate sul “Bollettino Salesiano”, in modo da diffondere le attività missionarie con il coinvolgimento di realtà pastorali separate geograficamente, ma strettamente legate nell’animo, per sollecitare il rinnovamento nella fede e la solidarietà nelle emergenze e nelle necessità delle nuove presenze per l’evangelizzazione dei territori della Patagonia e soprattutto della Terra del Fuoco. La lettura delle lettere mostra lo sviluppo e le crisi dell’attività missionaria di don Fagnano, insieme alla maturazione della sua coscienza pastorale, che animò una attività straordinaria per dedizione, spirito di sacrificio e comprensione della realtà indigena.

        “Salesiani in Italia durante la prima guerra mondiale” è uno studio di Francesco Motto. Da ciò che sappiamo la Società Salesiana allo scoppio della Grande Guerra era presente in poco meno di 400 località, situate in 28 Paesi, suddivisi fra forze dell’Intesa (Francia, Gran Bretagna, Russia, Italia e loro alleati) e gli Imperi Centrali (Austria-Ungheria, Germania e loro alleati). Il conflitto, che sconvolse la vita quotidiana di milioni di famiglie europee, ebbe un fortissimo impatto pure sulla Società di San Francesco di Sales d’Italia, che all’epoca contava circa 2.000 salesiani. Il saggio rende noto il contributo che essi hanno dato alla patria in armi, sia vestendo l’uniforme (con oltre metà confratelli) nelle zone di guerra, negli ospedali o negli ambienti militarizzati del paese, sia indossando la talare o in maniche di camicia per tener aperte le loro case ai giovani, ricoverare e proteggere i figli dei richiamati, rifocillare i poveri, assistere i ragazzi di giorno e di notte.

        In tempi di grave emergenza mantennero così fede al proprio carisma educativo e non contrapposero il loro essere, nello stesso tempo, religiosi e cittadini, cristiani e patrioti. Risposero all’appello delle legittime autorità, ma si mantennero pure fedeli alla propria missione in favore dei giovani.

        Il terzo contributo è di Thomas Anchunkandam che presenta il tema “Kristu Jyoti College, Bangalore: storia e significato dell’apertura della prima istituzione salesiana nell’arcidiocesi di Bangalore”. La storia e il significato dell’apertura della prima istituzione salesiana nell’arcidiocesi di Bangalore è uno studio su come i salesiani hanno realizzato il loro sogno di avere una presenza nella città di Bangalore, che infatti risultò essere anche la realizzazione della loro determinazione ad avere uno studentato di Teologia adeguatamente attrezzato per l’intera India.

        Questo numero di RSS riporta la prima parte di questo studio ed esamina sia le ragioni dell’entusiasmo dei salesiani di avere una presenza a Bangalore, sia i contesti e le ragioni del fallimento dei loro precedenti tentativi, e si conclude con le circostanze che alla fine favorirono il raggiungimento dell’obiettivo a lungo accarezzato. I prossimi due numeri di RSS porteranno la seconda e la terza parte di questo studio e mostreranno come il Kristu Jyoti College abbia incarnato lo spirito della Chiesa post-concilio Vaticano II e come l’ambiente e il curriculum di studi favoriscano la formazione dei sacerdoti salesiani per il mondo moderno.

        Nel settore FONTI è presentato il testo:

        “Regolamento della Compagnia dell’Immacolata Concezione approvato da don Bosco il 9 giugno 1856”: si tratta di un’edizione critica di una delle molto importanti fonti curata da Rodolfo Bogotto. La Compagnia dell’Immacolata Concezione nacque ufficialmente l’8 giugno 1856 a Valdocco, per iniziativa di un gruppo di giovani, tra cui Domenico Savio. Sollecitati da problemi contingenti di vita comunitaria e dal bisogno personale di avere un quadro di riferimento per la propria crescita umana e spirituale, studenti e chierici si associarono in un sodalizio che posero sotto la protezione di Maria Immacolata, oggetto di particolare devozione all’Oratorio proprio in quel periodo. Stesero un regolamento che offriva indicazioni e suggeriva ideali per un cammino formativo semplice, ma di alto profilo. Miravano a coadiuvare gli educatori nell’attività di assistenza e animazione del piccolo convitto in fase di espansione (la “casa annessa”) e dell’oratorio festivo ormai consolidato. S’impegnavano ad affiancare ed aiutare i neoiscritti, i “più discoli” e i “più ignoranti”. Don Bosco approvò l’iniziativa, che divenne così fucina di vocazioni sacerdotali. Buona parte dei soci, rodati nell’opera di carità, in seguito costituirà il nucleo originario della Congregazione salesiana.

        Nel settore NOTA si hanno due contributi. Il primo tratta l’argomento “Coprire lo spazio: lettere di don Bosco ai missionari” ed è di Nicola Bottiglieri, docente all’Università di Cassino. Il secondo “Cardinale August Hlond: il peso della responsabilità e il coraggio delle decisioni” è realizzato dallo storico Zygmunt Zieliński, docente all’Università Cattolica di Lublino.

        Nel settore Recensioni sono state recensite alcune pubblicazioni sugli argomenti relativi alle personalità ed all’attività salesiane:

        Angela Vallese, “Là non ci separeremo mai più. Lettere della prima FMA missionaria pioniera nella Patagonia e nella Terra del Fuoco”. Introduzione e note a cura di Maria Vanda Penna. Roma, Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice 2014; Evgenia Tokareva - Marek Inglot (ed.), “Религиозное образование в России и Европе в конце XIX - начале XX века” [Religious Education in Russia and Europe at the End of the 19th and the Beginning of the 20th Century]. Petersburg, Publishing House of the Russian Humanist Academy 2016; Carlo Di Cicco, “L’uomo del mare. Con don Bosco nel cambio di epoca”. Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana 2017; Giulio Spini, “I Salesiani in Valtellina: storia di una presenza (1897-1960)”. A cura di Guido Spini. (= Collana Storica della Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, 16). Sondrio, Fondazione Gruppo Credito Valtellinese 2017; Giovenale Dotta, “Leonardo Murialdo. Fondazione e sviluppo della Congregazione (1866-1900)”. Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana 2018; Francesco Convertini, Lettere 1927-1976, a cura di Grazia Loparco con la collaborazione di Dino Petruzzi. Locorotondo (Bari), Giacovelli Editore 2018; [Frank Freeman], “‘In whom there is no guile’ (John 1.47). Bartholomew Maria Fedrigotti SDB. In character, in manner, in his style, in all things, his supreme excellence was simplicity”. Ascot Vale VIC, Salesians of Don Bosco 2018.

        Nel settore Segnalazioni si presenta, infine: Joe Kallupura, “Devotion to the Holy Eucharist & to Our Blessed Mother”. Vennala, Don Bosco Publications 2018.

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        • Repubblica Dominicana – Giovani in uscita, per una Chiesa missionaria
          Repubblica Dominicana – Giovani in uscita, per una Chiesa missionaria

          (ANS – Santo Domingo) – “Jóvenes en Salida” (Giovani in Uscita) è un programma pensato per richiamare i giovani e sensibilizzarli al loro impegno come laici battezzati, per essere missionari e discepoli del Signore e vivere tale responsabilità in comunità, nelle Comunità Missionarie Salesiane.

          Attraverso i progetti di apprendimento che svolgono, nell’arco di due anni, i partecipanti al programma Giovani in Uscita acquisiranno la capacità per realizzare degli efficaci interventi comunitari, finalizzati alla solidarietà e alla promozione integrale delle comunità in cui operano; e contemporaneamente verranno accompagnati in attività di evangelizzazione e promozione nelle loro comunità di origine.

          Coloro che partecipano al progetto sono “giovani adulti” che svolgono o hanno svolto compiti di animazione comunitaria all’interno delle opere salesiane; e una volta formati attraverso il programma “Giovani in Uscita” essi saranno pronti per diventare membri delle Comunità Missionarie Salesiane – cioè delle comunità di giovani che intendono rispondere alla chiamata di Dio alla vocazione missionaria ad gentes: “andare in tutto il mondo e annunciare la Buona Novella a tutto il creato”.

          Uno degli interventi realizzati nell’ambito della Gioventù in Uscita è “Epifania in Uscita”, pensata come iniziativa per sviluppare tra i giovani partecipanti il servizio solidale, che permetta loro di maturare la loro opzione di vita comunitaria e di impegno laicale.

          Tale iniziativa, dopo la debita preparazione pregressa, viene messa in atto attorno alla festa dell’Epifania, a gennaio, e vuole essere proprio una “epifania” (cioè “manifestazione”, “rivelazione”) dell’amore di Dio al prossimo.

          “Vogliamo essere manifestazione di quell’amore che si rivela, che si incarna, che assume la storia umana con tutte le sue conseguenze”, dicono i responsabili dell’iniziativa, citando anche la Lettera di san Giovanni (1Gv 4,8) dove si ricorda che “Dio è Amore” e che l’amore è il tratto caratteristico di Dio, nonché quello più attraente.

          Nell’itinerario formativo di Giovani in Uscita, l’esperienza di progetto-apprendimento di servizio solidale si inquadra nell’ambito “Impegno Solidale”, e comporta la conoscenza del luogo di missione (le comunità periferiche) e l’avvicinamento alle persone e alle strutture sociali esistenti. In questo modo i giovani sperimentano praticamente la sensibilizzazione ai bisogni del prossimo, la responsabilità, la solidarietà, l’impegno e l’annuncio del Vangelo.

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          • RMG – La “buona notte” del Rettor Maggiore: “Siamo convinti che la nostra missione sia stare in mezzo ai giovani più bisognosi”
            RMG – La “buona notte” del Rettor Maggiore: “Siamo convinti che la nostra missione sia stare in mezzo ai giovani più bisognosi”

            (ANS – Roma) – “Come mio solito, ho l’opportunità di offrirvi la ‘buona notte’, con due motivazioni: informarvi sui lavori della Plenaria invernale del Consiglio Generale, e ringraziarvi per il lavoro che fate per il bene della Congregazione Salesiana nel mondo”. Queste sono state le parole di Don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore, pronunciate nella serata di giovedì 17 gennaio, a conclusione dei lavori del Consiglio Generale.

            Gli articoli 126-127 delle Costituzioni affermano che: “Il Rettor Maggiore, superiore della Società salesiana, è il Successore di Don Bosco, il padre e il centro di unità della Famiglia Salesiana. La sua principale sollecitudine è di promuovere, in comunione con il Consiglio generale, la costante fedeltà dei soci al carisma salesiano per compiere la missione affidata dal Signore alla nostra Società. Ha potestà ordinaria di governo che esercita secondo il diritto su tutte le Ispettorie, le case e i soci, nelle cose spirituali e temporali. Visita personalmente o per mezzo di altri tutte le Ispettorie e le comunità locali”.

            Durante la sessione sono stati nominati quattro Ispettori: don Choi Wonchol, della Corea del Sud (KOR), don Tadeusz Jarecki, per Polonia-Varsavia (PLE), don Ignacio Ocampo Uribe, per Messico-Guadalajara (MEM), e don Daniel Federspiel, Ispettore riconfermato per Francia-Belgio Sud.

            Sono stati nominati anche cinque Vicari ispettoriali, un Economo ispettoriale, 20 Consiglieri ispettoriali, 45 Direttori e tre Maestri dei Novizi. Allo stesso tempo sono state studiate le 9 Visite Straordinarie effettuate nei mesi precedenti, per conto del Rettor Maggiore, dai membri del Consiglio Generale: Thailandia (THA), Slovenia (SLO), India-Hyderabad (INH), Bolivia (BOL), Argentina Sud (ARS), Messico-Guadalajara (MEG), Cile (CIL), Africa Occidentale Anglofona (AFW) e Slovacchia (SLK).

            Il Rettor Maggiore ha affermato anche che “in questo momento non si sa esattamente quanti di noi sono nella Congregazione Salesiana perché molti giovani fanno la loro professione religiosa nei prossimi mesi, ma possiamo affermare che si tratta di una Congregazione in crescita numerica. Siamo in questo momento 14.489 SDB, e posso affermare – ha continuato il Superiore Maggiore – che siamo la Congregazione con il maggior numero di novizi”.

            “Uno dei temi di grande speranza sono i numeri – ha concluso il Rettor Maggiore –. Al 31 dicembre 2018 i neo-professi raggiungono la quota di 2060, e questo ci comunica speranza. Dobbiamo ringraziare Dio per questo dono. Siamo convinti che la nostra missione è stare in mezzo ai giovani più bisognosi, e dobbiamo essere molto attenti sul tema delle case di formazione e dei formatori. Questo può fare la differenza nei prossimi sei anni, per continuare la crescita delle vocazioni, sempre garantendo la formazione di ogni salesiano”.

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            • Vaticano – “Orientamenti pastorali sulla Tratta di persone”. L’attenzione della Chiesa e del mondo salesiano su questo “flagello atroce”
              Vaticano – “Orientamenti pastorali sulla Tratta di persone”. L’attenzione della Chiesa e del mondo salesiano su questo “flagello atroce”

              (ANS – Città del Vaticano) – Papa Francesco non ha mai nascosto la sua grande preoccupazione verso il fenomeno della tratta di persone, che miete milioni di vittime - uomini, donne e bambini. È una preoccupazione non solo del Papa, ma di tante persone, dentro la Chiesa e non solo, che si danno da fare per contrastare quello che lo stesso Santo Padre definisce un “flagello atroce” e una ferita “nel corpo dell’umanità contemporanea”. Nel lungo cammino di riflessione e di azione che la Chiesa sta conducendo sul tema, vengono diffusi oggi gli “Orientamenti pastorali sulla Tratta di persone”.

              Per affrontare il problema della tratta e della schiavitù di esseri umani, durante il 2018, la Sezione Migranti e Rifugiati (M&R) del Dicastero vaticano per il Servizio della Sviluppo Umano Integrale ha organizzato due consultazioni con vescovi, coordinatori pastorali, ricercatori, operatori professionisti e rappresentanti di organizzazioni impegnate in questo settore. I partecipanti si sono scambiati esperienze e punti di vista, affrontando gli aspetti rilevanti del fenomeno. Si è pure analizzata la risposta globale della Chiesa, specificandone i punti di forza e le debolezze, le opportunità politiche e pastorali, come pure la necessità di un potenziamento del coordinamento a livello mondiale.

              Questo processo, durato sei mesi, ha dato vita agli “Orientamenti Pastorali sulla tratta di persone”, approvati dal Santo Padre, i quali si propongono di orientare il lavoro della Sezione M&R e dei suoi collaboratori.

              Gli Orientamenti sono indirizzati alle diocesi, alle parrocchie e alle congregazioni religiose, alle scuole e alle università, alle organizzazioni cattoliche ed altre organizzazioni della società civile e a qualsiasi altro gruppo disponibile a impegnarsi in questo campo. Oltre a fornire linee di attuazione a livello locale e di collaborazioni a distanza, gli Orientamenti offrono anche spunti per omelie, programmi formativi e comunicazione mediatica.

              Tale documento, nelle sue 42 pagine, approfondisce ad ampio spettro il tema della tratta, fornendo contemporaneamente una lettura del fenomeno, delle sue cause e delle sue origini, che mira a produrre una comprensione adeguata delle sue dinamiche e delle sue articolazioni, per sostenere la necessaria lotta alla tratta.

              La tratta, un reato grave di per sé, si accompagna ad altre atrocità e violazioni dei diritti umani, come il lavoro in schiavitù, l’utilizzo di bambini soldato, le violenze e lo sfruttamento sessuali, la commercializzazione di organi umani…

              Nel far fronte a tanti di questi crimini, così come nella lotta e nella prevenzione della tratta, sono molto attive anche la Congregazione Salesiana e la Famiglia Salesiana, con diverse iniziative e a diversi livelli. Solo per citare alcuni esempi, nell’Ispettoria dell’Africa Occidentale Anglofona (AFW) si segnalano il programma “Girls Os+” (dove Os significa “rifugio” nella lingua locale, il Krio), del “Don Bosco Fambul”, a Freetown, in Sierra Leone, per il recupero delle ragazze vittime dello sfruttamento sessuale; e il “Child Protection Centre” di Ashaiman, in Ghana, dedicato ai minori sottratti dalla polizia al traffico di schiavi.

              Inoltre, la procura missionaria salesiana “Missioni Don Bosco” di Torino, in collaborazione con l’ONG salesiana “Volontariato Internazionale per lo Sviluppo” (VIS), dal 2015 porta avanti la campagna “Stop Tratta” che mira al contrasto della tratta e alla promozione di opportunità di sviluppo in Ghana, Senegal ed Etiopia.

              Infine, la riflessione salesiana sul tema viene portata anche al più alto livello dei decisori politici, grazie al VIS, che partecipa alla “EU Anti-trafficking Platform”; e al Don Bosco International (DBI), che sta organizzando in collaborazione con la COMECE (Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea) un evento su questo tema. L’evento avrà luogo il prossimo 19 febbraio presso il Parlamento Europeo, e vi parteciperanno anche don don Jorge Crisafulli, SDB, Direttore del Don Bosco Fambul, e una ragazza sottratta allo sfruttamento sessuale.

              Mantenendo lo spirito di “sinodalità” che l’ha prodotto, il documento degli “Orientamenti pastorali sulla Tratta di persone” si conclude con la richiesta di commenti e ulteriori contributi a tutti le parti interessate e ai soggetti coinvolti nella riflessione, e con la preghiera che invoca l’intercessione di santa Giuseppina Bakhita, la santa patrona delle vittime di tratta.

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              • Guatemala – Iván, l’umile ragazzo la cui vita è stata cambiata dal “Deportivo Don Bosco” del Petén
                Guatemala – Iván, l’umile ragazzo la cui vita è stata cambiata dal “Deportivo Don Bosco” del Petén

                (ANS – San Benito Petén) – Nell’oratorio salesiano di San Benito Petén si intrecciano le storie di tanti bambini, adolescenti e giovani che vivono in mezzo alle difficoltà. Ma ci sono segni anche di speranza, grazie alla presenza salesiana. In quest’area, afferma don Giampiero De Nardi, missionario salesiano, “la povertà colpisce ogni giorno e solo attraverso l’educazione saremo in grado di cambiare le cose”. E per cambiare le cose da qualche tempo a San Benito è stata fondata una squadra di calcio: il “Deportivo Don Bosco”.

                Il “Deportivo Don Bosco” è una squadra di calcio della parrocchia di San Benito, nella località guatemalteca di Petén, dove i Salesiani continuano il tradizionale impegno salesiano dell’oratorio con i minori e giovani più a rischio dei quartieri periferici, per allontanarli da attività pericolose e, allo stesso tempo, coinvolgerli in dinamiche che possano cambiare il loro futuro.

                I Salesiani hanno assunto la cura pastorale della parrocchia di San Benito nel 2012 e, da allora, don de Nardi è stato responsabile di questa vasta e povera comunità. Nel febbraio 2016 è stato ufficialmente fondato il Club Deportivo Don Bosco, che permette a molti giovani di iniziare il loro cammino cristiano attraverso lo sport. Per alcuni giocatori appartenere ad una squadra significava una fonte di lavoro per sostenere le loro famiglie, grazie alla qualità dello sport e all’interesse che altri club manifestano nei confronti dei giovani.

                Un giorno a don de Nardi è stato presentato un giovanetto: “Ti presentiamo uno dei migliori giocatori che abbiamo a Petén. Il suo nome è Nelso Iván García”. Era un ragazzo umile e teneva sempre gli occhi bassi, ma gli bastava giocare due minuti per dimostrare di avere un grande futuro come giocatore.

                È entrato a far parte del Deportivo Don Bosco ed è diventato un pilastro della squadra. È stato proprio uno dei suoi cugini a convincere il missionario salesiano ad iscrivere la squadra nella terza divisione del campionato guatemalteco, spiegandogli che ci sono molti giovani che, se avessero la possibilità di avere successo, cambierebbero la loro vita.

                Dopo che Ivan ha giocato a Petén per una stagione molte squadre di altre divisioni hanno messo gli occhi su di lui. Ma Ivan non ha perso la sua umiltà, pur avendo già debuttato in prima divisione e pur avendo già rappresentando il suo Paese nella squadra Under 20 del Guatemala.

                Ivan lo dice sempre con orgoglio: “Sono del Deportivo Don Bosco”. Ora la sua vita è cambiata in meglio e sicuramente anche altri giovani di Petén, guardando il suo esempio, potranno cambiare la loro vita.

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                • Italia – Inaugurata “CASA di GIÒ”, un gruppo appartamento per accompagnare la crescita dei giovani bisognosi
                  Italia – Inaugurata “CASA di GIÒ”, un gruppo appartamento per accompagnare la crescita dei giovani bisognosi

                  (ANS – Collegno) – Il 9 gennaio 2019 la “Cooperativa Sociale E.T. – Educatori di Territorio”, affiliata a “Salesiani per il Sociale”, l’ente civilistico salesiano che opera nel settore del disagio e della povertà educativa in Italia, ha inaugurato “CASA di GIÒ”. L’inaugurazione è avvenuta in un clima familiare e riservato, con un momento di preghiera e benedizione iniziale.

                  “CASA di GIÒ” costituisce la prima struttura residenziale qualificata come “Gruppo Appartamento” e destinata all’ospitalità temporanea di giovani maschi di età compresa tra i 16 e i 21 anni. Il progetto, pensato per offrire una risposta alle crescenti esigenze manifestate dalla Città di Torino e dall’Area Metropolitana, intende intervenire in favore dei giovani ospiti promuovendo la loro maturazione su più livelli: la cura della propria persona, l’attenzione al gruppo, al quartiere e alla città; il risanamento delle relazioni con la famiglia. E tutto questo viene conseguito attraverso l’offerta di una convivenza di tipo familiare, supportata dagli educatori.

                  Quanto alla scelta del nome, i responsabili hanno spiegato: “Giò come giovani, i nostri ospiti privilegiati; Giò come Giovanni Bosco, in ricordo del nostro padre fondatore; Giò come il nome di una delle protagoniste del libro ‘Piccole donne’, perché Giò è colei che si prende cura dei ragazzi più sfortunati, degli ultimi”.

                  Nel pensare agli ospiti di “Casa di Giò” la Cooperativa ha fatto proprie le parole di Papa Francesco: “Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio. Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore”.

                  Di qui la scelta di rivolgersi a giovani traumatizzati da esperienze di dolore, persone profondamente segnate dalla vita, alla ricerca, spesso implicita, di supporto, accompagnamento, vicinanza, solidarietà per costruire/ri-costruire il proprio progetto di vita e raggiungere così una concreta autonomia personale, abitativa e lavorativa ed un positivo inserimento sociale.

                  Il lavorato educativo è finalizzato alla creazione di una relazione di fiducia tra operatore e destinatario, un legame speciale, non giudicante e aperto all’ascolto; un momento prezioso che la persona, accolta nel suo intimo e nella sua profondità, può utilizzare per raccontare le proprie difficoltà, dubbi, esperienze di vita, sogni… All’educatore spetta il compito di riconoscere e far riconoscere a ciascuno le risorse, le abilità, le conoscenze di cui dispone e con lui progettare nuovi percorsi di vita e di realizzazione.

                  Gli ospiti di “Casa di Giò” potranno ritrovare la dimensione familiare nella relazione educativa, che diventa punto di riferimento fidato della persona, dell’ambiente che accoglie e della gestione del quotidiano.

                  La “Cooperativa Sociale E.T. – Educatori di Territorio” è un’organizzazione di ispirazione salesiana fondata nel 1987 da alcuni Salesiani Cooperatori affiancati da un religioso; oggi è strutturata secondo un modello di direzione condiviso, con ruoli e competenze ben definiti e polifunzionali.

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                  • RMG – Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana: disponibile online la video-sintesi
                    RMG – Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana: disponibile online la video-sintesi

                    (ANS – Roma) – Con oltre 360 partecipanti provenienti da 43 diversi Paesi del mondo, le XXXVII Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana hanno rappresentato un nuovo momento di unità e di condivisione tra i membri della famiglia spirituale e apostolica nata con san Giovanni Bosco. Per non disperdere i frutti di questo grande appuntamento sono disponibili diverse risorse utili.

                    La santità come percorso accessibile a tutti, anche ai più giovani e anche nella quotidianità della vita: l’appuntamento di Torino si è mosso a partire da questo principio, notevolmente approfondito dalla Strenna del Rettor Maggiore per il 2019, sulla linea tracciata da Papa Francesco con la sua Esortazione Apostolica “Gaudete et Exsultate”.

                    “Tutti i momenti delle Giornate sono andati in questa direzione ed insieme è stato possibile fare cose molto belle – commenta don Joan Lluis Playa, Coordinatore dell’evento –. Le relazione di don Aldo Giraudo e del prof. Francesc Torralba ci hanno aiutato a capire meglio la ‘scuola di santità di Don Bosco’ e cosa significa vivere la santità come missione”.

                    Le testimonianze e i dialoghi dei membri di vari gruppi hanno rappresentato esempi di santità in cammino, mentre attraverso il pellegrinaggio all’interno dei vari luoghi significativi della Casa Madre salesiana si è potuto fare memoria viva della santità emersa a Valdocco.

                    “Quello emerge sempre di più è il grande spirito di famiglia tra i gruppi, di cui ben 20 sono stati rappresentati alle Giornate – prosegue don Playa –. È questo qualcosa che viene valorizzato e gradito molto da chi partecipa, insieme all’unità attorno al Rettor Maggiore. I contenuti offerti sono stati molto apprezzati, come anche l’accoglienza: non va sottovalutata la grande risposta della Famiglia Salesiana di Torino, che ha partecipato in massa, e dei giovani del Movimento Giovanile Salesiano di Piemonte e Valle d’Aosta, che hanno portato tutta la carica della loro animazione”.

                    Mentre sono in via di socializzazione e condivisione “le 7 beatitudini della Famiglia Salesiana” – uno dei frutti elaborati alle Giornate, con il contributo di tutti – altre risorse vengono rilasciate, per permettere a tutti di continuare ad assaporare il clima e a trasmettere il messaggio che “la santità è anche per te”.

                    Da oggi, infatti, è disponibile su ANSChannel la video-sintesi delle XXXVII Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana, che recupera il messaggio delle Strenna, facendo memoria delle attività vissute nei giorni scorsi a Valdocco.

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                    • Italia – “M’interesso di te”. Il 31 gennaio il seminario finale
                      Italia – “M’interesso di te”. Il 31 gennaio il seminario finale

                      (ANS – Roma) – Il 31 gennaio, al “Parlamentino” della sede dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza si terrà il seminario finale del progetto “M’interesso di te”, progetto pensato per contenere il fenomeno dei Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) che sono fuori dai circuiti dell’accoglienza, ricostruendo un rapporto di fiducia con questi ragazzi, condividendo i loro bisogni e tentando di reinserirli in percorsi di assistenza e integrazione.

                      Le attività, sostenute grazie al fondo beneficenza di “Intesa San Paolo”, si sono svolte a Torino, Napoli e Catania, nei quartieri limitrofi alle grandi stazioni. Secondo l’Atlante minori stranieri non accompagnati di “Save the Children”, nel 2017 sono arrivati in Italia 17.337 minori. Di questi, 9 su 10 lo hanno fatto senza adulti di riferimento: 15.779 minori senza alcun accompagnatore.

                      I MSNA rappresentano la stragrande maggioranza dei minori che nel 2017 hanno percorso la rotta del Mediterraneo centrale. Per loro, nei paesi di origine non c’è alcuna possibilità: la decisione di partire e rischiare la vita è una scelta obbligata, rappresenta il solo modo per sottrarsi a morte certa. A queste cifre vanno aggiunti i MSNA che non vengono intercettati alla frontiera o nei luoghi di sbarco. Si tratta di circa 5.000 ragazzi invisibili che gravitano attorno alle stazioni centrali delle aree metropolitane italiane e che ogni giorno rischiano di essere coinvolti in attività criminali o in circuiti di sfruttamento sessuale.

                      Il progetto “M’interesso di te” ha sostenuto il lavoro della rete composta da educatori di strada, psicologi e volontari che hanno garantito subito a ciascun ragazzo intercettato, sostegno e protezione. In una seconda fase, questa rete ha offerto ai ragazzi intercettati la possibilità di seguire un corso di lingua italiana, di ricevere assistenza legale per l’iter di riconoscimento, di acquisire competenze professionali e inserirsi nel mondo del lavoro. “M'interesso di te: nel titolo di questo progetto è contenuta la mission che caratterizza i ‘Salesiani per il Sociale’, prendersi cura, interessarsi, agli ‘ultimi’ specie i giovani – dice don Giovanni D'Andrea, Presidente di Salesiani per il Sociale –. Nello specifico di questo progetto si tratta degli ‘ultimi degli ultimi’ i cosiddetti invisibili, i MSNA censiti al loro arrivo in Italia, ma non nel circuito di protezione e accoglienza. Siamo certi che non abbiamo fatto una grande azione e nello stesso tempo consapevoli di dare il nostro contributo nel provare a dare risposta a questo bisogno. Nel fare questo abbiamo trovato il sostegno generoso del fondo di beneficenza Intesa Sanpaolo, a cui va il nostro sincero e riconoscente ringraziamento per la fiducia accordataci”.

                      “L'amore per i ragazzi soprattutto i più poveri, ha spinto don Bosco quasi alla temerarietà. Tutti, in Italia e all'estero, conoscevano lo zelo di questo prete piemontese per i ‘suoi’ ragazzi – dice don Carmine Ciavarella, Coordinatore Nazionale dell’Ufficio Emarginazione e Disagio –. Nel giorno della sua festa liturgica, vogliamo accendere un riflettore su coloro che sono, ad oggi, i ragazzi più poveri, quelli che per i quali Don Bosco non avrebbe esitato a bussare a tutte le porte; vogliamo anche presentare anche un esempio della prassi salesiana per i MSNA. Il Seminario sarà dunque l'opportunità per conoscere il bene che si cerca di realizzare per questi ragazzi di Don Bosco”.

                      Al seminario parteciperanno: la dott.ssa Filomena Albano, Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza; il prof. Gian Maria Gros-Pietro, Presidente di Intesa San Paolo; il dott. Piergiorgio Reggio e la dott.ssa Elisabetta Di Maggio, dell’Università Cattolica di Milano; don D'Andrea e don Ciavarella. Interverranno i ragazzi beneficiari del progetto e gli educatori coinvolti. Modera l'incontro: Andrea Farina, coordinatore dell'Osservatorio Salesiano per i diritti dei minori.

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