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Visita de la Urna: Reliquia de San Juan Bosco

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  • Italia – A Valdocco per rinnovare la vocazione formativa nel Postnoviziato
    Italia – A Valdocco per rinnovare la vocazione formativa nel Postnoviziato

    (ANS – Torino) – Dal 9 al 12 novembre si è svolto a Torino-Valdocco un incontro fra Direttori e Presidi dei Postnoviziati d’Europa. Si è tratto di tornare alle origini per verificare la formazione, affrontando sette tematiche in tre giorni. Un impegno da record, guidato da don Ivo Coelho, Consigliere Generale per la Formazione, e dai suoi collaboratori nel Dicastero, don Francisco Santos e don Silvio Roggia.

    I temi affrontati hanno esaminato, nella realtà specifica dei postnoviziati:

    • la vita consacrata salesiana;
    • l’esperienza pastorale;
    • la vita di comunità;
    • la formazione intellettuale;
    • la consistenza dell’equipe formativa;
    • l’attenzione ai postnovizi coadiutori;
    • l’accompagnamento personale.

    Il cuore di tutto è la formazione all’identità consacrata salesiana che nella fase postnoviziato trova lo strumento privilegiato nella formazione intellettuale, per continuare ciò che è già iniziato nel noviziato e alla luce della sfida prossima del tirocinio.

    Il confronto di esperienze tra i formatori degli 8 centri di postnoviziato d’Europa alla presenza del Decano della Facoltà di Filosofia dell’Università Pontificia Salesiana, don Luis Rosón Galache, è stato interessante e molto intenso; si sono aperti orizzonti anche su realtà di fatto molto diverse, perché incarnate nella storia e nei differenti contesti nazionali.

    Ciò che emerge con forza è la domanda sulla formazione iniziale, che deve abilitare ad una formazione continua ossia ad un atteggiamento di docilità allo Spirito e alle mediazioni storiche attraverso le quali Dio sostiene la sequela di coloro che chiama; senza un passaggio dalla docilità alla docibilità, dall’esperienza formativa alla domanda di formazione, non c’è fedeltà dinamica a Don Bosco, e viene meno la lettura sapiente dei tempi e dei contesti.

    Leggere la realtà con gli occhi di Dio è solo per chi vive di Dio, ecco il cuore dell’identità consacrata. La sfida è per i formatori prima che per i formandi e condizione per la vitalità del da mihi animas.

    Una testimonianza formativa per essere efficace deve però essere corale, e questo evidenzia il rilievo fondamentale della coesione e della stima mutua tra i formatori anzitutto; fuori da una buona qualità delle relazioni tra i membri dell’equipe formativa, lo spirito di famiglia non può permeare la vita comunitaria e l’efficacia del servizio formativo è severamente pregiudicata. Solo lo spirito di fede, la passione carismatica e la condivisione dell’univocità dell’obiettivo formativo nei termini di cura e promozione dell’identità vocazionale possono purificare e consolidare le relazioni tra i formatori, motivandone la missione.

    Il testo di chiusura del Sinodo sui Giovani, al n. 139, ricorda inoltre:

    La vocazione è il fulcro intorno a cui si integrano tutte le dimensioni della persona. Tale principio non riguarda solamente il singolo credente, ma anche la pastorale nel suo insieme. È quindi molto importante chiarire che solo nella dimensione vocazionale tutta la pastorale può trovare un principio unificante, perché in essa trova la sua origine e il suo compimento. Nei cammini di conversione pastorale in atto non si chiede quindi di rafforzare la pastorale vocazionale in quanto settore separato e indipendente, ma di animare l’intera pastorale della Chiesa presentando con efficacia la molteplicità delle vocazioni. Il fine della pastorale è infatti aiutare tutti e ciascuno, attraverso un cammino di discernimento, a giungere alla «misura della pienezza di Cristo» (Ef 4,13).

    La prospettiva vocazionale illumina e dona significato a tutto ciò che riempie i giorni di ogni vita umana e assicura una forma specifica alla risposta personale al dono di Dio. Da qui deriva anche la peculiarità della sfida interna alla vocazione salesiana, caratterizzata dall’espressione presbiterale e dalla espressione laicale. La vocazione salesiana del coadiutore mette in luce il proprium della vita consacrata salesiana, fatta di dedizione a Dio come assetto fondamentale dell’esistenza, piuttosto che come sollecitudine per il servizio sacramentale.

    Tutto questo chiede un cammino di accompagnamento. Questo è il cuore della formazione. O meglio, qui si arriva al cuore del formatore, che deve essere purificato e dilatato per sostenere la maturazione del cuore dei formandi, perché nell’incontro maturi la libertà dei Figli di Dio fondata sulla generosa obbedienza all’amore del Padre:

    “Solo quando la libertà personale è pienamente coinvolta in un processo di costante adesione e risposta, l’accompagnamento ha senso, ossia ha una direzione su cui procedere. […] La libertà non rimane solo all’inizio, come requisito di partenza. È fondante ad ogni nuovo passo, perché è la condizione dell’amore è che solo ciò che viene liberamente assunto diventa anche fecondo di vita.

    E questo ha due implicanze: il clima di fiducia necessario perché la relazione di accompagnamento coinvolga la verità della persona e della sua storia si crea solo a partire dalla libera scelta di affidare il proprio cammino a qualcuno di cui naturalmente ci si fida, e verso il quale si sente il desiderio di farsi accompagnare. […] La seconda riguarda chi si offre per il servizio di accompagnatore e guida. Essere ritenuto degno di fiducia, affidabile, è il risultato di un processo di crescita personale tra i più alti e impegnativi, proprio perché ci si espone ai livelli più profondi della libertà altrui”. (Roggia S.)

    Direttori e Presidi dei postnoviziati d’Europa ora sono chiamati a passare dal progetto al cammino. Una rinnovata fraternità e consapevolezza della serietà del compito formativo rendono urgente un nuovo passo, una prossima “scuola di accompagnamento salesiano” dove i formatori si possano mettere in gioco, consapevoli che solo chi si lascia formare, forma; solo chi ascolta le nuove generazioni può formare; e solo chi ha un forte radicamento nel carisma può accompagnare percorsi di consolidamento autentico di identità vocazionali.

    Scelte di governo da una parte, scelte individuali dall’altra e scelte di comunione sono le sfide per la formazione. Guardando a Don Bosco, ancora oggi, modello e guida per i formatori.

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    • Corea del Sud – Colloquio con i media e visita al “Valdocco coreano” nel primo giorno di visita del Rettor Maggiore
      Corea del Sud – Colloquio con i media e visita al “Valdocco coreano” nel primo giorno di visita del Rettor Maggiore

      (ANS – Seul) – Nel suo primo giorno di Visita d’Animazione all’Ispettoria della Corea del Sud (KOR), il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha concesso un’intervista ai giornalisti e ha visitato l’opera salesiana di DaeRim-Dong, nota come il “Valdocco coreano”.

      “Nei prossimi giorni vorrei riuscire a calarmi nella realtà coreana, in particolare nella realtà della Famiglia Salesiana in Corea del Sud. Queste visite fanno parte del mio servizio di animazione e governo: finora ho visitato 82 Nazioni, negli ultimi 5 anni” ha esordito Don Á.F. Artime davanti ai giornalisti.

      Molti sono stati temi toccati dal Rettor Maggiore durante quest’incontro. Sul Sinodo dei Vescovi appena concluso ha affermato che il lavoro vero inizia ora, cercando di mettere in atto le proposte e le riflessioni emerse, in particolare sull’ascolto e l’accompagnamento dei giovani. Parlando della visita pomeridiana al “Valdocco della Corea”, il centro che accoglie e riabilita i ragazzi segnalati dai tribunali minorili, ha osservato che si tratta di una scelta tipicamente salesiana: nei suoi viaggi non visita tutte le case, ma solo quelle più significative – come il campo per i rifugiati di Kakuma, in Kenya; o il Centro Don Bosco di Medellín, che lavora con gli ex bambini-soldato… – perché per i Salesiani non c’è nulla di più importante dei giovani in difficoltà.

      Una domanda ha riguardato la visita programmata per mercoledì 14 al parco di Imjingak, situato al confine con la Corea del Nord. Il Rettor Maggiore si è rallegrato degli ultimi passi avanti tra i due Paesi e ha affermato: “La pace e l’unità sono l’unica via, la riunificazione sarebbe meravigliosa!”. Quindi, ha aggiunto detto di recarsi a Imjingak anche pensando a Papa Francesco, che nel 2014 avrebbe tanto voluto raggiungere quella località per pregare per la pace.

      Don Á.F. Artime ha inoltre sottolineato che in ogni Paese visitato ha potuto apprezzare la gioia e le potenzialità dei giovani, così come il valore dell’opera salesiana; ha spiegato il concetto della “santità per tutti”, che è al centro della prossima Strenna; ha ricordato i cardini salesiani dell’educazione e del lavoro preventivo per rispondere alle problematiche della gioventù odierna; e ha rilanciato l’appello a tutta la Famiglia Salesiana a essere coraggiosa e a intraprendere vie nuove di apostolato e servizio.

      Nel pomeriggio, poi, il X Successore di Don Bosco si è recato per l’appunto al centro di DaeRim-Dong, dove attualmente 4 Salesiani e 20 loro collaboratori accolgono 40 ragazzi. Dapprima il Rettor Maggiore ha celebrato per loro la Messa, durante la quale un ragazzo del centro gli ha consegnato un quadro intagliato nel legno che rappresenta Gesù. Poi ha ricevuto una cena tradizionale coreana, avendo l’opportunità durante il pasto di dialogare con uno degli operatori del centro, che vi opera da 26 anni (“è un salesiano anche lui”, ha detto il Rettor Maggiore), e con un ragazzo che, sebbene abbia finito il periodo di residenza obbligatoria presso quella casa, continua a rimanervi perché ci sta bene.

      In serata il Rettor Maggiore ha potuto visitare i laboratori nei quali i ragazzi apprendono diverse forme di lavoro artigianale e ha rivolto un messaggio di incoraggiamento a tutti i presenti.

      Da ultimo, ha assistito al tradizionale concerto-spettacolo autunnale realizzato dai ragazzi del centro di DaeRim-Dong. Ciascuno degli ospiti di quella struttura ha messo in mostra i propri talenti, nel canto e nella danza, insieme anche ad altri ragazzi del Movimento Giovanile Salesiano, Salesiani Cooperatori e personale della struttura, e il clou delle esibizioni si è raggiunto con il musical “La lettera della madre”, che ha commosso molti degli spettatori, soprattutto tra i genitori dei giovani accolti al “Valdocco coreano”.

      Dopo aver contraccambiato l’esibizione suonando e cantando anch’egli per il pubblico, il Rettor Maggiore, accompagnato dal suo Segretario, don Horacio López, e dal Consigliere per la regione Asia Est-Oceania, don Václav Klement, ha raggiunto la Casa Ispettoriale per la notte.

      Le foto della visita sono disponibili su ANSFlickr.

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      • Giappone – “Grazie di cuore, Don Ángel, e torna presto!”
        Giappone – “Grazie di cuore, Don Ángel, e torna presto!”

        (ANS – Tokio) – Dopo cinque giorni completi di incontri e attività, si è conclusa la Visita d’Animazione del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, all’Ispettoria “San Francesco Saverio” del Giappone. Nella giornata di ieri, lunedì 12 novembre, si è svolto un momento centrale per ogni visita d’animazione: l’incontro paterno del X Successore di Don Bosco con i salesiani dell’Ispettoria.

        Il raduno è stato realizzato nella mattinata, presso la casa di formazione di Tokio-Chofu, e ha visto la partecipazione di circa 45 Figli spirituali di Don Bosco.

        Nel suo discorso, Don Á.F. Artime, forte anche della sua partecipazione al recente Sinodo dei Vescovi, ha compiuto un’analisi obiettiva sulla realtà della Chiesa e della Congregazione, e, così come ha messo in luce le numerosi luci che esse portano nel mondo, ha indicato pure con franchezza le maggiori difficoltà che stanno incontrando, facendo ricorso anche a dati statistici e ad esempi concreti. Per questo ha rivolto un sincero appello ai suoi confratelli a essere salesiani maturi e sempre al servizio dei giovani, e li ha sollecitati e incoraggiati ad avere una visione per il futuro e a compiere scelte responsabili e decisive per rinnovare l’Ispettoria.

        Conclusa la mattinata con l’Eucaristia, celebrata nella cappella della casa, nel pomeriggio il Rettor Maggiore ha raggiunto Yokohama e lì ha visitato la scuola superiore salesiana “Salesio Gakuin”. Circa 900 allievi delle scuole medie e superiori, insieme a circa 50 insegnanti, lo hanno accolto con grande entusiasmo. Poi, nell’Aula Magna dell’istituto, gli studenti lo hanno omaggiato con un ricco programma di attività culturali: l’esibizione della banda musicale, quella del club di giocoleria, e un mini-concerto di tsugaru-jamisen (uno strumento tipico giapponese, simile ad un banjo), da parte di uno degli insegnanti.

        Piacevolmente rallegrato da questi spettacoli, Don Á.F Artime si è reso disponibile per un amichevole incontro con gli allievi dell’istituto, durante il quale ha risposto alle loro domande e alle numerose richieste di foto. Infine, prima di tornare a Tokio per la notte, ha manifestato la sua attenzione paterna verso i suoi confratelli recandosi all’ospedale per confortare e incoraggiare un salesiano malato che vi è ricoverato.

        Il Rettor Maggiore ha concluso la sua Visita d’Animazione in Giappone al mattino di martedì 13 novembre: all’alba ha raggiunto l’aeroporto di Haneda ed è partito per la tappa successiva, la Corea del Sud.

        Circa 30 membri della Famiglia Salesiana locale – Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice, Suore della Carità di Gesù, Salesiani Cooperatori ed Exallievi, insieme a giovani del Movimento Giovanile Salesiano – lo hanno accompagnato fino all’imbarco. “Grazie di cuore, Don Ángel, per averci dato tanta gioia e incoraggiamento! Torna presto!” sono state le loro affettuose parole di congedo.

        Le foto della visita sono disponibili su ANSFlickr.

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        • India – L’impresa “Motul” collabora con i Salesiani per la realizzazione di un centro di formazione specifico per i motocicli
          India – L’impresa “Motul” collabora con i Salesiani per la realizzazione di un centro di formazione specifico per i motocicli

          (ANS – Mumbai) – Il “Centro Don Bosco per l’Apprendimento – Istituto Tecnico Industriale San Giuseppe” (ITI) di Kurla, nei pressi di Mumbai, ha siglato lo scorso 30 ottobre, un accordo con l’azienda “Motul-Atlantic Lubricants and Specialties” (Motul-ALSI), del gruppo francese Motul, specializzata nella produzione di lubrificanti. Grazie a quest’intesa verrà realizzato un centro di formazione professionale dedicato alla meccanica dei motocicli.

          L’iniziativa permetterà ai giovani allievi del centro salesiano di sviluppare abilità e competenze di alto livello nel settore dell’industria meccanica delle due ruote. Il corso di formazione che verrà proposto agli allievi durerà un anno e includerà anche attività di specializzazione da realizzare presso i centri di assistenza autorizzati a Mumbai e nelle aree circostanti.

          Alla firma dell’accordo tra la “Motul-ALSI” e il centro di formazione professionale salesiano di Kurla erano presenti i vertici dell’impresa, a partire dal Presidente, Pritam Goswami, e da Ashwin Balwally, Direttore di “Motul India”, il distaccamento nazionale della multinazionale francese. Da parte salesiana era invece presente il Direttore dell’opera, don Colbert da Silva, il quale nel suo discorso di benvenuto agli ospiti ha espresso la gratitudine e la soddisfazione di tutta la comunità educativa per l’accordo di collaborazione.

          Negli interventi successivi, il dott. Goswami si è detto colpito dall’entusiasmo manifestato dai tirocinanti di fronte a quest’opportunità di diventare tecnici specializzati e imprenditori presso i punti vendita della Motul; mentre il dott. Balwally ha illustrato la storia del gruppo Motul e ha parlato della “Scuola per l’Apprendimento” che l’impresa di lubrificanti ha aperto in Francia, manifestando la sua intenzione che i diplomi che verranno rilasciati tra un anno dal centro di Kurla possano essere certificati anche dall’istituto formativo francese.

          La collaborazione con l’impresa “Motul” non è certo la prima sviluppata dal centro salesiano di Kurla per favorire la formazione e le opportunità di impiego dei suoi allievi: negli anni passati l’istituto ne ha sviluppate già altre 14. Tra le più recenti ed importanti si possono citare quelle sviluppate nel luglio del 2017 con la “Tata Hitachi”, importante azienda del settore della produzione e commercio di macchine agricole e industriali; e quella stretta nel luglio del 2015, con il gigante automobilistico giapponese della “Toyota”, per l’attivazione di un corso centrato sulle riparazioni per la carrozzeria e la verniciatura.

          Fonte: Don Bosco India

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          • Italia – Chiamati ad animare per trasFORMARE: il fine settimana formativo CGS e TGS a Roma
            Italia – Chiamati ad animare per trasFORMARE: il fine settimana formativo CGS e TGS a Roma

            (ANS – Roma) – Si è svolto a Roma dal 2 al 4 novembre 2018 il fine settimana di formazione per animatori e dirigenti realizzato in collaborazione tra le associazioni “Cinecircoli Giovanili Socioculturali” (CGS) e “Turismo Giovanile e Sociale” (TGS), dal titolo “Chiamati ad animare per trasFORMARE - #iltuofuturoassociativo”.

            Circa 50 i partecipanti, provenienti da tutta Italia, dei quali oltre la metà con meno di 30 anni d’età, che hanno riflettuto insieme sull'identità associativa, e sulle tematiche culturali legate alla proposta specifica delle due associazioni, con momenti in comune e laboratori tematici per aree di interesse.

            Dopo i saluti di don Roberto dal Molin e suor Anna Razionale, in qualità di Presidenti degli enti promotori – rispettivamente “Centro Nazionale Opere Salesiane” (CNOS) e “Centro Italiano Opere Femminili Salesiane” (CIOFS) – è stato proiettato un video messaggio di suor Runita Borja, Consigliera generale per la Pastorale Giovanile delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

            Successivamente i lavori si sono aperti con l’intervento di don Fabio Attard, consigliere generale per la Pastorale Giovanile dei Salesiani di Don Bosco, che ha approfondito il tema “Io sono Missione: il servizio responsabile in ottica associativa
            nell’ambito del Movimento Giovanile Salesiano”, alla luce del recente Sinodo dei Giovani.

            In particolare don Attard ha ribadito che “l’orizzonte del Movimento Giovanile Salesiano è rappresentato da tutti i giovani che si muovono o vivono nei differenti ambienti e settori d’animazione pastorale delle opere salesiane, con diversi livelli e ritmi di coinvolgimento e di impegno”, nel quale anche le associazioni CGE e TGS si riconoscono a pieno titolo. Esse, in particolare, sono luoghi privilegiati delprotagonismo giovanile”, in quanto, “attraverso l’esperienza associativa, i giovani passano da essere semplici destinatari delle attività ad assumersi responsabilità crescenti, diventando sempre più punti di riferimento per i più giovani che cominciano il loro cammino”.

            Durante la serata, organizzata dall’associazione TGS, i partecipanti sono stati condotti alla scoperta di alcuni luoghi della città di Roma significativi per la vita di Don Bosco: la Stazione Termini, Santa Maria Maggiore e San Pietro in Vincoli.

            Nelle sessioni distinte, l’associazione TGS ha incontrato don Gionatan De Marco, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport della CEI, che ha presentato un nuovo concetto di Turismo Religioso che punta a far vivere al pellegrino un’esperienza di vita, di bellezza, di accoglienza e di ospitalità; e Veronica D’Ortenzio, ideatrice di “ArtOratorio”, che ha mostrato e fatto vivere le modalità con cui si può fare animazione attraverso l’arte.

            L’associazione CGS invece è stata impegnata con una tavola rotonda dal titolo “Formarsi alla critica dei messaggi della comunicazione e del cinema”, con l’intervento del prof. Fabio Pasqualetti, Decano della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università Pontificia Salesiana, e Giovanni Ottone, scrittore e critico cinematografico; mentre il Presidente nazionale Cristiano Tanas ha presentato “Il teatro educativo in stile salesiano”, a partire dalle origini e fino alla realtà quotidiana delle compagnie e dei gruppi che operano in ambito CGS, offrendo un servizio educativo fondamentale.

            Sul lato pratico, è stato proposto un laboratorio teatrale, coordinato dalla Compagnia Teatrale “Volti dal Kaos” del CGS attivo presso l’opera “Don Bosco Ranchibile” di Palermo, nel quale i partecipanti hanno potuto cimentarsi con la figura dell’attore, imparando a mettere in scena un brevissimo spettacolo, mettendosi personalmente in gioco. Le performance sono state oggetto di critica e valutazione da parte del pubblico presente, durante la serata condivisa con l’associazione TGS, che ha poi “ricambiato” il regalo, offrendo ai giovani del CGS una interessante visita guidata alla Basilica del Sacro Cuore di Gesù, costruita da Don Bosco a Roma.

            Infine, le due associazioni si sono ritrovate insieme con la prof.ssa Francesca Busnelli, docente presso l’Università Pontificia Salesiana, per riflettere sul tema “Dinamiche nella vita associativa e indicazioni per il buon coordinamento”. I partecipanti hanno così ricevuto alcuni suggerimenti per affrontare consapevolmente ed efficacemente la gestione delle proprie associazioni locali: definizione degli obiettivi, dei ruoli e delle responsabilità, cultura organizzativa e spazio alle giovani generazioni.

            La domenica, dopo la Messa celebrata nella basilica del Sacro Cuore, l’esperienza si è conclusa con un momento di verifica, nel quale i partecipanti hanno promosso a pieni voti il fine settimana di formazione, sottolineando la competenza dei relatori, la validità degli argomenti proposti e soprattutto il clima di amicizia che si è creato grazie alla collaborazione di tutti, giovani animatori e dirigenti più anziani, oltre che alla positiva sinergia tra le due associazioni salesiane.

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            • Italia – XXII Corso di Formazione Permanente di Pastorale Missionaria: pareri entusiasti da parte degli allievi
              Italia – XXII Corso di Formazione Permanente di Pastorale Missionaria: pareri entusiasti da parte degli allievi

              (ANS – Roma) – È ancora in fase di svolgimento il 22° Corso di Formazione Permanente di Pastorale Missionaria, avviato nello scorso mese di settembre presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma (UPS). Una significativa novità di quest’edizione è che per la prima volta le lezioni sono offerte in lingua inglese.

              Al corso di formazione partecipano quest’anno 27 religiosi: 24 sono Salesiani di Don Bosco, 5 dei quali hanno ricevuto il Crocifisso Missionario durante la 149° Spedizione Missionaria Salesiana, e tre sono Figlie di Maria Ausiliatrice. Essi provengono da tutti i cinque continenti e sono tutti in qualche modo già missionari: c’è chi già ha alle spalle diversi anni di missione ad gentes e chi è alle prese con contesti e situazioni realmente “missionari” anche nei proprio Paesi d’origine.

              Il corso è diretto da don Martin Lasarte, membro del Dicastero per le Missioni presso la Sede Centrale Salesiana, e prevede moduli di approfondimento inerenti molteplici argomenti: dall’approfondimento delle dinamiche psicologiche all’accompagnamento spirituale, dalla santità missionaria salesiana all’interculturalità, dalla missione in rapporto alla cura del creato alla missione vissuta nei contesti a maggioranza islamica…

              “Finora l’intervento più apprezzato è stato quello di don Amedeo Cencini sulla fede, basata non solo sulle verità dogmatiche, ma manifestata attraverso l’esperienza di vita con Dio, nella sofferenza e nelle gioie della vita quotidiana” ha manifestato uno dei partecipanti, don Jaroslav Vracovsky, salesiano della Repubblica Ceca, già attivo nella Pastorale Missionaria del suo Paese e da tre anni missionario egli stesso in Mongolia.

              “Anche se sono stato coinvolto nella formazione dei volontari missionari laici per ben 10 anni, questo corso qui a Roma mi sta aprendo gli occhi su molte realtà interiori, sulla spiritualità e sulle altre motivazioni” aggiunge don Vracovsky.

              Molto apprezzato, inoltre, è il clima di preghiera e di condivisione tra i partecipanti: “La condivisione con alcuni confratelli è molto arricchente, e i cinque giorni di ritiro in silenzio all’inizio del nostro corso pure sono stati fondamentali” aggiunge don Vracovsky.

              Gli fa eco un altro dei partecipanti, don Andrew Tin Nguyen Trung, salesiano vietnamita della Delegazione della Mongolia: “Voglio solo ringraziare Dio per avermi dato l’opportunità di essere qui, per conoscere meglio Don Bosco e i nostri Salesiani di tutto il mondo! È una sensazione così bella e un’esperienza che non potrei mai esprimere pienamente! E vedendo l’atteggiamento e quanto ancora fanno alcuni confratelli anziani, con cui magari non riesco nemmeno a parlare per le difficoltà delle lingue, capisco che è meglio vivere una vita di fedeltà a Dio, piuttosto che una vita di successo”.

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              • Giappone – Il Rettor Maggiore alla Famiglia Salesiana: “Diventare una cosa sola per gli altri”
                Giappone – Il Rettor Maggiore alla Famiglia Salesiana: “Diventare una cosa sola per gli altri”

                (ANS – Tokio) – Tra incontri festosi, celebrazioni e parole d’incoraggiamento ai giovani e alla Famiglia Salesiana, è proseguita in questi giorni la Visita d’Animazione in Giappone da parte del Rettor Maggiore.

                Don Ángel Fernández Artime ha raggiunto Miyazaki nel pomeriggio di giovedì 8 novembre, ricevendo il caloroso benvenuto della Famiglia Salesiana locale e trascorrendo poi la serata con circa 50 docenti della scuola superiore salesiana “Hyuga”, ai quali il X Successore di Don Bosco ha ricordato che non è sufficiente amare i giovani: bisogna anche che essi sappiano di essere amati.

                La giornata seguente si è aperta con la Messa mattutina presieduta dal Rettor Maggiore presso la medesima scuola, davanti a circa 700 allievi e membri della Famiglia Salesiana. “Unità” è stata la parola chiave dell’omelia del Rettor Maggiore. Successivamente, Don Á.F. Artime ha dialogato apertamente con i giovani lì convenuti, ha ammirato le attività del festival giovanile degli allievi della scuola - un evento annuale di grande importanza per l’istituto – e ha visitato la Casa Madre delle Suore della Carità di Gesù, dove in questi giorni ha luogo un Congresso Internazionale.

                Di ritorno a Tokio, il Rettor Maggiore ha chiuso la lunga giornata con una visita alle sedi di diverse realtà attive presso la Casa Ispettoriale dei Salesiani, tra cui quella dell’editrice salesiana “Don Bosco Press”.

                Nella giornata di sabato, dopo essersi radunato con il Consiglio ispettoriale del Giappone, Don Á.F. Artime ha trascorso tutto il pomeriggio e la serata con circa 130 ragazzi del Movimento Giovanile Salesiano, in un grande e festoso raduno culminato in un’adorazione eucaristica (MGS). “I nostri professori sono molto amichevoli”; “Oggi, qui fra voi, percepisco l’autentica atmosfera salesiana”, è quanto hanno espresso alcuni dei ragazzi partecipanti alla festa.

                Da parte sua il Rettor Maggiore si è detto felice di aver conosciuto e ascoltato diversi giovani nei suoi giorni di visita in Giappone, e ha esortato i ragazzi ad avere grandi sogni e ideali, a dedicarsi agli altri e a restare sempre vicini a Dio. “Io credo in voi” e “Vi amo tanto, semplicemente perché siete giovani” sono alcune delle frasi che, da vero Successore di Don Bosco, ha manifestato Don Á.F. Artime nell’occasione.

                Domenica 11 novembre per prima cosa il Rettor Maggiore ha visitato un’opera simbolo dei Salesiani in Giappone, la casa “Salesiano Gakuen”, un centro che venne avviato dai Figli spirituali di Don Bosco alla fine della II guerra mondiale per prendersi cura dei ragazzi orfani e in condizione di strada, e che ancora oggi ospita 80 minori a rischio di esclusione sociale. Anche lì il Successore di Don Bosco si è rivolto paternamente a ragazzi e li ha invitati a sognare in grande.

                Quindi, nel pomeriggio, ha partecipato alla grande festa della Famiglia Salesiana giapponese, realizzata presso la casa “Kita Ward” delle Figlie di Maria Ausiliatrice, con la partecipazione di circa 400 persone.

                Si è trattato di una festa che ha saputo unire molti aspetti: dapprima la presentazione dei vari gruppi; poi l’intervento del Rettor Maggiore, che ha fatto un appello a lavorare insieme e con creatività, e così “diventare una cosa sola per gli altri”; poi una solenne Eucaristia, presieduta da mons. Mario Yamanouchi, SDB, vescovo di Saitama, e concelebrata, dal Rettor Maggiore, dal suo Segretario, don Horacio López, dall’Ispettore del Giappone, don Jacob Hamaguchi, e dal Consigliere per la regione Asia Est-Oceania, don Václav Klement; e infine una serata di agape fraterna, impreziosita da un divertente spettacolo del prestigiatore salesiano don Mickey Muramatsu, e dai canti del Rettor Maggiore, del suo Segratario, e di mons. Yamanouchi.

                Le foto della visita sono disponibili su ANSFlickr.

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                  Repubblica Democratica del Congo – “Andate anche voi nella mia vigna”: il Circolo Missionario di Kingabwa

                  (ANS – Kinshasa) – A Kingabwa, un quartiere di Limete, presso Kinshasa, è stato recentemente costituito un “Circolo Missionario”, segno della vitalità pastorale della nuova Visitatoria “Africa Congo Congo” (ACC). Il Circolo Missionario ha la sua sede presso i locali della scuola salesiana “San Francesco di Sales”, ma è aperto ai giovani di altre opere salesiane che desiderino farne parte. I suoi membri sono accompagnati dai salesiani don Jean-Claude Mukendi e dal giovane formando Cléophas Kikeluka.

                  La nascita del Circolo Missionario di Kingabwa è avvenuta all’inizio di quest’anno pastorale 2018-2019 e i suoi membri, nella maggior parte dei casi ragazze, si incontrano ogni giovedì presso la scuola elementare dedicata a sant’Achilleo Kiwanuka, uno dei martiri dell’Uganda. Già nello scorso mese di ottobre, mese missionario, il circolo ha vissuto diversi appuntamenti importanti:

                  • Giovedì 4 ottobre ha avuto luogo l’invio missionario. Durante il pensiero del “buongiorno”, ciascun membro è stato chiamato per nome, ha ricevuto una benedizione speciale tramite l’imposizione delle mani e subito dopo un distintivo missionario. Da quel momento in poi i ragazzi sono stati inviati a lavorare nella vigna del Signore per testimoniare il suo amore.
                  • Giovedì 11 ottobre si è svolta una giornata di riflessione sulla lettera di Papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2018: “Insieme ai giovani portiamo il Vangelo a tutti”. Nell’occasione si è riflettuto soprattutto sulle parti in cui il Santo Padre chiede ai giovani di essere portatore della Buona Novella fino agli “estremi confini della terra”, attraverso le nuove tecniche e i mezzi di informazione e comunicazione sociale.
                  • Giovedì 18 ottobre si è realizzata la prima iniziativa missionaria del neonato circolo: una spedizione in alcuni ospizi e case residenziali per anziani situate nel territorio della parrocchia salesiana. Ascolto, conforto, sorrisi, tempo condiviso e preghiere, insieme alla consegna di una grande quantità di generi alimentari, di altri materiali e di una busta di contanti sono stati i frutti concreti della generosità dei più giovani.
                  • Giovedì 25 ottobre, infine, è stato impegnato per dare vita ad una giornata di riflessione proprio sul Circolo Missionario: che significato ha, qual è il suo scopo, la scelta del motto e di un logo, il suo ruolo all’interno del Movimento Giovanile Salesiano (MGS) come piattaforma per la Pastorale Giovanile Salesiana…

                  E per il prossimo futuro molte altre attività e iniziative di animazione spirituale sono già state programmate dai Figli Spirituali di Don Bosco. I quali affermano: “Sebbene sia stato appena costituito, osiamo credere che il Circolo Missionario ‘Don Bosco’ di Kingabwa porti in sé il seme di una grande espansione missionaria, che potrà portare i nostri giovani al volontariato e ad azioni concrete di carità, svolte con amore e abnegazione”.

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                  • RMG – Don Basañes: “Siete missionari salesiani a pieno titolo”
                    RMG – Don Basañes: “Siete missionari salesiani a pieno titolo”

                    (ANS – Roma) – Anche quest’anno, in occasione dell’anniversario della prima Spedizione Missionaria Salesiana (11 novembre 1875), il Consigliere Generale per le Missioni, don Guillermo Basañes, ha inviato una lettera a tutti i Figli spirituali di Don Bosco anziani o malati per animarli nell’offerta spirituale del proprio quotidiano a vantaggio dei giovani del mondo.

                    Nella missiva il Consigliere Generale riparte dall’ultima lettera di don Juan Edmundo Vecchi, VIII Successore di Don Bosco, per ricordare che, se è vero che tanti salesiani spendono forze ed energie nell’incontro diretto con i giovani, non bisogna “pensare eccessivamente ai risultati pastorali come esiti dovuti alle proprie forze, dimenticando la dimensione gratuita, filiale ed offertoriale che fu tipica di Cristo”.

                    Per questo ribadisce a chiare lettere: “Il periodo di infermità e di limitazione è fecondo quanto quello dell’attività specifica, se viene vissuto alla luce del mistero della morte e risurrezione di Gesù”.

                    Quindi don Basañes manifesta espressamente di fare affidamento sulle preghiere e sull’offerta spirituale delle proprie difficoltà da parte dei salesiani anziani e malati, e per questo sottopone loro tre intenzioni specifiche: i nuovi missionari della 149a Spedizione Missionaria Salesiana, i salesiani che stanno discernendo la loro vocazione ad gentes, e per i giovani di tanti Paesi e regioni che aspettano i Salesiani per essere accompagnati verso Gesù.

                    Il Consigliere Generale per le Missioni cita poi la Costituzione Apostolica Vultum Dei Quaerere, laddove Papa Francesco, rivolto alle suore di clausura, ricorda: “La Chiesa conta sulla vostra preghiera e sulla vostra offerta per portare agli uomini e alle donne del nostro tempo la buona notizia del Vangelo”.

                    Per questo don Basañes conclude dicendo: “Questo viene detto anche a voi, carissimi confratelli, che siete missionari salesiani a pieno titolo, sparsi nelle diverse infermerie e case di cura della Congregazione!”.

                    Il testo completo della lettera è disponibile sul sito sdb.org. 

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                    • Brasile – Due pastori salesiani raggiungono la Casa del Padre
                      Brasile – Due pastori salesiani raggiungono la Casa del Padre

                      (ANS – Brasilia) – A pochi giorni di distanza l’uno dall’altro i fedeli del Brasile hanno perso due validi pastori, i salesiani mons. Antonio Possamai, vescovo emerito di Ji-Paraná, scomparso lo scorso 27 ottobre; e mons. Frederico Heimler, vescovo emerito di Cruz Alta, deceduto il 7 novembre. Entrambi per il loro motto episcopale presero spunto dal passo evangelico di Lc 4,18, perché la loro missione è consistita nel “proclamare il Vangelo ai poveri”.

                      Papa Francesco ricorda sempre che i vescovi devono condividere la vita, i sogni, le lotte del loro popolo. Così è stata la vita di mons. Possamai. Nato il 5 aprile 1929, nella città di Ascurra, conobbe sin da piccolo i Salesiani di Don Bosco. Emise la prima professione religiosa il 31 gennaio 1948 e venne ordinato sacerdote l’8 dicembre 1957 e nel suo percorso è stato Vicario ispettoriale nell’Ispettoria di Brasile-Porto Alegre (1963-1975) e Ispettore per quella di Brasile-Recife (1976-1982).

                      Fu nominato e ordinato vescovo Ji-Paraná nel 1983, scegliendo come motto episcopale la frase: “Il Signore mi ha unto per evangelizzare i poveri”. Un motto che incarnò con la sua vita e che gli causò per questo anche diversi conflitti e fastidi, calunnie e minacce di morte.

                      Nel suo ministero episcopale favorì la nascita di centinaia di comunità ecclesiali di base, promosse la nascita di una scuola di fede e politica per i laici ed era impegnato a stimolare con tutti una pastorale organizzata e dinamica. Ricoperse anche vari incarichi nella Conferenza Episcopale Brasiliana – Regione Nord 1, compreso quello di Presidente.

                      Da dopo la rinuncia per limiti d’età, nel 2007, risiedeva nella comunità “San Giovanni Bosco” di Porto Velho.

                      Mons. Frederico (Frederick) Heimler era originario di Unterlammerthal, in Germania, dove nacque il 17 febbraio 1942. Venne ordinato sacerdote il 12 giugno 1970 e ordinato vescovo il 31 gennaio 1999, e il suo motto episcopale fu: “Lo Spirito del Signore è sopra di me, per questo mi ha unto per evangelizzare i poveri”. Dapprima nominato vescovo coadiutore di Umuarama, assunse la guida della diocesi di Cruz Alta il 16 giugno 2002.

                      Come vescovo ha sempre lavorato per l’unità della Chiesa Cattolica. In questo senso, le sue convinzioni, le sue posizioni ferme e chiare, unite alle sue competenze di educatore e amministratore accumulate nel corso degli anni, furono decisive per far crescere la cura pastorale e amministrativa della diocesi. Papa Francesco ha accettato la sua rinuncia al governo della diocesi, l'11 giugno 2014.

                      Il percorso umano del terzo vescovo di Cruz Alta è stato segnato dalla semplicità, dall’umiltà e dall’intenso lavoro.

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