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Visita de la Urna: Reliquia de San Juan Bosco

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  • Ungheria – Trovate ed identificate le Reliquie del beato Stefano Sándor, SDB
    Ungheria – Trovate ed identificate le Reliquie del beato Stefano Sándor, SDB

    (ANS – Budapest) – L’Ispettoria salesiana ungherese “Santo Stefano Re” annuncia con grande gioia e commozione che, al termine di un lungo percorso di studi e di ricerche, è riuscita ad identificare e a portare alla luce le reliquie del beato Stefano Sándor, salesiano martire (1914–1953).

    I lavori di preparazione sono iniziati da oltre un anno, sotto la guida e la supervisione della dott.ssa Eva Susa, perito legale. In base ai documenti dell’epoca che sono stati consultati, all’esperienza professionale e alle ipotesi avanzate, è stata maturata la convinzione, o almeno la forte speranza, che il corpo del martire fosse sepolto con i suoi compagni che condivisero quella tragica morte nel Nuovo Cimitero Pubblico di Budapest, e più precisamente collocato al posto 37, in seconda fila, nel loculo 301.

    Stefano Sándor, coadiutore salesiano fu condannato a morte, a seguito di falsi processi, e fu sepolto in una tomba non segnalata. Prima della sua beatificazione, avvenuta nel 2013, la Congregazione Salesiana aveva tentato di recuperare il corpo del martire. Lo studio storico-archivistico della dott.ssa B. Varga Judit, pur non avendo conseguito un risultato definitivo, aveva contribuito in gran parte al lavoro attuale.

    In data 12 novembre 2018, alla presenza di studiosi e di professionisti esperti, si è proceduto all’apertura della tomba da dove sono state estratte le ossa appartenenti a sei scheletri completi.

    Lo studio antropologico eseguito sulle ossa si è svolto nel Laboratorio di Antropologia del NSZKK (Centro Nazionale Esperti e Ricerca). Il materiale genetico appartenente al Martire è stato estratto a partire da una busta che era stata chiusa personalmente dal beato Sándor e da un francobollo usato dal fratello. Le analisi del DNA sono state eseguite dalla dott.ssa Eszter Dudas.

    “Al termine di questi esami, eseguiti sotto stretto controllo specialistico, siamo lieti di annunciare che, sia da un punto di vista giuridico, sia forense, tra i resti dei sei soggetti rinvenuti siamo riusciti ad identificare quelli del beato Stefano Sándor, salesiano martire” ha affermato con soddisfazione don Pierluigi Cameroni, Postulatore Generale delle Cause dei Santi della Famiglia Salesiana.

    Successivamente, in base alle indicazioni della Santa Sede saranno fornite notizie riguardo l’autenticazione, la conservazione delle reliquie e le celebrazioni religiose.

    La Famiglia Salesiana ringrazia tutti quelli che hanno partecipato, collaborato e reso possibile il processo di recupero e di identificazione.

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    • India – Il Rettor Maggiore: “Immaginate per un momento se non ci fosse la Famiglia Salesiana…”
      India – Il Rettor Maggiore: “Immaginate per un momento se non ci fosse la Famiglia Salesiana…”

      (ANS – Mumbai) – La Samaria e Mumbai hanno poco in comune. La prima è una piccola regione parte dell’antico Israele, mentre l’altra, a più di 4.000 km di distanza, è una metropoli dell’India occidentale che attira milioni di persone in cerca di una vita migliore. Eppure il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, durante la Messa celebrata nel Santuario della Madonna di Don Bosco, a Mumbai, nel pomeriggio di sabato 23 marzo, ha tratto ispirazione dall’episodio della Samaritana che incontra Gesù al pozzo per parlare ai salesiani indiani di oggi.

      Centinaia di membri della Famiglia Salesiana, giovani allievi delle diverse opere salesiane, salesiani e semplici fedeli si sono riuniti per ascoltare il messaggio di Don Á.F. Artime. Il quale nell’omelia ha affermato: “Tutti abbiamo bisogno di incontrare Gesù e, una volta che Lo incontriamo, viviamo una trasformazione”. Poi ha esortato i presenti ad essere testimoni dei valori evangelici e sottolineato l’importanza della Vergine Maria nella Chiesa, dicendo che Lei è “sempre al nostro fianco, aiutandoci a portare i pesi”.

      Rivolgendosi in particolare ai giovani, ha detto: “Immaginate se non ci fosse la Famiglia Salesiana, se non ci fossero 100.000 giovani della Famiglia Salesiana… Sarebbe una grande tragedia per tutti i giovani del mondo e sarebbe un grande vuoto nella nostra Chiesa. Non lo dico per orgoglio, ma dobbiamo essere consapevoli che dobbiamo dare il meglio di noi stessi per i nostri giovani”.

      La Visita di Don Á.F. Artime all’Ispettoria di India-Mumbai (INB) era iniziata appena poche ore prima, nella notte tra venerdì e sabato, con l’arrivo del Rettor Maggiore all’aeroporto di Mumbai, accolto dall’Ispettore, don Godfrey D’Souza, e dal suo Vicario, don Savio Silveira. Dopo qualche ora di riposo, il X Successore di Don Bosco aveva incontrato, come primo atto pubblico, il Consiglio ispettoriale INB, per confrontarsi sulle questioni riguardanti l’Ispettoria “San Francesco Saverio” in quella che – come ha chiarito sin da subito – non era una sorta di audizione esterno, ma una condivisione autentica tra confratelli.

      Quindi, nel pomeriggio, prima di procedere alla celebrazione dell’Eucaristia, aveva incontrato le Figlie di Maria Ausiliatrice di Mumbai, guidate dall’Ispettrice suor Ritha Dora Thomas. “Vivete la vita consacrata, il vostro carisma salesiano. Siate testimoni nella vita, perché è questo ciò che guardano i giovani. Lavorate per i poveri e gli abbandonati” erano stati i suoi suggerimenti.

      La lunga giornata di sabato 23 si è infine chiusa con una grande festa giovanile, contrassegnata da attività ludiche ed esibizioni artistico-culturali.

      Ieri, domenica 24 marzo, il X Successore di Don Bosco si è recato a Pune, dove si è radunato con tutti i salesiani di INB per ascoltare le loro domande e consegnare le sue indicazioni. Poi, nel pomeriggio, vestito con gli abiti riservati agli ospiti illustri, il Rettor Maggiore, insieme al suo Segretario, don Horacio López, si è recato presso la parrocchia “Sacro Cuore” di Yerwada, dove ha presieduto l’Eucaristia domenicale, seguita da un momento di agape fraterna con la Famiglia Salesiana.

      Le foto della Visita sono disponibili su ANSFlickr

      Fonte: Don Bosco India

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      • Argentina – “Nel corso della storia c’è una ricca eredità del carisma salesiano e delle sue figure significative”. Il seminario continentale ACSSA
        Argentina – “Nel corso della storia c’è una ricca eredità del carisma salesiano e delle sue figure significative”. Il seminario continentale ACSSA

        (ANS – Ramos Mejía) – Nella casa per ritiri “Domingo Savio” di Ramos Mejía, nei pressi di Buenos Aires, Argentina, si è tenuto il Seminario Continentale Americano dell’Associazione Cultori di Storia Salesiana (ACSSA), sul tema: “Figure Salesiane innovatrici e significative nel secolo XX”.

        I seminari sono istanze preliminari di esposizione dei lavori di ricerca che saranno presentati al Congresso Mondiale ACSSA del 2020. “Nel corso della storia c’è una ricca eredità del carisma salesiano e delle sue figure significative”, ha affermato il Presidente dell’associazione, don Francesco Motto, SDB.

        Poi, nella prima conferenza generale, sempre don Motto ha parlato circa l’importanza di preservare la memoria per scrivere la propria storia e costruire la propria identità. “Per avere un’identità bisogna ricordare e scrivere la storia. E la storia si scrive a partire dalle fonti documentarie”. Quindi ha ricordato che Don Bosco insisteva molto affinché nelle varie opere salesiana venissero redatte le cronache e conservati i documenti.

        I temi delle presentazioni e dei dibattiti sono stati molti e di alta qualità. È stata presentata la relazione “Donne significative nel campo delle missioni”, coordinato da suor Ana María Fernández; Jenny Cruzat, delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) del Perù, è intervenuta sulla figura di “Suor Maria Victoria Orihuela” (1859-1911), mentre suor Gloria García Pereira su “Suor Maria Concepción Posada Posada" (1903-1996).

        La dottoressa Laura Mombello ha introdotto il tema “Le tracce del presente nelle storie di vita” cui sono seguite le relazioni: “Donne significative nel campo dell'educazione e della scuola”; “Martina Petrini Prado, FMA”; “Suor Isabel Moreno (1890-1962)”; “Suor Anna Maria Coppa fondatrice e volto del primo Isituto Normale Cattolica in Ecuador dal 1940 al 1965”. Altre presentazioni hanno riguardato: “Circoli operai, reti parrocchiali e partecipazione politica”; “Mons. Jaime de Nevares: ‘Don Jaime’, Pastore di Neuquén (1915-1995)”; “Giacomini e Magallanes. Il fiorire di un’obbedienza”.

        Il seminario è stato un modo per riflettere sul lavoro storico dei salesiani e delle FMA nei primi anni della loro presenza in America Latina. “A quest’evento hanno partecipato un gran numero di persone, con relazioni e studi di qualità – ha commentato a conclusione don Motto – e abbiamo raggiunto una collaborazione professionale e aggiornata da parte di ciascuno dei partecipanti. Ora è necessario pensare al futuro dell’ACSSA, non solo a Congressi e Seminari. Il ruolo degli Ispettori è importante perché permettono e stimolano la dedizione alla storia salesiana. È necessario creare un’opinione comune, una politica culturale della Congregazione. Ogni membro si deve impegnare a diffondere personalmente nelle proprie case l’esperienza di questi seminari, e in modo particolare la necessità di continuare a pensare e riflettere sulla storia salesiana”.

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        • Sudan – “Che gioia vedere tutti quei computer accesi!”
          Sudan – “Che gioia vedere tutti quei computer accesi!”

          (ANS – El Obeid) – Come è accaduto anche in anni passati, alcuni exallievi del Centro Don Bosco di Seul si sono messi in moto per aiutare i Centri di Formazione Professionale salesiani dei Paesi in via di Sviluppo. Questa volta hanno deciso di aiutare quelli di Khartoum e El Obeid, in Sudan. Lavorando a stretto contatto, l’exallievo di Don Bosco Lin Chanwoo e il salesiano coadiutore Marino Bois hanno trascorso 7 settimane in Sudan, riparando le strumentazioni e formando gli insegnanti.

          Insieme hanno avviato un laboratorio, patrocinato dagli exallievi del Centro Don Bosco di Seul, con 15 computer per l’insegnamento dei sistemi CAD (Computer-Aided Design). Poi il sig. Bois ha dovuto dare lezioni agli insegnanti e li ha formati in vista delle lezioni agli studenti.

          Un’altra benefattrice coreana ha sponsorizzato un’aula con 20 computer per insegnare ai ragazzi come scrivere in inglese e arabo con i programmi di video-scrittura, e per apprendere le funzioni di base dei programmi più comunemente usati.

          “Che gioia vedere tutti quei computer accesi insieme” ha manifestato il sig. Bois in quella circostanza.

          L’attività missionaria sostenuta dagli Exallievi di Don Bosco è cresciuta di anno in anno e come risultato l’anno scorso i salesiani sono stati in grado di ottenere due torni nuovi: si è trattato delle prime e uniche macchine nuove mai entrate nel CFP di El Obeid. Il centro educativo salesiano, infatti – fondato dai salesiani don Vincenzo Donati e dai coadiutori Giacomo e Andrea Comino –, nella sua storia, a motivo del contesto socio-economico, è andato avanti sempre e solo con macchinari di seconda mano.

          Dopo aver rilanciato la formazione professionale a El Obeid, il sig. Bois e il signor Chanwoo si sono fermati una settimana presso il CFP salesiano “St Joseph” di Khartoum. “Ero stato lì nel 1991-1992 e anche lì la scuola aveva solo un piccolo budget, con il quale si potevamo comprare solo macchine usate. Dopo aver reclutato 20 giovani, li formai per quattro mesi, quindi venne Giacomo ‘Jim’ Comino a prendere il mio posto” racconta ancora il sig. Bois.

          Che prosegue narrando: “Lui e don Donati svilupparono la scuola fino ad accogliere 300 studenti e ricevettero pure una richiesta della Polizia locale perché insegnassero anche ai ragazzi del carcere. Quella stessa mattina arrivarono alla scuola due camion militari pieni di ragazzi e poliziotti che erano disposti ad apprendere le competenze offerte nei corsi speciali preparati per loro”.

          Recentemente la situazione dell’insegnamento è diventata difficile. La maggior parte degli educatori erano exallievi dello stesso CFP, molti dei quali reclutati dai campi profughi, e tutti provenienti dall’attuale Sudan del Sud. Quando il Sudan del Sud è divenuto indipendente, la maggioranza dei docenti è voluta tornare in patria. Reclutare nuovi insegnanti con le competenze adeguate non è stato facile e anche ora resta un problema non completamente risolto.

          Tuttavia, un giovane missionario indiano sta lavorando duramente per riportare il centro al livello di un tempo, a cominciare dal reparto saldatura, dove quasi tutte le macchine, dopo 25 anni, sono quasi inutilizzabili.

          “Cercheremo di vedere cosa possiamo fare visto che abbiamo ancora una parte del nostro budget. Se è la volontà di Dio, siamo pronti…” conclude il sig. Bois.

          Fonte: AustraLasia

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          • Italia – I ragazzi dell’Harambée: “A 18 anni non ci hanno lasciati soli e ci aiutano a trovare lavoro”
            Italia – I ragazzi dell’Harambée: “A 18 anni non ci hanno lasciati soli e ci aiutano a trovare lavoro”

            (ANS – Casale Monferrato) – La comunità “Harambée” è un’iniziativa salesiana che nasce a Casale Monferrato nel 1996 con l’obiettivo di accogliere giovani in stato di bisogno. Al suo interno oggi è presente una casa famiglia per ragazzi allontanati dai propri genitori, un centro per minori stranieri non accompagnati e un gruppo appartamento per ragazzi maggiorenni. In quest’ultima struttura vengono ospitati i cosiddetti “care leavers”, cioè quei giovani che compiuti i 18 anni, dopo aver perso le cure familiari, perdono pure le tutele dello Stato.

            “Una volta diventati grandi, questi ragazzi, per legge, devono uscire dalla comunità e questo crea un grande disagio per loro” spiega Milena Tacconelli, educatrice di Harambée. “Così abbiamo proposto ai servizi sociali un proseguimento dell’accompagnamento attraverso le esperienze di autonomia che chiamiamo Over 18. Abbiamo pensato che vivere in condivisione potesse creare condizioni di mutuo-aiuto tra loro stessi”.

            “Il punto di forza – chiarisce – è la ricerca attiva del lavoro che permetterà loro di diventare autonomi”.

            Salesiani per il Sociale in questi anni è stata vicina a questi ragazzi sostenendoli nel loro percorso formativo e nel diventare adulti.

            “Appena uscito dal gruppo appartamento – racconta uno dei ragazzi accolti – la comunità ha continuato a starmi vicino, gli educatori mi hanno aiutato a inviare i curricula e sono riuscito a svolgere una settimana di prova in un’azienda. Con grande sorpresa mi hanno detto di restare e dopo qualche mese ho ottenuto un contratto a tempo indeterminato”.

            Apprendere un mestiere, accedere ad un tirocinio per trovare un’occupazione, imparare a vivere da soli provvedendo ai propri bisogni o anche saper costruire delle relazioni durature nel tempo: sono questi alcuni degli obiettivi che da anni porta avanti l’equipe di lavoro della struttura.

            “La comunità e i progetti che fanno loro mi hanno cambiato – racconta un’altra ragazza –. In questa casa ci troviamo bene e grazie all’aiuto di Milena ho ottenuto una borsa di lavoro di sei mesi in una fabbrica di caramelle, terminati i quali ho conquistato anch’io un contratto stabile”.

            “L’insegnamento di Don Bosco – conclude Milena - è che i ragazzi non vanno solo accolti, ma che è necessario anche accompagnarli!”.

            Per approfondire o sostenere il progetto della comunità Harambée basta visitare il sito di “Salesiani per il Sociale”

            Inoltre, in occasione della festa di Don Bosco, l’emittente “Tv2000” ha dedicato un ampio servizio alla comunità.

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            • India – L’iniziativa “Acqua Pulita”, per il rispetto di uno dei più basilari diritti umani
              India – L’iniziativa “Acqua Pulita”, per il rispetto di uno dei più basilari diritti umani

              (ANS – Rangajan) – Il centro “Don Bosco” di Rangajan, situato nello Stato indiano di Assam, grazie al sostegno della Procura Missionaria Salesiana di New Rochelle, si sta dotando di 50 nuovi servizi igienici e di una fossa biologica. Tale progetto fa parte del più ampio programma “Clean Water Initiative” (Iniziativa Acqua Pulita) della medesima Procura, volto a garantire che la popolazione dei villaggi circostanti – per la maggior parte composta da poveri e indigeni – possa avere accesso all’acqua e a strutture igieniche adeguate.

              Presso il centro di Rangajan, i salesiani offrono alla gente del posto sia una scuola superiore, sia un Centro di Formazione Tecnico-Professionale. Ora la costruzione dei nuovi servizi igienici servirà migliorare la salute e l’igiene delle comunità locali e a contenere l’insorgenza di malattie.

              Con oltre 1,3 miliardi di persone, la crescente popolazione indiana sta mettendo a dura prova le risorse naturali del Paese. Secondo l’ONG “Water.org”, quasi 77 milioni di persone non hanno accesso ad acqua pulita e salubre e 769 milioni non hanno servizi igienico-sanitari. La maggior parte delle fonti d’acqua del Paese sono contaminate dalle acque reflue e dalle scorie agricole.

              Sebbene l’India abbia fatto qualche progresso nella fornitura di acqua potabile, permangono grandi disparità tra i vari Stati e tra i centri abitati e le aree periferiche e rurali. La Banca Mondiale stima che il 21% delle malattie trasmissibili in India è legato all’acqua non sicura, e che la dissenteria da sola causa oltre 1.600 morti al giorno. L’accesso a servizi igienici adeguati è estremamente scarso, soprattutto nelle zone rurali, dove appena il 14% della popolazione ha accesso a delle latrine.

              La “World Toilet Organization” ha osservato che anche a livello globale si è ben distanti dal raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n° 6, che mira a garantire la disponibilità e la gestione sostenibile dei servizi igienico-sanitari e dell’acqua per tutti entro il 2030. Piuttosto, ci sono 4,5 miliardi di persone che vivono senza servizi igienico-sanitari salubri e 892 milioni di persone che espletano i loro bisogni all’aperto – con dirette conseguenze sulla salute pubblica, le condizioni di vita e l’alimentazione e persino sull’istruzione e la crescita economica. “Poter accedere a servizi igienico-sanitari adeguati produce una percezione di maggiore dignità tra i bambini e le famiglie che serviamo” spiega infatti don Mark Hyde, responsabile della Procura di New Rochelle.

              A fronte dell’attuale situazione idrico-igienica a livello mondiale, la Procura Missionaria Salesiana di New Rochelle ha sviluppato la “Clean Water Initiative”, che ha fatto della costruzione di pozzi e della fornitura di acqua dolce e pulita una priorità assoluta per ogni comunità di ogni Paese in cui i salesiani operano.

              “Migliorare le strutture idriche e igienico-sanitarie – conclude don Hyde – assicura che gli insegnanti e gli studenti lavorino e apprendano in ambienti che promuovono una corretta igiene e che mettono a disposizione acqua potabile e salutare, così da beneficiare la salute delle comunità, ridurre la trasmissione di malattie e anche da evitare la prolungata assenza degli allievi dalle lezioni”.

              Fonte: Mission Newswire

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              • Slovacchia – Una “cortina quaresimale” nella chiesa di san Giovanni Bosco
                Slovacchia – Una “cortina quaresimale” nella chiesa di san Giovanni Bosco

                (ANS – Bratislava) – La parrocchia salesiana “San Giovanni Bosco” a Trnávka, Bratislava, festeggia quest’anno l'80° anniversario della sua consacrazione. Questa presenza è stata una delle prime realtà in cui si insediarono i Figli spirituali di Don Bosco della Slovacchia, in una zona che in precedenza era disseminata di casermoni per lavoratori poveri, alla periferia della città. “Quando i salesiani giunsero la prima volta, nel 1938, volevano diffondere la fede e la cultura in questa periferia di Bratislava. All’epoca non furono ben accolti dalla gente del luogo, che gli lanciò contro delle pietre; ma i salesiani non si arresero… E alla fine la chiesa venne consacrata, il 4 giugno 1939” racconta il Direttore della comunità salesiana, don Tibor Reimer, SDB.

                A motivo di quest’anniversario, in occasione della Quaresima 2019, nella zona del presbiterio, sopra l’altare della chiesa, è stata collocata una grande cortina di tessuto. Si tratta di un’installazione artistica, a carattere temporaneo, che vuole aiutare i fedeli a scoprire la potenza, la bellezza e il carattere specifico di questo spazio funzionalistico della chiesa.

                L’installazione temporanea è stata collocata il 6 marzo scorso, in occasione del Mercoledì delle Ceneri, e resterà sopra l’altare fino al sabato santo, 20 aprile. L’autrice della cortina quaresimale è Klára Štefanovičová, studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Bratislava, che studia incisione a mano libera all’università.

                La scelta di collocare una grande cortina tessile sopra l’altare non è una stravaganza moderna, ma rimanda alla tradizione medievale dei tendaggi quaresimali, quando la maggior parte del presbiterio o degli altari nelle chiese cristiane venivano ricoperti durante il tempo di Quaresima.

                “È un invito a ciascun fedele e visitatore che entra in questa chiesa ad offrire la possibilità di un digiuno radicale degli occhi”, ha affermato il curatore del progetto, il parrocchiano Michal Žák.

                La presenza di quest’installazione viene accompagnata da eventi culturali parrocchiali, denominati “mercoledì quaresimali”: essi consistono nella celebrazione dell’Eucaristia comunitaria alle ore 18:00 locali, con l’opportunità di accostarsi al sacramento della Riconciliazione, seguita poi da serate culturali e spirituali nelle quali diversi relatori – storici, architetti, scenografi e teologi – trattano argomenti diversi, accompagnati dalla musica di gruppi musicali.

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                • RMG – Il Rettor Maggiore nell’Ispettoria di India-Mumbai
                  RMG – Il Rettor Maggiore nell’Ispettoria di India-Mumbai

                  (ANS – Roma) – Dal 23 al 28 marzo il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, sarà in India, accompagnato da don Horacio López, Segretario del Rettor Maggiore, per la Visita d’Animazione all’Ispettoria di India-Mumbai. 

                  Il X Successore di Don Bosco arriverà in India nella notte di domani, 22 marzo, ma gli impegni inizieranno la mattina successiva.

                  Il primo appuntamento ufficiale, previsto per il 23 marzo, sarà l’incontro con il Consiglio Ispettoriale, che si terrà nella sede ispettoriale di Matunga di primo mattino.

                  Nel pomeriggio della stessa giornata sono in programma due incontri: uno con le Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) e un altro con i Salesiani, le FMA e i giovani, che accoglieranno il Rettor Maggiore nel Santuario “Madonna di Don Bosco”.

                  Domenica 24 marzo, Don Á.F. Artime sarà invece a Pune, dove in mattinata animerà una conferenza per i salesiani mentre, nel pomeriggio, si sposterà a Yervada. Qui, dopo un breve momento di ristoro con la Famiglia Salesiana, presiederà l’Eucaristia domenicale presso la parrocchia del Sacro Cuore.

                  Lunedì 25 marzo, il Successore di Don Bosco incontrerà i giovani del noviziato di Nashik e, successivamente, si intratterrà a pranzo presso lo studentato di Divyadaan.
                  In serata, farà ritorno a Mumbai e da qui, la mattina di martedì 26 marzo, partirà di nuovo, stavolta verso Baroda.

                  Ad attendere il Rettor Maggiore a Baroda ci saranno tanti giovani, che incontreranno Don Á.F. Artime nel corso dell’evento in programma nel pomeriggio. Quindi il Successore di Don Bosco celebrerà la Messa presso la Parrocchia Don Bosco.

                  Mercoledì 27 è previsto il rientro a Mumbai, per l’ultimo giorno della Visita d’Animazione. In questa giornata, Don ÁF. Artime si recherà presso la comunità di Andheri, dove parteciperà ai festeggiamenti in programma per i 50 anni della scuola “San Domenico Savio”.

                  Prima di ripartire per Roma, il Rettor Maggiore si unirà poi alla Famiglia Salesiana e allo staff della scuola “Domenico Savio” per il pranzo.

                  Dopo la Visita in India compiuta dal Rettor Maggiore nel novembre del 2017, c’è ora grande attesa per il suo ritorno in terra indiana. Salesiani, FMA e tanti giovani dell’Ispettoria aspettano ora di ricevere di nuovo il suo incoraggiamento come Successore di Don Bosco.

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                  • Mozambico – Il Rettor Maggiore: “Sentite la vicinanza della mia preghiera e la presenza della Vergine Ausiliatrice che vi accompagna”
                    Mozambico – Il Rettor Maggiore: “Sentite la vicinanza della mia preghiera e la presenza della Vergine Ausiliatrice che vi accompagna”

                    (ANS – Beira) – Immagini strazianti, di morte e distruzione, arrivano dall’Africa sudorientale, a poche ore dal passaggio del ciclone “Idai”. Secondo i primo bilanci, circa 2,6 milioni di persone sono state colpite dalla calamità naturale, che potrebbe diventare uno dei “peggiori disastri legati al clima mai registrati nell’emisfero sud”, hanno detto martedì i funzionari delle Nazioni Unite. Come al solito, i salesiani sono accanto ai sofferenti: “i missionari si stanno mobilitando per aiutare le vittime con cibo, vestiario e beni di prima necessità”, hanno detto i salesiani spagnoli.

                    I salesiani in Spagna hanno ricevuto informazioni attraverso Ángel Miranda, che da diversi anni collabora con i salesiani di quel Paese. “I salesiani del Mozambico non hanno subito danni alle case e possono quindi mobilitarsi per aiutare le vittime”.

                    Il ciclone in Mozambico ha causato un grande caos, soprattutto nella città di Beira, sulla costa centrale del Mozambico. “Le strade sono interrotte e prodotti come carburante e acqua potabile stanno diventando rari”, spiega don Francisco Pescador, SDB, dal Mozambico.

                    Le comunità dove risiedono i salesiani – Maputo, Moamba, Inharrime, Matundo e Moatize – non sono state gravemente colpite. “Siamo in contatto permanente con le diocesi colpite e aiuteremo il più possibile la popolazione sofferente”, spiegano i religiosi.

                    Che aggiungono: “Il ciclone in Mozambico ha portato via le case che erano costruite sul letto del fiume o sulle vicine rive. Inoltre, le inondazioni sono state improvvise e notturne. Non c’è stato tempo per reagire”.

                    Anche in Zimbabwe la situazione è molto grave, a causa del gran numero di morti. L’ufficio dell’International Rescue Committee (ICR) nel Paese ha dichiarato che “a seguito del ciclone Idai si sta risvegliando una nuova paura: quella dello scoppio di epidemie e contagio di colera e malaria dovuti alle condizioni insalubri”.

                    La regione di Chimanimani è tra le più colpite, con molte zone inaccessibili anche agli elicotteri, il che rende difficili le operazioni di soccorso.

                    In Malawi il bilancio delle vittime è di 150 persone, con oltre 500 feriti e più di 140.000 sfollati.

                    Alle persone provate dal dolore il Santo Padre ha manifestato la sua vicinanza, affermando: “In questi giorni, grandi inondazioni hanno seminato lutti e devastazioni in diverse regioni del Mozambico, dello Zimbabwe e del Malawi. A queste care popolazioni esprimo il mio dolore e la mia vicinanza. Affido le molte vittime e le loro famiglie alla misericordia di Dio e imploro conforto e sostegno per quanti sono colpiti da questa calamità”.

                    Anche il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha espresso la sua solidarietà: “Ringraziamo Dio che ci accompagna sempre nei momenti di difficoltà. Vi invito a non scoraggiarvi in questo momento e a mettere tutte le vostre energie al servizio delle persone che hanno più bisogno di noi. Sentite la vicinanza della mia preghiera e la presenza della Vergine Ausiliatrice che vi accompagna”.

                    • MOZ
                    • Mozambico
                    • Disastri
                    • Malawi
                    • Zimbabwe
                    • ZMB
                    • Papa Francesco
                    • Rettor Maggiore
                    • Ángel Fernández Artime


                    • Spagna – I Salesiani confidano nella dimensione missionaria per rinnovare la loro azione pastorale
                      Spagna – I Salesiani confidano nella dimensione missionaria per rinnovare la loro azione pastorale

                      (ANS – Madrid) – Il concetto di missione nella Chiesa è in piena fase di revisione, a causa della globalizzazione, del nuovo contesto culturale, delle migrazioni, del pluralismo… Queste ed altre realtà hanno determinato l’emergere di nuovi approcci teologici e pastorali alla missione, specialmente quelli che Papa Francesco sta portando con il suo magistero per una Chiesa in uscita.

                      La Congregazione Salesiana, missionaria fin dalle sue origini, non solo segue da vicino quest’evoluzione, ma vi partecipa. Per questo motivo, i Salesiani hanno organizzato un seminario di Animazione Missionaria che si terrà il 26 e 27 marzo presso il centro “El Plantío” di Madrid. Con il titolo “La missione rinnova la pastorale”, il seminario si propone di aggiornare la visione dell’azione missionaria in Spagna e nella Congregazione, e di estenderla a tutti gli ambienti salesiani.

                      Le presentazioni del seminario faranno luce su questo macro-tema a partire da tre punti chiave: ecclesiale, della congregazione e pastorale. Roberto Calvo, professore presso la Facoltà di Teologia del Nord della Spagna (Burgos), svilupperà una riflessione su “L’animazione missionaria nel nuovo paradigma della missione”. Don Gianni Rolandi, membro del Dicastero per le Missioni, parlerà di “Passato, presente e futuro dell’Animazione Missionaria nella Congregazione Salesiana”. Infine, don Miguel Ángel García Morcuende, membro del Dicastero per la Pastorale Giovanile della Congregazione tra il 2010 e il 2017, si concentrerà su “Una pastorale giovanile che si rinnova attraverso la missione”.

                      Oltre ai relatori, parteciperanno il Delegato Nazionale di Animazione Missionaria, don Juan Linares, e i delegati delle due Ispettorie Salesiane di Spagna: don Javier Zudaire, di Spagna-Maria Ausiliatrice (SMX), e Xabier Camino, di Spagna-San Giacomo Maggiore (SSM). Saranno accompagnati dalle commissioni delle province, composte da salesiani e laici.

                      Inoltre, è attesi la presenza dell’Ispettore SSM, don Juan Carlos Pérez Godoy, e del Vicario ispettoriale di SMX, don Fernando Miranda, oltre ad alcuni missionari spagnoli che negli ultimi anni sono tornati al servizio pastorale nel proprio Paese d’origine. Parteciperanno, infine, anche i responsabili delle ONG salesiane in Spagna (“Jóvenes y Desarrollo”, “Solidaridad Don Bosco” e “Vols”) e della Procura Missionaria Salesiana di Madrid.

                      I salesiani sperano che questo seminario apra nuovi percorsi all’animazione missionaria, vogliono continuare a promuovere il carattere vocazionale e missionario di ogni cristiano e vogliono proporre processi formativi missionari. E, sulla linea tracciata da Papa Francesco, sostengono che “essere missionario è essere cristiano nella sua essenza più intima”.

                      • Spagna
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