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  • Italia – CGS, TGS e PGS: tutti al Giffoni Film Festival per festeggiare i 50 anni delle associazioni salesiane
    Italia – CGS, TGS e PGS: tutti al Giffoni Film Festival per festeggiare i 50 anni delle associazioni salesiane

    (ANS – Giffoni Valle Piana) – I “Cinecircoli Giovanili Socioculturali” (CGS) partecipano quest’anno per l’undicesima volta al Giffoni Film Festival e con le loro “magliette rosse” daranno vita alla “Giuria Giovanissimi CGS”. Ma la presenza alla nota manifestazione cinematografica per ragazzi ha in questo 2018 un sapore tutto particolare. Infatti, proprio Giffoni è stata scelta come sede per celebrare i 50 anni delle tre associazioni ispirate agli ideali formativi salesiani: il CGS, e con esso anche le “Polisportive Giovanili Salesiane” (PGS) e il “Turismo Giovanile e Sociale” (TGS).

    Saranno circa 30 i membri del CGS partecipanti al festival, provenienti dai cinecircoli “Dorico” di Ancona, “Adelasia” di Alassio, “21” di Civitavecchia, dalla scuola “A. T. Maroni” di Varese e dal CGS della Regione Sardegna.

    Domenica 22 luglio, oltre a festeggiare l’anniversario delle tre associazioni di ispirazione salesiana, vedrà l’intera giornata dedicata al confronto operativo sui temi dell’ambiente, in collaborazione con lo staff del regista Mimmo Calopresti, che presenterà il film Immondezza – La bellezza salverà il mondo e lancerà un percorso ambientale operativo con iniziative di pulizia del territorio e attività di documentazione filmata.

    Al Giffoni Film Festival – che in questa 48° edizione è dedicato al tema dell’acqua, con il motto di “AQUA” – la carovana dei giovani dei CGS sarà guidata dagli animatori e responsabili di Ancona, ruolo affidato loro dall’associazione nazionale CGS/CNOS-CIOFS, nell’ambito del progetto “Sentieri di Cinema”.

    I partecipanti all’esperienza formativa saranno impegnati a partire dal 21 luglio in un laboratorio permanente di giornalismo web di documentazione, di seminari su “SPOT-Video”, stage su sceneggiatura, ripresa e montaggio.

    I ragazzi della fascia 17-21 anni, accompagnati da chi ha qualche anno di più, guideranno i laboratori dei 14-16enni, e a loro volta verranno coordinati e aggiornati dai responsabili adulti del Campus. Le giornate saranno, così, scandite da analisi di prodotti e produzione di video, in un singolare itinerario formativo e festivaliero.

    Il gran finale, la sera del 28 luglio, sarà l’assegnazione del “Premio C.G.S. Percorsi Creativi”, riconosciuto dal festival, al film della categoria “+13” ritenuto – con motivazione scritta – come il più interessante della rassegna da parte dei giovanissimi giurati.

    Tutto questo lavoro “a catena” sarà documentato in tempo reale sul sito www.sentieridicinema.it, dove verranno postati i video diari, le foto e alcune risonanze sui film e gli incontri con attori e registi.

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    • RMG – Corso per dirigenti delle Istituzioni Salesiane di Educazione Superiore (IUS)
      RMG – Corso per dirigenti delle Istituzioni Salesiane di Educazione Superiore (IUS)

      (ANS – Roma) – Il governo e l’animazione di una Istituzione di Educazione Superiore costituiscono oggi una grande sfida, sia per i cambiamenti nei contesti sociali, politici, culturali nei quali questi sono esercitati, sia per la crescente complessità istituzionale dei sistemi di educazione superiore, sia per l’importanza di assicurare un’identità specifica alle stesse istituzioni. Per questo motivo il Coordinamento Generale delle Istituzioni Salesiane di Educazione Superiore (IUS) ha organizzato un corso specifico rivolto ai responsabili di alto livello nella gestione delle IUS.

      Le IUS sono istituzioni con una storia molto recente nel contesto dell’educazione superiore. Al loro interno sta appena iniziando a formarsi una tradizione universitaria salesiana, e in questo processo diventa prioritario sviluppare un tipo di leadership che sia concorde con l’identità e la missione che si cerca di imprimere in queste istituzioni, e che sia al tempo stesso in dialogo con il contesto.

      L’iniziativa del corso per dirigenti IUS – richiesta dai partecipanti alle ultime Assemblee IUS e che trova riscontro nei Programmi Comuni 4 e 5 (2012-2016 e 2016-2021) – cerca di offrire uno spazio formativo a coloro che sono chiamati ad esercitare funzioni di direzione nelle istituzioni salesiane di educazione superiore, in primo luogo Rettori, Vicerettori e Prorettori.

      “Il programma – ha spiegato don Marcelo Farfán, Coordinatore Generale delle IUS – ha come obiettivo fondamentale quello di garantire in ogni IUS una presenza salesiana significativa, sul piano quantitativo e qualitativo, costituita da religiosi e laici capaci di orientare ed animare un progetto a livello culturale, scientifico ed educativo-pastorale”.

      Il corso sarà strutturato attraverso due moduli, offerti in anni differenti, e in un primo momento viene offerto per i responsabili delle IUS di America, Europa e Africa, mentre successivamente sarà progettato per quelli delle IUS dell’Asia e dell’Oceania.

      Il primo modulo sarà orientato alla comprensione ed alla riflessione sulla natura e sull’organizzazione di una IUS, mentre il secondo si focalizzerà sulla guida e la gestione dell’identità cattolica e salesiana di tali istituzioni.

      Per questa prima edizione, il primo modulo avrà luogo dal 24 al 28 settembre 2018, presso l’Università Cattolica Don Bosco di Campo Grande, in Brasile, mentre il secondo modulo sarà sviluppato dal 23 al 27 settembre 2019 presso l’Università Politecnica Salesiana di Quito, in Ecuador.

      Il corso offrirà una prospettiva globale sulle opportunità e le sfide che l’attuale contesto dell’educazione superiore presenta alle IUS, proporrà conoscenze, criteri e strumenti fondamentali che consentano di guidare e gestire le IUS con un’identità cattolica e salesiana, e al tempo stesso servirà a rafforzare le relazioni di cooperazione come rete di IUS, a partire dallo scambio di esperienze di leadership e gestione dei dirigenti.

      Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito: http://ius.world 

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      • Nicaragua – “Non lasciateci morire!”: il grido di un sacerdote nicaraguense
        Nicaragua – “Non lasciateci morire!”: il grido di un sacerdote nicaraguense

        (ANS – Masaya) – La popolazione del Nicaragua sta subendo la follia e l’irrazionalità di un Presidente di nome Ortega. Oggi, 18 luglio, si completano tre mesi di sofferenza. Le opere salesiane in Nicaragua soffrono insieme ai loro allievi.

        A Masaya i Salesiani animano una scuola e una chiesa. Su Facebook, la scuola salesiana Don Bosco ha comunicato: “Informiamo l’intera comunità educativa che l’Istituto, la chiesa e la comunità salesiana stanno bene. Ringraziamo tutti per le vostre preghiere e le vostre espressioni di affetto e solidarietà con i Salesiani”. Tuttavia, nel quartiere di Monimbó, la situazione è terrificante.

        Lo stesso don José Bosco Alfaro Salazar, SDB, Direttore dell’Istituto Don Bosco di Masaya ha confermato all’agenzia SIR: “La polizia e i paramilitari sono entrati e hanno preso la città, stanno smantellando le barricate e si sono riversati sulle strade della città. Noi stiamo bene e hanno rispettato per fortuna il nostro istituto. Molti manifestanti sono fuggiti per evitare di essere massacrati, ma altri sono stati arrestati”.

        Dalla Spagna, il giornalista Angel Expósito della COPE ha intervistato Augusto Gutiérrez, parroco di Monimbó. Chiede il giornalista Expósito: “Don Augusto, mi faccia una cronaca della situazione lì”.

        Don Gutiérrez: “Ore fa hanno iniziato ad entrare nel quartiere (la notte del 17 luglio, NdR), il più grande della città di Masaya. Quattro ore di attacco con le armi. Stanno profanando le chiese e uccidendo persone. I ragazzi si stanno difendendo. Ci hanno minacciato di morte perché affermano che siamo noi i leader della rivolta”.

        Don Gutiérrez prosegue riportando i fatti e spiega che Monimbó “è un quartiere indigeno, di semplici lavoratori, artigiani, calzolai, carpentieri… Questo è ciò di cui le persone vivono. Per tre mesi il governo è stato contro la popolazione. Monimbó è un quartiere con grande coraggio…” afferma il sacerdote, tra le lacrime.

        “Ci deve essere un aiuto internazionale per fermare questo massacro e salvare la gente – continua il parroco di Monimbó –. Questa non è una guerra, qui le persone si difendono con ciò che possono, con le pietre... Tutto ciò non è accettabile, non può continuare a governare. Siamo in una situazione di completa emergenza”.

        “Vi ringrazio molto… Non lasciateci morire. Intervenite per favore, fate qualcosa” è l’appello del sacerdote nicaraguense.

        Fonte: https://www.cope.es 

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        • RMG – Lettera del Rettor Maggiore in occasione della Venerabilità del cardinale Augusto Hlond
          RMG – Lettera del Rettor Maggiore in occasione della Venerabilità del cardinale Augusto Hlond

          (ANS – Roma) – Il 19 maggio 2018, il Santo Padre Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio Augusto Giuseppe Hlond, della Società Salesiana di San Giovanni Bosco, arcivescovo di Gniezno e Varsavia, primate di Polonia, cardinale di Santa Romana Chiesa, fondatore della Società di Cristo per gli Emigranti; nato il 5 luglio 1881 a Brzęczkowice (Polonia) e morto a Varsavia (Polonia) il 22 ottobre 1948.

          Per l’occasione il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha inviato una lettera ai Salesiani e ai membri della Famiglia Salesiana nella quale, dopo aver ripercorso le tappe della vita del venerabile, sia come Salesiano, che come arcivescovo e primate della Chiesa polacca, ne evidenzia alcuni tratti, sia sotto il profilo virtuoso, che come persona chiamata ad assumere grandi e gravi responsabilità, in uno dei periodi più drammatici della storia del ‘900.

          “Il cardinale Hlond fu un uomo virtuoso, un luminoso esempio di religioso salesiano e un pastore generoso, austero, capace di visioni profetiche. Obbediente alla Chiesa e fermo nell’esercizio dell’autorità, dimostrò umiltà eroica e inequivocabile costanza nei momenti di maggiore prova. Coltivò la povertà e praticò la giustizia verso i poveri e i bisognosi. Le due colonne della sua vita spirituale, alla scuola di San Giovanni Bosco, furono l’Eucaristia e Maria Ausiliatrice. Nella storia della Chiesa di Polonia, il cardinale Augusto Hlond è stato una delle figure più eminenti per la testimonianza religiosa della sua vita, per la grandezza, la varietà e l’originalità del suo ministero pastorale, per le sofferenze che affrontò con intrepido animo cristiano per il Regno di Dio. L’ardore apostolico distinse l’opera pastorale e la fisionomia spirituale del Venerabile Augusto Hlond, che assumendo come motto episcopale Da mihi animas coetera tolle, da vero figlio di san Giovanni Bosco lo confermò con la sua vita di consacrato e di vescovo, dando testimonianza di instancabile carità pastorale”.

          In quest’anno in cui la Strenna invita a coltivare l’arte di ascoltare e accompagnare, la testimonianza del venerabile Augusto Hlond rifulge come vera guida e pastore del suo popolo, impegnato a difendere la libertà della Chiesa e la dignità dell’uomo, in un’epoca segnato da grandi prove e persecuzioni, come quella vissuta dalla Polonia sotto l’occupazione nazista prima e il regime comunista poi.

          Il testo completo della lettera del Rettor Maggiore è disponibile qui.

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          • Honduras – Card. Rodríguez Maradiaga: “Stanno distruggendo un Paese fratello, che davvero non merita quest’ingiustizia”
            Honduras – Card. Rodríguez Maradiaga: “Stanno distruggendo un Paese fratello, che davvero non merita quest’ingiustizia”

            (ANS – Tegucigalpa) – Il cardinale Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, Salesiano, arcivescovo di Tegucigalpa, prega, soffre e piange per i nicaraguensi, mentre avverte il presidente Ortega che “i dittatori non possono andare avanti”. Secondo quanto riportato alla CNN dal Segretario Generale dell’Associazione Nicaraguense per i Diritti Umani, Álvaro Leiva, l’ondata di violenza che ha colpito quattro comuni vicino Managua nella giornata di domenica scorsa ha causato almeno 10 vittime, che vanno ad aggiungersi alle altre 273 già conteggiate dalla Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH).

            Né le centinaia di morti, né le migliaia di persone che soffrono, aprono il cuore al Presidente Ortega perché “assistiamo alla mancanza di volontà politica del governo di dialogare sinceramente”, affermano i vescovi del Nicaragua.

            Durante la messa domenicale nella cattedrale di Tegucigalpa, in Honduras, il cardinale salesiano ha sottolineato che in Nicaragua il potere vuole mettere a tacere la voce della verità e della giustizia, e che per questo motivo in quel Paese si devono “aiutare coloro che stanno resistendo con la fede”.

            Il prelato ha invocato l’inizio di un dialogo nazionale, ponendo fine alla crisi post-elettorale derivante da una presunta frode nelle elezioni generali del 2017. Per cercare una via d’uscita dalla crisi, a marzo è iniziato un processo chiamato “pre-dialogo”, moderato dal rappresentante delle Nazioni Unite a Tegucigalpa, Igor Garafulic, e volto a raggiungere un’intesa.

            “Il dialogo è il percorso da compiere, finiamola con i pre-dialoghi, che si vede quanto sono ridicoli; è il momento in cui dobbiamo scacciare il nemico, liberare il nostro popolo, in modo tale da arrivare veramente a comprenderci come fratelli”, ha sottolineato il cardinale Rodríguez Maradiaga.

            Il religioso ha anche sostenuto come i politici honduregni comprendano che dovrebbero cercare il bene comune, senza chiudersi in posizioni egoiste che non portano a nulla.

            Da parte loro i vescovi del Nicaragua, recentemente vittime anche di maltrattamenti fisici da parte dei sostenitori del governo, hanno inviato un messaggio pastorale nel quale affermano: “Negli ultimi giorni si sono intensificate la repressione e la violenza da parte dei paramilitari filogovernativi nei confronti di persone che protestano civicamente. Deploriamo profondamente tanta morte, tanto dolore e tanta sofferenza per la nostra gente”.

            I vescovi invitano anche a unirsi in gesti concreti per cercare la pace. “Esortiamo i fedeli cattolici e gli uomini e le donne di buona volontà ad unirsi a noi: per una giornata di digiuno, venerdì 20 luglio, in un atto di riparazione per le profanazioni compiute negli ultimi mesi contro Dio; e per un mese di intercessione, dal 15 luglio al 15 agosto”.

            Il messaggio dei vescovi si conclude affermando che “il male ha forza quando noi glielo permettiamo” e invitano fortemente a “non essere complici del male”.

            Fonte: Religión Digital

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            • Belgio – L’Ispettoria salesiana di Belgio Nord e Olanda (BEN) lancia il nuovo sito web
              Belgio – L’Ispettoria salesiana di Belgio Nord e Olanda (BEN) lancia il nuovo sito web

              (ANS – Lovanio) – L’Ispettoria “San Giovanni Berchmans” del Belgio Nord e dell’Olanda (BEN), ha lanciato lo scorso 13 luglio il nuovo sito web. “Con questo sito vogliamo portare nella rete, come immagine della nostra Ispettoria, quello che rappresenta il nostro core business: essere una famiglia al servizio dei giovani” hanno spiegato i responsabili ispettoriali della comunicazione.

              “Vogliamo creare un sito per uomini e donne, giovani, ragazzi e ragazze… E desideriamo rivolgerci a un vasto pubblico; per questo abbiamo scelto di realizzare un sito che presenti e racconti la vasta realtà della Famiglia Salesiana fiamminga e olandese”.

              L’homepage trasmette subito il clima di famiglia del sito, che si apre con l’immagine colorata di un vasto movimento di persone attivo e gioioso. Si evidenzia così che “Don Bosco oggi sono i Salesiani, le Figlie di Maria Ausiliatrice, insieme a tante altre persone comuni che lavorano quotidianamente e con il cuore per i giovani. Ognuno ha la propria identità, ma tutti condividono le stesse radici”.

              Dalla prima pagina del sito è poi possibile accedere a 21 sezioni diverse dove, nel dettaglio, vengono illustrati i progetti sociali, il lavoro nell’educazione, la rete di organizzazioni giovanili salesiane, i gruppi della Famiglia Salesiana, le opportunità di volontariato e di crescita spirituale, i servizi comunicativi, la storia di Don Bosco…

              Il sito intende essere soprattutto una porta d’ingresso alla bellezza della realtà salesiana nei territori del Belgio Nord e dell’Olanda. Nell’ultimo anno, infatti, attraverso i suoi canali l’Ispettoria ha condiviso ben 240 articoli: “storie che testimoniano la gioia evangelica” e che provano a illuminare il mondo “con più gioia, più amore, più fede”.

              Ben collegato con le reti sociali e strutturato per facilitare la condivisione dei contenuti, il sito verrà anche aggiornato prossimamente grazie alle segnalazioni e ai contenuti inviati dai visitatori all’indirizzo: dbmedia@donbosco.be 

              Il nuovo sito è raggiungibile all’indirizzo: http://www.donbosco.be 

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              • Messico – Solidarietà tra Siria e Messico: “Sappiamo che nemmeno la vostra situazione è facile”
                Messico – Solidarietà tra Siria e Messico: “Sappiamo che nemmeno la vostra situazione è facile”

                (ANS – Guadalajara) – Quando, nello scorso mese di aprile, Don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore, visitò l’Ispettoria di Messico-Guadalajara, erano passati appena pochi giorni dalla sua precedente visita ai giovani e ai Salesiani della Siria.

                Don Á.F. Artime, durante la sua permanenza in Siria, aveva parlato di speranza in un luogo in cui è difficile sperare, e poté farlo grazie alla testimonianza di tanti giovani che ebbe modo di incontrare: giovani generosi, che nonostante le difficoltà della guerra, sapendo che il X Successore di Don Bosco avrebbe visitato di lì a poco il Messico, decisero di compiere un gesto di solidarietà fraterna verso i ragazzi messicani.

                Si parla di un gesto molto concreto: hanno raccolto 200 dollari, che sono stati consegnati al Rettor Maggiore per essere destinati ad un’opera salesiana bisognosa dell’Ispettoria di Guadalajara. L’opera prescelta è stata quella di Nuevo Laredo, nello Stato di Tamaulipas, dove i Salesiani animano un oratorio in un’area segnata dalla presenza radicata di gruppi criminali.

                Mentre era a Guadalajara e visitava altre città di quell’Ispettoria, il Rettor Maggiore ha parlato ai giovani e ai Salesiani lì presenti dei suoi incontri in Siria. Queste parole hanno toccato anche il cuore dei giovani messicani, i quali hanno voluto ricambiare la solidarietà nei confronti dei giovani siriani. E così, durante la festa ispettoriale degli oratori, tenutasi a Nogales, Stato di Sonora, dal 27 al 30 aprile, è stato raccolto un importo di 350 euro, da inviare in Siria.

                In questa storia ciò che conta di meno è l’importo inviato, dall’una e dall’altra parte. Ciò che invece è significativo è che nessuno di questi giovani è rimasto insensibile alle sofferenze vissute da altri ragazzi e ragazze. Ognuno di essi, giovani oratoriani salesiani, sia in Siria, che in Messico, ha voluto dare quanto poteva per inviare un abbraccio a distanza ai suoi coetanei.

                “Grazie per le vostre preghiere e per questa bella espressione di solidarietà – ha scritto don Alejandro León Mendoza, Economo ispettoriale del Medio Oriente, ringraziando per il gesto di solidarietà ricambiato dagli oratoriani messicani –. “Sappiamo - ha aggiunto in una email dell’11 luglio scorso – che nemmeno la vostra situazione è facile”.

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                • Vaticano – Matrimonio con sorpresa: celebra Papa Francesco
                  Vaticano – Matrimonio con sorpresa: celebra Papa Francesco

                  (ANS – Città del Vaticano) – “È stata una sorpresa interessantissima, un’esperienza stupenda!”. Don Renato dos Santos, sacerdote salesiano brasiliano, in servizio presso il Dicastero vaticano per la Comunicazione racconta con entusiasmo l’episodio di cui è stato testimone sabato scorso, 14 luglio, presso la chiesa “Santo Stefano degli Abissini” in Vaticano: il Papa che, tra la sorpresa dei presenti, decide di celebrare il matrimonio di una guardia svizzera e della sua fidanzata brasiliana.

                  I più sopresi di tutti, ha raccontato don dos Santos, erano proprio gli altri sacerdoti che hanno concelebrato, dato che gli sposi erano al corrente della scelta di Papa Francesco. “Nella mia vita mai avrei pensato di entrare nella sagrestia di una cappella del Vaticano e trovare lì il Santo Padre seduto, sorridente, felice, gioioso, naturalissimo. È stato lui in persona a prendere la decisione di presiedere questo matrimonio” ha testimoniato il salesiano.

                  Inizialmente era previsto che la celebrazione l’avrebbe presieduta il cappellano della Guardia Svizzera Pontificia, e per questo i sacerdoti presenti in sacrestia hanno iniziato a domandarsi tra loro se il Papa fosse venuto solo per “dire una parolina, lasciare un messaggio”. Grande è stato lo stupore, pertanto, nel vedere che “il Papa era lì per presiedere la celebrazione”.

                  Proprio questa scelta del Papa, insieme all’atteggiamento tenuto, caratterizzato da “serenità interiore, semplicità”, prosegue il Salesiano, sono stati segno evidente dell’attenzione del Papa verso “le pecorelle della sua parrocchia, come un vero parroco”.

                  “Queste cose le faceva spesso, come parroco, come vescovo e come cardinale a Buenos Aires, ma qui in Vaticano è la prima volta che lo vedo celebrare personalmente un matrimonio”, ha raccontato don dos Santos.

                  Nell’omelia, come al solito, il Papa ha proposto tre parole chiave: “incominciare”, con riferimento alla nuova vita a due intrapresa dagli sposi; “fermarsi”, nelle fasi di difficoltà, per avere il coraggio di guardarsi negli occhi e perdonarsi; e “riprendere il cammino”, decidendo di continuare ad amarsi.

                  Al termine della celebrazione, don dos Santos ha commentato al Santo Padre: “Che nostalgia del tempo di parrocchia!”. E Papa Francesco gli ha risposto prontamente: “È proprio il motivo per cui sono venuto qui!”

                  Il gesto compiuto dal Pontefice sabato scorso rappresenta un’ulteriore testimonianza dell’amore del Papa verso questo sacramento e della sua personale attenzione personale mei riguardi delle coppie che scelgono di dare avvio ad una famiglia cristiana. Un precedente si può rintracciare nel “matrimonio ad alta quota” che Papa Francesco ha celebrato nel gennaio scorso, quando, mentre era in volo sopra il Cile, ha unito nel sacro vincolo due assistenti di volo. 

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                  • Papa Francesco


                  • Italia – In ricordo di un “prete da galera”
                    Italia – In ricordo di un “prete da galera”

                    (ANS – Milano) – “Bonifica della persona e seminazione della Parola di Dio”. Questi erano, con le sue stesse parole, i compiti di don Luigi Melesi, SDB, come cappellano nel carcere “San Vittore” di Milano. A pochi giorni dalla sua scomparsa, riportiamo alcune testimonianze sul suo operato fornite da due persone la cui vita è stata risanata dallincontro con questo Figlio spirituale di Don Bosco.

                    Ho trascorso circa 25 anni di carcere per reati legati alla criminalità organizzata (per alcuni giustamente, per altri ingiustamente). Oggi sono un uomo completamente rinnovato, reinserito nella vita civile e sociale e dalla fine della pena (1999/2000) ho sempre lavorato onestamente. All’età di 18 anni ho perso mia madre di anni 43. Mio padre era da 10 anni paralizzato a seguito di un ictus cerebrale. Frequentavo la quinta ragioneria. La mia famiglia era di un’onestà superlativa, di principi e valori dei quali a tutt’oggi sono onorato. Valori che pensavo di aver assimilato nella mia gioventù.

                    Non riesco ancora oggi a capacitarmi di quello che mi è successo all’improvviso a circa vent’anni: la deviazione, trovarmi a frequentare persone di dubbia moralità con gravi conseguenze. Ero perso! Non credevo più in nulla. Ho girato le peggiori carceri di tutt’Italia e ho conosciuto detenuti di gravi reati. Poi all’improvviso un "Miracolo". Negli anni ‘70/’80 ero rinchiuso al centro clinico di San Vittore per una grave infezione alla gamba destra a causa di un intervento effettuato nel carcere di Perugia.

                    Il "Miracolo" è scaturito dalla conoscenza del nuovo cappellano del carcere. Credo fosse la prima Messa che celebrava a San Vittore. Nell’ascoltarlo e fissarlo negli occhi ho avuto come un trauma. Sembrava che mi parlasse come un padre a un figlio perso. Con lui sono nati una grande amicizia e un affetto indissolubile che tutt’ora esiste. Se ho riacquistato la Fede lo devo a lui oltre che a Dio. Mi ha ritrovato una figlia mai vista che non avevo voluto riconoscere e con la quale oggi, dopo vent’anni, ho un rapporto più che amorevole (la madre ora è suora di clausura presso le Clarisse di Bologna).

                    Di cappellani nelle carceri ne ho conosciuti a decine, eppure di uomini di grande Fede e veramente "Pastori" non credo di averne conosciuti come il caro don Luigi. Grazie a don Melesi, che mi aveva trovato un lavoro all’esterno, sono riuscito a uscire prima della fine pena (2020) e ho continuato il mio percorso da uomo rinnovato rimuovendo completamente il mio passato. Don Luigi mi è sempre stato vicino con grande conforto spirituale e materiale. Lo considero come un fratello, un Padre, un grande uomo e a mio modesto parere, un Santo. (Ugo Bossi)

                    Nel gennaio 1980 fui arrestato per reati gravi e portato a San Vittore. Dopo 5 mesi di sofferenza lontano dai miei cari, i miei affetti, il mio lavoro, la Direzione mi affidò un incarico: lavorare come Sagrestano accanto a don Luigi Melesi. Uno dei lavori più ambiti. Nulla accade per caso: Iddio, vera giustizia umana, in un luogo infernale mi mise in condizione di conoscere e lavorare vicino a una persona speciale che cambierà la mia vita.

                    Nell’ufficio di don Luigi ogni giorno c’era una processione di detenuti che chiedevano d’incontrarlo. Un gesto, una parola d’affetto per tutti, dai più poveri (e per questi aveva un’attenzione particolare). Fratello-Padre per tutti, banchieri, imprenditori, farmacisti, nonché quei detenuti con reati e condanne pesantissime. Davanti a don Luigi si presentavano con umiltà ed educazione. Restavo senza parole nel vedere questi ultimi che, davanti a Don Luigi, cambiavano e dimostravano tanta umanità.

                    Ogni mattina arrivava con una borsa piena di indumenti nuovi, scarpe e regali di ogni genere. Ricordo un anziano solo e tanto povero che, davanti al gesto di don Luigi di dargli delle maglie e dei sandali in pelle, al momento di calzarli piangeva dicendo che mai aveva ricevuto dei sandali tanto belli.

                    Nella piccola chiesa accanto all’ufficio, due volte alla settimana don Luigi celebrava la Messa: era sempre stracolma. Tutti volevano ascoltarlo perché nella predica parlava ai cuori di tutti. Io gli raccontavo dei miei cari, delle mie due meravigliose bimbe, del mio lavoro di artigiano. Senza dirmi nulla si recò alcune volte dal Presidente della IX sezione del Tribunale di Milano. Dopo 2 anni fui assolto. Nell’abbracciarmi mi disse di non dimenticarmi dei "fratelli detenuti". Sono uscito e tornato ai miei cari, ai miei affetti e al mio lavoro.

                    Non mi scordai di quella richiesta di don Luigi: insieme ad altri amici ex detenuti, nel 1997 fondammo una Associazione di Volontari con lo scopo di dare ospitalità e integrazione al lavoro. (Angelo lacona)

                    Fonte: Bollettino Salesiano

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                      Vaticano – Il cardinale salesiano Charles Maung Bo tra i Presidenti Delegati del Sinodo sui Giovani

                      (ANS – Città del Vaticano) – In vista del Sinodo dei Vescovi su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, in programma dal 3 al 28 ottobre 2018 in Vaticano, il Santo Padre ha nominato quattro Presidenti Delegati, tra i quali anche il cardinale birmano Charles Maung Bo, salesiano, arcivescovo di Yangon.

                      Il ruolo del Presidente Delegato, il cui incarico cessa con lo scioglimento dell’assemblea per cui viene nominato, prevede:

                      -      guidare i lavori del Sinodo secondo le facoltà attribuitegli nella lettera di delega, secondo l’ordine dei lavori stabilito;

                      -      attribuire ad alcuni Membri, quando se ne ravvisi l’opportunità, compiti particolari affinché l’assemblea possa applicarsi ai suoi lavori in modo migliore;

                      -      firmare gli atti dell’assemblea.

                      Insieme al card. Bo sono stati nominati Presidenti Delegati, i neo-cardinali Louis Raphaël I Sako, Patriarca di Babilonia dei Caldei, e Désiré Tsarahazana, arcivescovo di Toamasina, in Madagascar; e il card. John Ribat, dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù, arcivescovo di Port Moresby, in Papua Nuova Guinea.

                      Con la nomina del card. Bo a Presidente Delegato, si arricchisce di un ulteriore tassello la qualificata presenza salesiana al Sinodo sui Giovani, che comprende già, tra i membri certi, il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, uno dei prescelti dalla dall’Unione dei Superiori Generali (USG); e don Rossano Sala, in qualità di Segretario Speciale per questo sinodo.

                      Ad essi bisognerà poi aggiungere i nomi degli Figli spirituali di Don Bosco che potranno partecipare nelle diverse categorie: per diritto, in qualità di eletti dalle conferenze episcopali, nominati dal Santo Padre, o come collaboratori, uditori o assistenti. I loro nomi saranno noti una volta che la Sala Stampa pubblicherà la lista ufficiale dei partecipanti.

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