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  • Bolivia – Attaccata a Yapacaní la “Radio-Televisión Ichilo”, di proprietà dei salesiani
    Bolivia – Attaccata a Yapacaní la “Radio-Televisión Ichilo”, di proprietà dei salesiani

    (ANS - Yapacaní) – Gruppi violenti legati al governo del Presidente dimissionario Evo Morales hanno attaccato ieri, domenica 10 novembre, la Radio-Televisione Ichilo (RTI) di proprietà dei salesiani, con sede nel comune di Yapacaní, Provincia di Ichilo, Dipartimento di Santa Cruz.

    Nelle prime ore della domenica, dopo l’annuncio delle dimissioni del Presidente, la radio salesiana è stata presa d’assalto da alcuni facinorosi: le strutture della radio sono state saccheggiate, le attrezzature distrutte, gli uffici al primo piano sono stati bruciati.

    Nell’edificio di due piani operava da 38 anni Radio Ichilo, una delle più importanti emittenti radiofoniche della regione, nota per l’impegno sociale e il servizio della popolazione contadina e delle organizzazioni popolari. Dal 1992 l’emittente si era dotata anche di un canale televisivo, che completava così l’offerta radiofonica.

    A fondare la radio era stato nel 1981 il sacerdote salesiano don Aquilino Libralon, insieme a sei giovani del gruppo giovanile della locale parrocchia. Pur partendo con un solo ripetitore, la radio ha svolto un gran lavoro pastorale nella comunità e ha saputo favorire la promozione sociale e l’integrazione della grande diversità delle famiglie contadine immigrate dalle altre province del Paese giunte in quel territorio a partire dagli anni ’60 del secolo scorso.

    La distruzione della radio e tv salesiana è una risposta violenta alla scelta della comunità salesiana e della sua emittente di fornire informazioni nel modo più veritiero e obiettivo possibile. È un’aggressione che va direttamente contro le comunità indigene della regione.

    Da parte sua il Consigliere Generale pera la Comunicazione Sociale dei Salesiani, don Filiberto González, ha commentato: “Ci rammarichiamo profondamente per quest’atto vandalico che ha distrutto la Radio salesiana Ichilo, in Bolivia. Respingiamo tutti gli atti di violenza che ostacolano il dialogo e minacciano la pace sociale e il diritto alla democrazia. Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i salesiani e allo staff di Radio Ichilo e alla rete delle radio salesiane in Bolivia, la cui etica professionale è ben nota, e li ricordiamo come autentici informatori di verità e di giustizia al servizio di chi non ha voce. Grazie per la vostra testimonianza e la vostra convinzione di comunicatori al servizio della pace e della democrazia”.

    {gallery}BOL - Attacco a Radio 2019{/gallery}

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    • Australia – “Gioia nell’apprendere”: lo spirito salesiano è vivo al “St. John Bosco College” di Perth
      Australia – “Gioia nell’apprendere”: lo spirito salesiano è vivo al “St. John Bosco College” di Perth

      (ANS – Perth) – Quattro anni dopo la sua inaugurazione, il “St. John Bosco College” situato a Piara Waters, un sobborgo di Perth, nello Stato dell’Australia Occidentale, continua a crescere di giorno in giorno. Partita con solo la materna e i primi due anni delle elementari, questa scuola cattolica, tra le più recenti e moderne d’Australia, oggi conta già 500 allievi distribuiti dall’asilo fino all’ultimo anno delle elementari, e dall’anno prossimo si avvia ad accogliere anche i primi studenti delle scuole medie. L’istituto, pur non appartenendo all’Ispettoria salesiana Australia-Pacifico, condivide pienamente lo spirito salesiano.

      Ad esempio, le quattro “case” che compongono il complesso scolastico sono state dedicate a San Francesco di Sales, simbolo della “Gioia nell’Amare”; a san Domenico Savio, modello di “Gioia in Cristo”; a Santa Maria Domenica Mazzarello, esempio di “Gioia nel Servire”, e a Santa Mary McKillop, la prima santa australiana, emblema della “Gioia nella Cura del prossimo”.

      Durante una loro visita informale all’istituto, lo scorso 4 novembre, il Consigliere regionale per l’Asia Est-Oceania, don Václv Klement, e l’arcivescovo di Perth, il salesiano mons. Timothy Costelloe, hanno potuto osservare la presenza dello spirito salesiano in tanti particolari, dalle decorazioni sparse nel campus alle foto presenti nell’ufficio del Preside (frutto di un pellegrinaggio ai Luoghi Salesiani), fino all’assemblea scolastica aperta da un canto in onore di Don Bosco composto da un insegnante.

      D’altra parte il logo stesso dell’istituto, ispirato proprio da mons. Costelloe, rivela questo spirito, poiché tiene uniti: un cuore, segno del grande insegnamento di Don Bosco che l’educazione è tutta una questione di cuore; una croce, che trasmetta l’identità cattolica del centro; un libro, che rimanda alla Bibbia e ai concetti di apprendimento ed educazione; e un albero, che rimanda sia a Don Bosco, sia al bosco che circonda la scuola.

      “La nostra speranza – ha affermato don Klement – è che si avveri presto il desiderio dei dirigenti del ‘St. John Bosco College’ di entrare nella vastissima rete delle scuole salesiane di Don Bosco! In molti Paesi della Regione Asia Est-Oceania ci sono diverse istituzioni educative ‘Don Bosco’ che non nascono dai Salesiani, ma sono ispirate dal Sistema Preventivo o dalla persona di San Giovanni Bosco. E noi siamo lieti di condividere in lungo e in largo il grande dono che è Don Bosco”.

      Per ulteriori informazioni, visitare il sito: https://www.stjohnbosco.wa.edu.au/index.html 

      Fonte: AustraLasia

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      • Argentina – Il Rettor Maggiore: “Ho deciso che il IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice si svolgerà in Portogallo”
        Argentina – Il Rettor Maggiore: “Ho deciso che il IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice si svolgerà in Portogallo”

        (ANS – Buenos Aires) – Domenica 10 novembre, all’interno di una Basilica di Maria Ausiliatrice di Buenos Aires illuminata a festa e colma di fedeli, si è sentita la voce del Padre della Famiglia Salesiana, il Rettor Maggiore Don Ángel Fernández Artime, annunciare la decisione di preparare la prossima edizione del Congresso, la nona, in Portogallo, a Fatima, nell’agosto del 2023.

        La cerimonia di chiusura dell’VIII Congresso Mondiale di Maria Ausiliatrice, realizzatasi in un clima di festosa allegria nella basilica che venne costruita dall’architetto salesiano don Ernesto Vespignani, ha visto la presenza di Don Eusebio Muñoz, Delegato del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana, don Pier Luigi Cameroni, Responsabile Mondiale dell’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA), diversi Superiori e Responsabili dei gruppi della Famiglia Salesiana, di alcuni Ispettori, e di centinaia di fedeli giunti da 36 Paesi per partecipare all’VIII Congresso Mondiale di Maria Ausiliatrice

        Renato Valera, Presidente dell’ADMA Primaria di Torino, nell’occasione ha manifestato: “L’incontro è stata un’esperienza delle due colonne del carisma salesiano – Gesù Eucaristia e Maria Ausiliatrice. Sono emozionato all’idea di dove si terrà il prossimo incontro, soprattutto per l’Amore per Maria che si vive in quei luoghi”.

        Alle 10 del mattino al santuario è arrivato il Rettor Maggiore, venuto per offrire le parole di chiusura e presentare la strada da percorrere per i prossimi anni. “La dimensione missionaria salesiana ci unisce a partire dal cuore stesso di Don Bosco e la storia di questa Nazione ci parla del suo amore per portare il Vangelo” ha detto. Quindi ha aggiunto: “Prima di tutto, dobbiamo essere consapevoli di essere una Chiesa missionaria”.

        Don Á.F. Artime ha anche ricordato l’opera dei missionari salesiani in ogni angolo del mondo e, soprattutto, l’impegno di portare Maria Ausiliatrice in tutti i luoghi, anche quelli più difficili, come presso la comunità indigena di Meruri, in Brasile.

        Ha poi consegnato alcuni elementi chiave per il lavoro personale e soprattutto per la missione salesiana di ogni credente che si identifichi come figlio di Maria Ausiliatrice. “Maria ci conosce, conosce i nostri sogni e i nostri progetti. Ci prende per mano e ci conduce poco a poco verso Gesù” ha affermato.

        Infine ha invitato tutti i partecipanti al Congresso a vivere in profondità la propria vita spirituale e a chiedersi in ogni momento: “Che cosa vuoi da me, oh Signore? Questa è la domanda che tutti devono porsi per approfondire la vita e la missione in questo mondo”. E ha terminato dichiarando: “Maria è nostra madre e ci dice come nel Vangelo: ‘Fate quello che Dio vi dice!’”

        A chiusura della celebrazione, prima di entrare nella cappella di Maria Ausiliatrice, ha dichiarato concluso l’VIII Congresso e ha annunciato la sede del IX. Dall’alto della Basilica ha quindi impartito la benedizione e salutato tutti con gratitudine.

        {gallery}Argentina - Chiusura VIII Congresso MA 2019{/gallery}

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        • Italia – “Valdocco oggi. Quale oratorio per il Terzo Millennio?”
          Italia – “Valdocco oggi. Quale oratorio per il Terzo Millennio?”

          (ANS – Palermo) – “Valdocco oggi. Quale oratorio per il Terzo Millennio?”: è questo il titolo del seminario sugli oratori nell’Italia salesiana che si svolgerà a Palermo-Isola delle Femmine da domani, 12 novembre, a giovedì 14. Ogni dieci anni, l’Italia salesiana si ritrova per riflettere sulla salute pastorale dei propri oratori-centri giovanili e per non disperdere il tesoro lasciato in eredità da Don Bosco.

          “Il seminario mira a provocare il ripensamento e il rilancio degli Oratori-Centri giovanili espresso dall’interrogativo: ‘Quale oratorio per il terzo millennio?’ – spiega don Silvio Zanchetta, coordinatore dell’ufficio nazionale Parrocchie e oratori –. Un possibile rilancio vuole mettere al centro il coinvolgimento e il protagonismo in chiave evangelizzatrice dei giovani e dei giovani adulti che frequentano i nostri ambienti. Vorremmo che ogni oratorio fosse ‘Valdocco oggi’, ossia una comunità educativa missionaria dove adulti e giovani condividono, sognano e operano a favore dei più piccoli, soprattutto dei più poveri”.

          Il seminario rappresenta la seconda tappa di un percorso iniziato con un questionario che verificava lo stato di vita degli oratori e terminerà poi con l’impegno della recezione nelle realtà locali.

          “Il nostro non è un convegno dove degli esperti garantiscono la formazione – spiega ancora don Zanchetta –. Piuttosto è un seminario, un laboratorio in cui tutti sono maestri e studenti. Ci sembrano illuminate e illuminanti le parole che l’allora Consigliere generale per la Pastorale Giovanile, Don Juan E. Vecchi, poi Rettor Maggiore, rivolse all’assemblea degli Ispettori nel 1987: ‘È giusto chiarire che studiare l’oratorio salesiano non significa verificare tecnicamente la validità di una istituzione generica, ma risalire a un carisma originale, collocandosi nella prospettiva della vocazione e missione salesiana’”.

          Il metodo di lavoro è quello sinodale del riconoscere - interpretare - scegliere e vivrà di momenti formativi, laboratoriali e ascolto di buone pratiche. A guidare la formazione saranno don Michal Vojtas, SDB, Professore straordinario di Storia e Pedagogia salesiana all’UPS; prof. Johnny Dotti, pedagogista e docente all’Università Cattolica di Milano; e don Rossano Sala SDB, docente di Pastorale giovanile all’UPS, Direttore di Note di Pastorale Giovanile e partecipante ai Sinodi sui Giovani e sulla regione Pan-amazzonica.

          Le buone pratiche previste riguardano:

          1.       Circoscrizione Piemonte e Valle d’Aosta - E se la fede avesse ragione? Catechesi, preghiera, confessione e adorazione rivolta a giovani universitari.

          2.       Circoscrizione salesiana Italia Centrale - Incontri con Gesù. Incontri settimanali di evangelizzazione e di annuncio della fede per giovani tra i 19 e i 28 anni.

          3.       Ispettoria Lombardo-Emiliana - Cammino Mistagogico. Itinerario progettuale per la Mistagogia per la scoperta della vocazione rivolto a ragazzi tra i 12 e i 18 anni e poi per giovani oltre i 18 anni.

          4.       Ispettoria Nord-Est - “La viarte” Santa Maria La Longa. Animazione/formazione territoriale (medie, superiori, universitari e giovani famiglie) e rivitalizzazione degli oratori parrocchiali.

          5.       Ispettoria Meridionale - Social Pub Lupi&Agnelli. Apertura serale di un locale solidale, nato per favorire un luogo di aggregazione e di educazione e offrire la possibilità di lavoro a cinque giovani.

          6.       Ispettoria Sicula - Oratorio Santa Chiara. Nella serata del 13 novembre, ci sarà la visita all’oratorio di Santa Chiara per conoscere la realtà.

          7.       COR - Centro Oratori Romani. A servizio delle parrocchie, l’associazione offre sostegno nella formazione dei catechisti/animatori, nell’organizzazione dell’oratorio feriale e festivo, nel suggerimento di programmi e metodi. 

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          • India – Inaugurato il quarto “Don Bosco College” nello Stato di Assam
            India – Inaugurato il quarto “Don Bosco College” nello Stato di Assam

            (ANS – Bongaigaon) – Il Primo Ministro dello Stato indiano dell’Assam, nel Nord-Est del Paese, on. Sarbananda Sonowal, ha inaugurato lo scorso lunedì, 4 novembre, il “Don Bosco College” di Bongaigaon, in un atto che ha visto la partecipazione anche del vescovo ordinario del luogo, mons. Thomas Pulloppillil, e di numerose altre autorità civili e religiose. Il “Don Bosco College” di Bongaigaon è il quarto istituto di questo tipo nello Stato di Assam, dopo quelli di Azara, Diphu e Golaghat.

            Nel suo discorso inaugurale il Primo Ministro, lui stesso exallievo, si è congratulato con i Salesiani per la qualità dell’educazione offerta alla comunità studentesca, per aver coltivato i talenti e per aver trasmesso valori e disciplina agli studenti.

            “Io stesso sono un prodotto della scuola ‘Don Bosco’ di Dibrugarh e conosco il tipo di qualità educativa che i salesiani offrono alla gente di tutto il mondo”. Quindi ha anche esortato gli allievi del nuovo istituto a dare il meglio di sé, tanto da portarli a promettere di diventare “i migliori allievi della regione e anche del Paese”.

            Le strutture del centro educativo sono state poi benedette da mons. Pulloppillil, che ha ringraziato i salesiani per averlo istituito nella sua regione e in particolare nella sua diocesi. Nel lodare i salesiani per il grande lavoro che stanno facendo nel Nord-Est indiano, il vescovo ha anche invitato la popolazione locale ad approfittare delle opportunità che i salesiani offrono loro.

            Da parte sua l’Ispettore salesiano di India-Guwahati (ING), don Januarius Sangma, a cui fa riferimento il centro, ha dedicato il “Don Bosco College” alla gente della regione e ha ringraziato le comunità salesiane per il loro generoso contributo alla costruzione del collegio.

            L’evento, a cui hanno preso parte anche altre autorità – come il Ministro delle Foreste e della Conservazione del Suolo dell’Assam, Pramila Rani Brahma; Ministro di gabinetto, governo di Assam, Chandan Brahma; il Rettore dell’Università di Bodoland Kokrajhar, Prof. Laishram Ladu Singh, insieme a sacerdoti, religiosi, insegnanti, studenti e la popolazione della località – ha previsto infine anche l’esibizione della rinomata Banda musicale della Scuola Don Bosco di Bengtol (che recentemente ha partecipato persino alla celebrazione Festa della Giornata della Repubblica a Nuova Delhi); e una mostra culturale e un momento di agape fraterna.

            Don CM Paul, SDB

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            • Argentina – Il Rettor Maggiore: “Se nel nostro cuore c’è Maria Ausiliatrice saremo la Famiglia Salesiana desiderata da Don Bosco”
              Argentina – Il Rettor Maggiore: “Se nel nostro cuore c’è Maria Ausiliatrice saremo la Famiglia Salesiana desiderata da Don Bosco”

              (ANS – Buenos Aires) – “Siamo riuniti per celebrare Maria come donna credente per i giovani. Tutta la Famiglia Salesiana sa che siamo figli e figlie di Maria Ausiliatrice. Per questo proponiamo Maria come modello di vita cristiana”. Con queste parole don Alejandro Gómez, ieri, 7 novembre, ha dato il benvenuto ai partecipanti all’VIII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice, in programma a Buenos Aires, Argentina, fino a domenica 10.

              In un’atmosfera eminentemente salesiana, e quindi ricca di familiarità, sono stati presentati i 36 Paesi partecipanti all’evento, che hanno fatto registrare un record nel numero delle iscrizioni totali.

              L’evento, che si è svolto nell’auditorium dell’Istituto Salesiano “San Francesco di Sales”, ha visto diversi ospiti di riguardo, tra cui Don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Eusebio Muñoz, Delegato del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana, don Pier Luigi Cameroni, Responsabile Mondiale dell’Associazione di Maria Ausiliatrice, la Superiore Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Madre Yvonne Reungoat, e gli Ispettori di Argentina Sud, Argentina Nord, Bolivia, Cile, Brasile e Paraguay.

              “Perché abbiamo scelto il motto: ‘Con Maria, donna credente, per i giovani di oggi?’. È una domanda che verrà sviluppata durante il congresso e cercheremo di darvi una risposta attraverso i giorni dell’evento” hanno detto in apertura gli organizzatori dell’inziativa.

              Successivamente ha avuto luogo la celebrazione eucaristica, presieduta dal card. Aurelio Poli, arcivescovo di Buenos Aires, che nell’omelia ha affermato: “Sono felice di partecipare a questo evento, e della presenza del Rettor Maggiore, che ho potuto conoscere nel lavoro nella missione”. Quindi ha invitato i presenti ad essere consapevoli della presenza del Buon Pastore: “Ciò che caratterizza il buon pastore è dare la propria vita per gli altri”; e ha poi aggiunto: “Quando ero nella Pampa argentina ho imparato dai salesiani che per evangelizzare di nuovo, i salesiani ritornano al sogno di Don Bosco che viaggia per il mondo… E quando vogliono rinnovare il loro amore per la Vergine parlano del sogno dei nove anni. Che meraviglia di formazione ed educazione avete ricevuto da Don Bosco!”.

              Subito dopo la Messa, un gruppo di attori ha rappresentato la storia salesiana e la vita dei santi della Famiglia Salesiana che si uniscono per amare Dio e la Vergine al servizio dei giovani. In seguito, il Rettor Maggiore ha offerto il suo pensiero della “buonanotte”, dicendo che la Madonna è sempre presente nel cammino della vita e dell’evangelizzazione. Ha presentato poi due laiche e un sacerdote brasiliano attive in una missione in mezzo alla foresta, che hanno testimoniato come anche lì si veneri Maria Ausiliatrice. E ha commentato: “Ho la convinzione, che spesso ho sperimentato che la Vergine apre la strada per essere la madre di tutti”.

              Al termine della serata ha inaugurato ufficialmente l’VIII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice, invitando tutti a chiedere la grazia di continuare a crescere nell’amore per la Madre: “Se nel nostro cuore c’è Maria Ausiliatrice, saremo la Famiglia Salesiana desiderata da Don Bosco”.

              {gallery}ARS - Apertura VIII Congresso MA 2019{/gallery}

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              • Timor Est – Camminare insieme con la speranza per discernere la strada da seguire
                Timor Est – Camminare insieme con la speranza per discernere la strada da seguire

                (ANS – Dili) – Dieci giorni, circa 1.000 chilometri percorse su strade polverose e trafficate, undici comunità salesiane, due raduni ispettoriali e tre incontri della Famiglia Salesiana: questo è, in estrema sintesi, il resoconto della visita di animazione a Timor Est condotta il mese scorso dal Consigliere Regionale per l’Asia Est-Oceania, don Václav Klement. Dieci giorni di discernimento, con gli occhi pieni di speranza tra le tante sfide che toccano questo giovane Paese.

                Il paesaggio di Timor Est si sta lentamente trasformando con la principale autostrada in costruzione da Dili a Los Palos e in tutto il Paese si stanno costruendo nuove case, per lo più grazie alle rimesse dei giovani timoresi che lavorano all’estero. La discreta stabilità sociale, nonostante la frammentazione dei partiti politici, sta portando ad un costante progresso sociale, economico e culturale della giovane nazione. E il 30 ottobre la comunità cattolica non ha potuto che ricordare con gioia il 30° anniversario della visita di Papa Giovanni Paolo II nel Paese, nel momento più difficile della sua storia (1989).

                Quando don Klement è arrivato nel Paese tra la Famiglia Salesiana era ancora vivo il ricordo di don Joáo de Deus, uno dei “pilastri della Famiglia Salesiana” a Timor Est, scomparso a settembre. Fu tra gli ispiratori del movimento degli Exallievi di Don Bosco nella nazione e ai suoi funerali, molto partecipati, era visibile come il seme del carisma salesiano stia fiorendo sempre più.

                Per la presenza salesiana ci sono ancora molte sfide strutturali “esterne” che persistono, tra cui un sistema educativo ancora arretrato, con la sua mancanza di budget, programmi scolastici poco chiari, insegnanti non sufficientemente qualificati o un’attenzione appena superficiale al numero dei diplomati e laureati. Nonostante queste sfide, i Salesiani si stanno impegnando al massimo per educare 15.000 giovani affidati alle loro cure nei loro istituti.

                L’educazione resta sempre la risposta migliore a tutte le sfide esterne che il Paese deve affrontare, dall’erosione dei valori tradizionali al materialismo, dalla cultura digitale al fascino dei gruppi di combattimento.

                Ci sono al tempo stesso molti segni di speranza in questa giovane Visitatoria, come il costante flusso vocazionale, con altri 19 novizi che si dirigono verso la loro prima professione, l’8 dicembre; 20 pre-novizi e circa 20-25 possibili candidati per il prenoviziato del prossimo anno. Questo grande dono vocazionale richiede un accompagnamento più stretto dei candidati e dei giovani in formazione, meno formale, ma più profondo, che sappia chiamare per nome e senza timidezza tutti i concreti ostacoli al cammino vocazionale.

                “Gli appuntamenti di maggiore ispirazione sono stati i momenti di condivisione con i giovani, i salesiani o i candidati alla vita salesiana, e i membri della Famiglia Salesiana – conclude don Klement –. In questo momento storico i salesiani di Timor Est hanno bisogno di molta speranza e saggezza per affrontare il futuro. L’interesse per la domanda aperta del CG28 ‘Che tipo di salesiani per i giovani di Timor Est?’ è indice dello spirito di famiglia e del coinvolgimento dei giovani nella missione salesiana”.

                Fonte: AustraLasia

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                • Argentina – Inaugurazione dell’Archivio Storico Salesiano dell’Argentina Sud: “Un meritato omaggio all’opera missionaria salesiana”
                  Argentina – Inaugurazione dell’Archivio Storico Salesiano dell’Argentina Sud: “Un meritato omaggio all’opera missionaria salesiana”

                  (ANS – Buenos Aires) – Chiunque arrivi a Buenos Aires può facilmente notare che il sangue che scorre nelle vene degli argentini non è puramente indigeno, ma anche italiano. E parte della storia dell’Argentina, e in particolare della Patagonia, è stata realizzata dai salesiani giunti con le prime intrepide missioni inviate da Don Bosco. Sono ormai oltre 100 gli anni di presenza salesiana e di contributo educativo a favore dei bambini e dei giovani argentini, e c’è tutta una storia impressa su libri, opuscoli, fotografie e persino lettere scritte dallo stesso Don Bosco ai primi salesiani. Per conservare e valorizzare tutto questo patrimonio, ieri, 7 novembre, è stato inaugurato l’Archivio Storico Salesiano dell’Ispettoria dell’Argentina Sud (ARS).

                  Don Alejandro Ángel León, Direttore dell’istituto “San Giuseppe Lavoratore” di Caleta Olivia, è il responsabile di questo progetto. “Si tratta davvero di un sogno atteso da molti salesiani, che ci permette di preservare la nostra storia e il nostro passato. Oggi è diventato realtà, grazie alla decisione, all’interesse e alla lungimiranza di quello che era il nostro Ispettore e oggi è il nostro Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime” ha affermato.

                  La creazione dell’Archivio Storico Salesiano di ARS ha a che vedere con la ristrutturazione delle Ispettorie argentine avvenuta negli anni passati, che ha portato all’erezione dell’unica circoscrizione ARS a partire dalla tre precedenti (Patagonia settentrionale, Patagonia meridionale e regione di La Plata). “Fondamentalmente, si è cercato di scoprire la storia comune che unisce tutti i salesiani di tutti i tempi, perché i missionari hanno percorso tutti gli spazi su cui si estende oggi l’Ispettoria ARS. E quindi avviare questo archivio ci è sembrato un meritato omaggio al lavoro e all’opera missionaria di centinaia di salesiani giunti dall’Italia e di tutti coloro che spesero la loro vita per questa terra e o suoi abitanti”.

                  “L’archivio possiede tutto il patrimonio storico e documentario di migliaia di documenti scritti da molti salesiani e alcune lettere scritte da Don Bosco di suo pugno”, sottolinea don León.

                  Grazie all’impegno di don León e dei suoi collaboratori – i professionisti Guadalupe Morad, Soledad Urrestarazu, Pamela Alarcón e Juan Napoli – ora i visitatori possono vedere con i propri occhi il glorioso passato scritto da migliaia di salesiani.

                  All’inaugurazione dell’archivio ha preso parte anche Don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore, che quando era Ispettore ARS diede il primo impulso alla creazione. In questo modo ha potuto ammirare di persona questo luogo dove ora è conservata tutta la storia della dedizione salesiana per i giovani argentini.

                  {gallery}ARS - Apertura Archivio ARS 2019{/gallery}

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                  • RMG – Prosegue il progetto “Casa Don Bosco”, per riscoprire la storia e i luoghi salesiani
                    RMG – Prosegue il progetto “Casa Don Bosco”, per riscoprire la storia e i luoghi salesiani

                    (ANS – Roma) – Sarà inaugurato nel 2020 “Casa Don Bosco”, il nuovo spazio voluto dal Rettor Maggiore al fine di valorizzare i luoghi storici salesiani. Il progetto di valorizzazione e recupero di questi luoghi viene raccontato, attraverso dei video, da Giampietro Pettenon, Presidente di Missioni Don Bosco.

                    In questo secondo video, il sig. Pettenon, SDB, ci parla prima della cantina dell’oratorio, per poi spostarsi nello spazio che ospitava il primo oratorio, costruito nel 1854 da Don Bosco e che si trovava al primo piano di Casa Pinardi. Nel video vengono illustrati tutti quei luoghi della quotidianità di Don Bosco, quelli in cui lavorava e svolgeva le attività con i ragazzi.

                    Riscoprendo questi luoghi si riscopre anche la storia salesiana, le sue origini e le sue radici. Il che, chiaramente, è di grande importanza per tutti i salesiani e per la Famiglia Salesiana di tutto il mondo.

                    Il video completo è disponibile in 5 lingue su ANSChannel.

                    • Casa Don Bosco
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                    • Giampietro Pettenon
                    • Don Bosco
                    • Comunicazione Sociale
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                    • Portogallo – 125 anni dall’arrivo dei primi salesiani
                      Portogallo – 125 anni dall’arrivo dei primi salesiani

                      (ANS – Lisbona) – L’8 novembre di 125 anni fa, nel 1894, i primi salesiani giunsero in Portogallo per prendere la direzione del Collegio “S. Caetano” a Braga. L’istituto, fondato nel 1791 dall’arcivescovo primate mons. Caetano Brandão, accoglieva ed educava bambini e giovani, per lo più orfani e abbandonati, gratuitamente, ammettendo anche un piccolo numero di internisti. Con l’arrivo di un piccolo gruppo di salesiani veniva inaugurata la presenza salesiana nel Paese. I missionari erano tre e giovani: don Pietro Cogliolo, di 28 anni; don Angelo Bergamini, di 30; e il chierico Giuseppe Galli, di appena 17 anni.

                      L’accoglienza dei primi salesiani in Portogallo venne raccontata a Don Michele Rua, I Successore di Don Bosco nel governo della Congregazione, attraverso una lettera del Direttore, don Cogliolo, del 12 novembre 1894: “Tutti gli studenti dell’eccellente Dott. Padre Francisco da Cruz, che fino ad ora aveva diretto il Collegio, ci aspettavano alla stazione. Erano presenti anche altri rappresentanti del clero e dei laici, così come molte persone curiose di vedere i salesiani che aspettavano da tanto tempo e dei quali i giornali del Paese spesso avevano parlato”.

                      E poi descrive: “L’edificio del Collegio era illuminato e la piccola banda strumentale degli studenti ci aspettava all’ingresso. I volti di tutti erano pieni di gioia”. Poi, nella cappella del Collegio, don Cogliolo ha ringraziato tutti con grande emozione. “Quindi ho detto in breve chi erano i salesiani e ho fatto riferimento a Don Bosco e alla sua opera, aggiungendo infine che, più che come superiori, siamo venuti come amici”.

                      Anni dopo, nel marzo del 1899, il Collegio fu visitato dallo stesso Don Rua. Il viaggio comprendeva anche una visita a Porto, ai Laboratori “S. José” a Lisbona (che i Salesiani rilevarono nel novembre 1896) e al noviziato di Quinta do Pinheiro.

                      La storia della presenza dei salesiani nella città di Braga e nel Collegio “S. Caetano” è oggi ben descritta nell’opera di don Amador Anjos, SDB, Os Salesianos no Colégio de S. Caetano de Braga 1894-1911 (Porto: Edições Salesianas, 2006).

                      I salesiani lasciarono la direzione del Collegio di Braga nel gennaio 1911, dopo l’instaurazione della Repubblica in Portogallo. Nonostante il poco tempo in cui i salesiani lo diressero, molti sono stati gli studenti che hanno seguito la vocazione religiosa, sia nel clero diocesano, sia nella Congregazione salesiana.

                      Oggi l’Ispettoria portoghese della Società Salesiana è composta da 10 presenze e dalla Sede Ispettoriale. I salesiani sono 93, di cui 61 sacerdoti, 2 diaconi, 12 chierici e 18 coadiutori. Hanno sei scuole sul continente, una sull’isola di Madeira e una a Capo Verde, sull’isola di Saint Vincent, frequentate complessivamente da oltre 9.300 studenti. Circa 9.000 bambini, giovani e adulti partecipano ad altre attività, educative e pastorali, che si svolgono in quasi tutte le presenze. Centinaia di bambini e giovani e le loro famiglie godono anche del sostegno dei Servizi Sociali Salesiani.

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