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  • India – Coronavirus ed isolamento minacciano i poveri. L’impegno salesiano nell’emergenza
    India – Coronavirus ed isolamento minacciano i poveri. L’impegno salesiano nell’emergenza

    (ANS – Nuova Delhi) – Anche l’India sta fronteggiando la sfida globale del coronavirus. Il governo ha imposto il blocco totale della Nazione (lockdown) fino al 14 aprile. 1,3 miliardi di cittadini indiani, quasi un quinto della popolazione mondiale, dovrebbero “dimenticare cosa significa uscire”, come ha detto il Primo Ministro Modi nel suo messaggio. Finora i numeri di contagi e decessi sono contenuti, ma si teme che le basse cifre siano legate alla mancanza di test, più che del virus.

    Il blocco si teme possa avere un impatto devastante sui circa 300 milioni di Indiani che vivono al di sotto della soglia di povertà e sopravvivono in base ai guadagni giornalieri. “Milioni di poveri non hanno frigoriferi per conservare il cibo. Come sopravvivranno quelle famiglie? Come compreranno il cibo e dove lo compreranno?” si chiede Mathew George, un leader cristiano indiano.

    Per questo motivo è fondamentale la rete di organizzazioni che si occupa delle necessità di persone indigenti, migranti, lavoratori a giornata. Tra queste organizzazioni ci sono i Salesiani, che in diversi modi e località si stanno dando da fare.

    L’Ufficio di Pianificazione e Sviluppo (PDO, inglese) dell’Ispettoria indiana di Bangalore, “BREADS”, ha invitato tutti i centri salesiani di identificare 20 famiglie nelle loro comunità che potrebbero aver bisogno di kit alimentari, anche con un’attenzione specifica ai migranti. Inoltre, i centri salesiani in cui erano già attivi programmi di sartoria hanno iniziato a produrre mascherine; vengono poi fornite informazioni su come fare volontariato per coloro che sono in salute bene e che sono disponibili ad aiutare i bisognosi, con tutte le attenzioni del caso; mentre i centri educativi si dedicano alla didattica online. 

    Anche l’Ispettoria salesiana “Maria Ausiliatrice” di Guwahati è fortemente impegnata per far fronte all’emergenza. Essa si è organizzata per realizzare 50.000 mascherine e distribuire 25 kg di riso e 10 kg di dal, insieme a materiale informativo, a 20.000 persone. Molto ben congegnata l’operazione: i membri del PDO ispettoriale “Bosco Reach Out” porteranno kit sanitari e per la prevenzione, dotati di sapone e mascherine, in due remoti villaggi dell’Assam, Kokrajhar e Karbianglong, acquistando ad un prezzo equo prodotti alimentari da ridistribuire poi, sempre con la massima attenzione, a senzatetto e immigrati bisognosi nella città di Guwahati.

    Nella medesima Ispettoria una situazione peculiare la sta vivendo il centro “Don Bosco Institute” di Guwahati. Esso ospita attualmente 56 persone – tra lavoratori e studenti – che al momento di tornare nelle proprie case, per diversi motivi, hanno affermato di sentirsi più sicuri nel centro salesiano che a casa loro. I salesiani, seguendo rigorosamente le direttive governative, non permettono ad alcuno di uscire dal campus. Ma ora la grande sfida è dare da mangiare a tutti fino al 14 aprile.

    A Hyderabad il Centro per lo Sviluppo delle Iniziative “Bosco Seva Kendra”, ha lanciato una campagna di raccolta fondi per i minori orfani e i lavoratori immigrati. In tal modo si prevede di produrre 1.000 kit per l’igiene e la sicurezza sanitaria, comprendenti sapone, mascherine, prodotti sanitari per le ragazze, opuscoli informativi; oltre a 500 kit alimentari; e un’alimentazione completa per 60 giorni per i minori orfani accuditi dai salesiani. 

    Infine, da Shillong è giunta la notizia che la Casa Ispettoriale delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) è in isolamento, e le suore hanno fornito 500 maschere al capo del villaggio. Delle razioni alimenti sono previste per i lavoratori che attualmente non possono entrare nella casa delle suore, mentre è allo studio la possibilità di destinare il dispensario delle FMA a Pyndengrei per tenere in quarantena gli studenti che sono tornati da altri Stati.

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    • Belgio – Organizzazioni salesiane offrono il pensiero della “Buonanotte” contro la paura e la solitudine
      Belgio – Organizzazioni salesiane offrono il pensiero della “Buonanotte” contro la paura e la solitudine

      (ANS - Lovanio) – In questo tempo di emergenza mondiale legato ad un virus che sta facendo rallentare tutto il mondo, e che costringe anche ad un tempo di solitudine e di tristezza, il “Don Bosco Youth-Net ivzw” (DBYN), la rete europea delle organizzazioni giovanili salesiane, insieme ad altre organizzazioni salesiane europee, invita a non perdere la speranza e la fede. “Lo sapevate che nella Bibbia c'è scritto ‘non temere’ per 365 volte?”, spiegano gli incaricati del DBYN.

      Per questo motivo la rete europea delle organizzazioni giovanili salesiane, in collaborazione con “Jeugddienst Don Bosco nelle Fiandre” e il Movimento Giovanile Salesiano dell’Ispettoria “Francia-Belgio Sud” in Francia e Vallonia, offre ogni giorno alle 19:00 (UTC+1) il tradizionale pensiero della “Buonanotte salesiana” su Facebook.

      Pubblicate sulle pagine Facebook delle rispettive organizzazioni, i pensieri della “Buonanotte” sono gli stessi per le tre organizzazioni, ma tradotti secondo le diverse necessità. I pensieri vengono scritti da giovani e membri della Famiglia Salesiana e mirano a portare conforto e speranza in questi tempi in cui la maggior parte dei Paesi hanno imposto per precauzione e prevenzione dei contagi misure di isolamento o quantomeno distanziamento sociale.

      “Tutti sono i benvenuti a partecipare e a mandarci un pensiero della ‘buonanotte’, così come facevano un tempo Mamma Margherita e Don Bosco. Le tradurremo e le pubblicheremo per portare un’ondata di speranza – ha reso noto il DBYN tramite un comunicato –. E se anche la vostra organizzazione, la vostra scuola, la vostra parrocchia o comunità vorrà partecipare, ne saremo molto felici. Mettetevi in contatto con noi via e-mail all’indirizzo projects@donboscoyouth.net

      L’iniziativa ha preso il via lo scorso 17 marzo, con un primo pensiero offerto da Stefano, un animatore del MGS Italia e formatore del DBYN.

      Questo non è l’unico modo in cui il DBYN e i salesiani del Belgio si stanno attivando per portare gioia in quest’epoca di isolamento, solitudine e sofferenza per molti. Sempre a Lovanio, su iniziativa salesiana, i bambini stanno realizzando disegni e brevi racconti per gli anziani che sono rinchiusi e isolati a causa del virus.

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      • Ecuador – “Per il pane quotidiano, affinché possano restare a casa”: la solidarietà salesiana al tempo di COVID-19
        Ecuador – “Per il pane quotidiano, affinché possano restare a casa”: la solidarietà salesiana al tempo di COVID-19

        (ANS – Quito) – La pandemia di coronavirus non solo ha causato migliaia di contagiati e di morti in tutto il mondo, ma ha anche inferto un duro colpo all’economia in Paesi dove la povertà e la miseria abbondano, a causa del periodo di isolamento e della paralisi delle attività produttive a tutti i livelli. Così sta accadendo in Ecuador. Secondo il sito della BBC, l’Ecuador ha il più alto numero di infezioni e di decessi da COVID-19 in rapporto alla popolazione locale, nel contesto dell’America Latina; e al tempo stesso, l’ambasciata ecuadoriana a Madrid segnala che attualmente in Spagna vivono 422.000 Ecuadoriani, il che ne fa la più grande comunità latinoamericana di quel Paese.

        In Ecuador, i più colpiti sono le famiglie con risorse economiche limitate, perché non hanno un lavoro stabile e vivono con un reddito giornaliero.

        Di fronte a questa situazione, l’Ispettoria salesiana dell’Ecuador, attraverso la Procura Missionaria Salesiana “Misión Don Bosco”, ha lanciato la campagna “Per il pane quotidiano, affinché possano restare a casa”, un’iniziativa che mira ad aiutare circa 1.000 famiglie tramite dei kit di generi di base - del valore di 60 dollari - per tre mesi. Oltre a sostenere i più bisognosi, tale iniziativa aiuta anche la salute pubblica, perché gli permette di evitare di uscire di casa in cerca del sostentamento necessario.

        I beneficiari diretti saranno i gruppi più vulnerabili legati alle missioni andine e amazzoniche, alle parrocchie e al “Progetto Salesiano Ecuador”, che sono opere prioritarie per l’Ispettoria “Sacro Cuore di Gesù” attiva in quel Paese. Verranno prese in considerazione prioritariamente le famiglie che non ricevono il sostegno statale, con un solo genitore e il cui numero di figli è superiore a tre, quelle con persone anziane o disabili, quelle dove il reddito proveniva da piccole vendite per strada o quelle dove non arriva uno stipendio fisso.

        Per raggiungere questo obiettivo è stata lanciata una campagna di sensibilizzazione a livello nazionale con i vari gruppi della Famiglia Salesiana. Per ulteriori informazioni è disponible il sito: www.misiondonbosco.org.ec 

        Coerente con le Costituzioni salesiane, che affermano che i primi e principali destinatari della missione sono i giovani, soprattutto i più poveri, quest’iniziativa risponde alle urgenze presenti, per non restare indifferenti davanti alla realtà. “Siamo sicuri che migliaia di cuori solidali si uniranno a questa grande crociata per il benessere di coloro che ne hanno più bisogno” affermano da Quito i responsabili dell’iniziativa.

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        • Italia – COVID-19: la situazione nell’Ispettoria Lombardo-Emiliana
          Italia – COVID-19: la situazione nell’Ispettoria Lombardo-Emiliana

          (ANS – Milano) – COVID-19 ha raggiunto tutto il mondo. Particolarmente critica è la situazione nel nord Italia, dove anche i Salesiani di Don Bosco dell’Ispettoria Lombardo-Emiliana (ILE) soffrono le conseguenze del contagio e hanno dovuto piangere la perdita di alcuni confratelli.

          Di fronte agli apocalittici che si riferiscono a questa grave situazione mondiale come a un castigo di Dio, il cardinale salesiano Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, Coordinatore del Consiglio dei Cardinali di Papa Francesco, ha risposto nettamente affermando che “il Coronavirus non è una punizione di Dio”. L’umanità è comunque alle prese con una crisi globale e in questa situazione Papa Francesco esorta tutti: “Non dobbiamo avere paura”. Le sue parole sono di grande incoraggiamento per tutta la Congregazione Salesiana, che sta pagando anch’essa un elevato dazio a causa di COVID-19.

          Il mondo salesiano ha ricevuto ieri, con rassegnazione cristiana e speranza nel Signore, la notizia della situazione causata dal virus in Spagna. Migliaia di persone si sono unite in preghiera, testimoniando l’unità di una comunità mondiale. Oggi vogliamo informare sulla situazione in Italia, dove complessivamente i casi di contagio sono 80.539, le vittime totali 8.165, e i guariti 10.361, secondo le informazioni ufficiali.

          Nell’Ispettoria ILE, corrispondente al territorio maggiormente interessato dall’epidemia, il Vicario ispettoriale ha comunicato:

          Presso la comunità di Nave, composta da 24 religiosi, sono venuti a mancare per il COVID-19: mons. Angelo Moreschi (67 anni), Prefetto Apostolico di Gambella (Etiopia); don Alessandro Baroni (90), e don Giuseppe Ghiggini (81).

          Presso la comunità di Chiari è morto don Pietro Bettinzoli (95).

          Presso la comunità di Sesto San Giovanni, parrocchia di Maria Ausiliatrice, è morto don Agostino Sosio (66), già Ispettore, attualmente Direttore e parroco.

          A Nave risultano tra i malati don Giovanni Dof Sotta e don Mario Moriggi; dalla Comunità ispettoriale di Milano si segnala che don Luca Fossati, Economo Ispettoriale, è ricoverato all’ospedale; così come è ricoverato in ospedale don Germano Battaglia, della comunità “Sant’Ambrogio”, sempre a Milano.

          Diversi altri religiosi hanno perso parenti a causa del COVID-19.

          Le tre comunità, Nave le due di Milano, sono in quarantena.

          Da Roma il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha manifestato in un breve messaggio: “Vogliamo unirci in preghiera e farvi sentire la nostra presenza in questo momento doloroso della pandemia. Siamo sensibili e solidali con chi soffre di più”.

          “Come può Dio aiutarci?” ha chiesto un giornalista a Papa Francesco. “Lo fa in molti modi. Egli ci dà forza e vicinanza, come fece con i discepoli che gli chiedevano aiuto in mezzo alla tempesta” è stata la sua risposta.

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          • RMG – Il videomessaggio del Rettor Maggiore a conclusione della Novena straordinaria a Maria Ausiliatrice
            RMG – Il videomessaggio del Rettor Maggiore a conclusione della Novena straordinaria a Maria Ausiliatrice

            (ANS – Roma) - Il 24 marzo, giorno della commemorazione mensile di Maria Ausiliatrice, si è conclusa la novena straordinaria proposta dal Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, in considerazione dell’emergenza sanitaria provocata dalla diffusione del Coronavirus. Al termine della Novena straordinaria a Maria Ausiliatrice, pregata in tutto il mondo salesiano, il Rettor Maggiore ha invitato a fare un Atto di Affidamento, rinnovando con il cuore di Don Bosco la propria fiducia a Maria Santissima, in quest’ora di grande prova e sofferenza.

            Il 24 marzo, il Rettor Maggiore ha voluto inoltre inviare, attraverso un videomessaggio registrato presso la Basilica del Sacro Cuore di Roma, un saluto e un incoraggiamento alla Famiglia Salesiana di tutto il mondo.

            In questo video, il X Successore di Don Bosco ha invitato tutti ad avere fiducia in Maria Ausiliatrice e ad affidare a Lei le nostre preghiere per tutti coloro che soffrono, per chi ha perso una persona amata o per chi ha i propri cari in ospedale, ma anche per tutti gli operatori sanitari che si adoperano quotidiniamente per aiutare il prossimo.

            In linea con il tema della Strenna 2020, il Rettor Maggiore ha infine ricordato che questo difficile momento storico, chiama tutti ad una cittadinanza attiva e responsabile.

            Il video completo è disponibile, in italiano e in spagnolo, su ANSChannel.

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            • Spagna – L’ispettoria “San Giacomo Maggiore” pesantemente colpita dalla pandemia del coronavirus
              Spagna – L’ispettoria “San Giacomo Maggiore” pesantemente colpita dalla pandemia del coronavirus

              (ANS - Madrid) – L’ispettoria salesiana “San Giacomo Maggiore”, con sede a Madrid, è pesantemente colpita dalla pandemia di COVID-19. Alcune circostanze, impreviste al momento in cui sono avvenute, hanno causato infezioni diffuse e la morte di diversi salesiani. Diverse comunità sono state poi raggiunte da religiosi infetti, che così, a loro volta, hanno contagiato altri salesiani.

              Nella comunità di Oviedo, tutti i religiosi, tranne il più anziano, sono stati infettati. La conseguenza è stata la morte di due coadiutori salesiani Avelino Uña (68 anni) e Tirso Álvarez (94 anni). Un sacerdote salesiano, Joaquín Egozcue (76 anni), è in ospedale, sedato e intubato.

              Nelle comunità di León, dove si è svolto l’incontro da cui si sono diffusi i contati, gli effetti sono stati più catastrofici. Nella comunità “Centro Don Bosco” sono morti i salesiani coadiutori Manuel Machado (79 anni) e Pedro García (81 anni), mentre altri religiosi con sintomi di COVID-19 sono in via di guarigione. Nell’opera “Santiago el Mayor”, il virus ha raggiunto anche la residenza che ospita i salesiani anziani. In diversi sono morti i salesiani coadiutori Cayetano Álvarez (89 anni) e Maximiliano Asenjo (87 anni). Altri tre salesiani presenti nella casa di riposo, ai quali non è stato diagnosticato il virus, si sono uniti a loro nel loro cammino verso il Padre: i sacerdoti Félix Cantón (86), Ángel Neila (86) e il coadiutore salesiano Ivo Díez (94). Il coadiutore salesiano Graciano Vidal è in una situazione critica.

              Un’altra delle comunità interessata da quell’incontro è la casa “San José” di Salamanca. Quasi tutti i salesiani sono o sono stati infettati. Al momento, alcuni di essi sono in una situazione delicata.

              In una comunità salesiana della città di Madrid, il sacerdote salesiano Pablo Ortega (81 anni) è morto per Coronavirus. Un altro fratello è stato ricoverato per polmonite e gli altri vivono in isolamento.

              Nella residenza per salesiani anziani di Arevalo, il sacerdote salesiano Florencio Martinez (90 anni), con alcuni sintomi del virus, è morto improvvisamente. Giorni dopo, senza segni apparenti di contagio, è morto anche il coadiutore salesiano Fidel Montes (94 anni).

              È chiaro a tutti che l’evolversi della situazione è stato rapidissimo sin dall’inizio, nelle sua prime manifestazioni, e che sia precipitato in modo drammatico in pochi giorni. Fin dal primo momento, l’Ispettoria SSM ha cercato di prestare la massima attenzione, di proteggere i salesiani più vulnerabili, di confinare tutti coloro che mostravano sintomi, di vivere la quarantena nelle comunità, mantenendo le corrispondenti misure di sicurezza. Alcune comunità sono già state sanificate.

              La situazione attuale è eccezionale e tale resterà sino alla fine della pandemia. Ciò richiede consapevolezza e l’abbandono di molte abitudini. Dall’Ispettoria, tutte le comunità sono state debitamente istruite con tutte le procedure da perseguire scrupolosamente, sia quelle con religiosi infetti, sia quelle dove tutti sono sani, per evitare di mettere a rischio se stessi e gli altri con comportamenti sconsiderati. Tutto questo, sapendo anche che seguire tutte queste indicazioni non garantisce al 100% di evitare il contagio – pertanto senza arrivare a dover incolpare sé stessi o altri nel caso in cui, pur agendo sempre in modo prudente e appropriato, si verifichino ulteriori contagi.

              Dal centro ispettoriale si sottolinea anche la necessità che i religiosi in regime di isolamento sentano la compagnia e l’affetto del resto dei fratelli: che non si possa essere al suo fianco non significa che non si comunichi con lui frequentemente, in vari momenti della giornata. Oggi la tecnologia offre molte possibilità.

              In definitiva, si richiede a tutti di vivere queste giornate di prova con serietà e serenità, ricordando in modo particolare ciò che le Costituzioni dicono: “formiamo un cuore solo e un’anima sola, per amare e servire Dio e per aiutarci l’un l’altro” (C50); “la comunità circonda gli anziani e i fratelli malati con cura e affetto” (C53).

              E, in ogni caso, dall’Ispettoria si ricorda anche che “siamo tutti nelle mani di Dio Padre, di cui siamo i suoi amati figli in Gesù. La testimonianza dei fratelli che sono già stati vittime di questa pandemia dovrebbe aiutarci a vivere nella fede questa situazione”.

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              • Italia – Salesiani per il Sociale APS: #Noicis(t)iamo
                Italia – Salesiani per il Sociale APS: #Noicis(t)iamo

                (ANS - Roma) – Il coronavirus sta mettendo tutti quanti a dura prova. “Ci siamo” è l’assicurazione che “Salesiani per il Sociale APS” dà attraverso le tante presenze in tutto il territorio nazionale. Ci stiamo è l’impegno educativo con chi fa più fatica, che prosegue ora come prima, solo con modalità diverse, facendo un ricorso maggiore ai serbatoi di creatività e tenacia. Ecco solo alcuni esempi che provengono dai tanti avamposti educativi che l’organizzazione salesiana cura in tutt’Italia.

                In epoca di quarantena chi non ha una casa si trova a soffrire maggiormente. Ma l’emergenza sanitaria non ha fermato la solidarietà: a Roma, grazie alla collaborazione dei volontari che collaborano con l’Associazione “Missionarie di Cristo Risorto”, attiva presso l’oratorio salesiano “Sacro Cuore”, i senza fissa dimora della Stazione Termini hanno ricevuto la frutta e la verdura donate dall’Hotel Sofitel Rome Villa Borghese.

                A Prato, l’associazione “La lunga domenica” della rete di Salesiani per il Sociale, sostiene a distanza i suoi ragazzi e le loro famiglie con sostegno scolastico individuale tramite Skype o WhatsApp e messaggio della “buona notte” in diretta Facebook. Inoltre, con il progetto “Una mano spesa bene”, i giovani animatori si sono messi a disposizioni degli anziani - i più fragili in questo momento di emergenza - per la spesa: “Per noi giovani aiutarli è un dovere civico”.

                Nella sede di Salesiani per il Sociale APS di Corigliano-Rossano, presso la casa-famiglia salesiana “Il Timone”, le giornate dei ragazzi sono state stravolte. Non si va più a scuola, ma si studia sempre, poiché molti insegnanti stanno utilizzando la forma dello studio virtuale. Vivendo dentro un oratorio salesiano, si può dire che i ragazzi sono diventati i padroni del cortile di Don Bosco; non decine e decine di ragazzi a ravvivarlo in questi giorni, ma solo loro, 13 ragazzi che si divertono giocando a calcio, andando sullo skateboard, improvvisando flash mob canterini con gli educatori, e dialogano la sera.

                Lo stesso accade nella casa famiglia “Mamma Margherita” di Cagliari. Testimoniano i responsabili: “Si vivono giorni particolari con i bambini e i ragazzi accolti: ci sono i compiti, il gioco e la fantasia per trovare sempre un nuovo divertimento. Chi meglio di loro può guardarci negli occhi e dirci che #tuttoandràbene?”  

                Modu, prima di arrivare in Italia su un barcone, faceva il sarto in Gambia. Oggi, ospite della comunità “Peppino Brancati” di Torre Annunziata, sede di Salesiani per il Sociale APS, vorrebbe cucire mascherine per la prevenzione dei contagi da COVID-19. Per ora lavora con una vecchia macchina da cucire, ma grazie ai benefattori di Salesiani per il Sociale APS, è in procinto di riceverne una più moderna ed efficiente. Lui, che ha ritrovato speranza nel Belpaese, oggi incoraggia: “Italia, andrà tutto bene!”

                Nella medesima comunità Rosaria fino a pochi giorni fa svolgeva il suo Servizio Civile. Ora che l’ha dovuto sospendere ha capito quanto quei ragazzi fragili e bisognosi gli siano entrati nel cuore, ed afferma: “Vorrei che lo Stato pensasse a loro come persone oltre che come membri di una comunità… Vorrei dargli voce. Vorrei poter stimolare la loro intelligenza… Vorrei tante cose, ma più di tutte vorrei che questa pandemia passi presto così da potere entrare in casa urlando, prenderli in giro e nello scherzo riabbracciarli ancora”.

                Salesiani per i giovani: oggi e sempre #Noicis(t)iamo

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                • Brasile – Coronavirus: come procedono le attività nelle scuole salesiane dell’Ispettoria di Belo Horizonte
                  Brasile – Coronavirus: come procedono le attività nelle scuole salesiane dell’Ispettoria di Belo Horizonte

                  (ANS – Belo Horizonte) – In questi tempi difficili per via della pandemia mondiale del coronavirus, le équipe educative dell’Ispettoria “San Giovanni Bosco” di Belo Horizonte (BBH) offrono numerose proposte e si tengono in contatto con gli studenti che sono a casa. È stata inoltre lanciata una campagna didattica apposita per le reti sociali e l’applicazione Clipescola, utilizzata dalle scuole, che mostra la figura del Padre e Maestro della Gioventù come il “Capitan Giovanni Bosco”, un astronauta che guida gli studenti nello svolgimento di varie attività casalinghe.

                  Ecco una carrellata delle iniziative proposte.

                  A Niterói l’equipe pedagogica ha sviluppato programmi di studio per gli studenti di ogni indirizzo e grado. Le campagne di comunicazione sono incentrate sull’invito a realizzare attività creative, perché i bambini non sperimentino l’isolamento sociale, e a rafforzare l’igiene, per evitare il contagio. Pensando anche al conforto emotivo, presto inizierà una campagna motivazionale volta a disseminare pensieri positivi, per quando tutto il disordine passerà.

                  A Belo Horizonte l’Istituto Salesiano è impegnato nell’organizzazione di attività e contenuti da destinare agli studenti di ogni segmento. Esso cerca, come fece Don Bosco, di mostrare a tutta la comunità educativa l’importanza di rafforzare il legame con Dio e Maria Ausiliatrice in questi tempi di crisi, affinché tutti siano capaci di una cura di sé che comporta automaticamente la cura degli altri.

                  A Goiânia l’equipe pedagogica dell’Ateneo Don Bosco, che ha subito adottato il progetto di “Capitan Giovanni Bosco” tramite ClipEscola, ha intensificato le proposte, con diversi suggerimenti creativi e proposte multidisciplinari che prevedono la lettura di e-book e la visione di film educativi. Per la fascia della prima infanzia, inoltre, è stata elaborata una guida che coinvolge anche i genitori. Viceversa, gli studenti degli ultimi anni della scuola elementare, oltre a quanto proposto da ClipEscola, stanno sviluppando attività anche tramite i portali di EDEBE e Redigir. A tutti vengono consegnati piccoli testi e messaggi pastorali per rafforzare e animare la fede in Dio e la devozione a Don Bosco.

                  Ad Araxá, l’Istituto “Dom Bosco” ha moltiplicato, tramite le reti sociali, i consigli di base per l’igiene per evitare il proliferare di COVID-19. Inoltre, propone iniziative di studio in modo che gli studenti non rimangano inattivi durante questo periodo.

                  Similmente si sta comportando l’équipe direttiva dell’Istituto “São José” di Resende, con una manovra a tutto tondo che integra messaggi per la prevenzione, messaggi di incoraggiamento per evitare l’isolamento sociale, proposte di attività da svolgere in famiglia tra allievi e genitori, e contatto frequente per mantenere una comunicazione e un’interazione costanti tra studenti e responsabili.

                  In tutte le case salesiane si avverte forte la responsabilità di accompagnare i giovani in questa delicata fase, sicuri che la battaglia contro il coronavirus verrà vinta con il contributo di tutti.

                  Fonte: Ispettoria BBH

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                  • Perù – La quarantena ha lasciato i poveri sprovvisti di tutto. E “fa male dire di no...”
                    Perù – La quarantena ha lasciato i poveri sprovvisti di tutto. E “fa male dire di no...”

                    (ANS – Lima) – La crisi generata da COVID-19 in molti Paesi dell’America Latina sta trascinando milioni di persone in una situazione di povertà e miseria. Il Presidente del Perù, Martín Vizcarra, ha annunciato la misura che prevede per i 15 giorni di quarantena decretata dal governo un assegno di 380 soles (108 dollari) ad ogni famiglia vulnerabile. I salesiani, da parte loro, non stanno a guardare. A Magdalena del Mar, quartiere di Lima, continuano ad occuparsi di più di cento ragazzi venezuelani, mentre la “Fundación Don Bosco” consegna cibo alle famiglie povere.

                    La quarantena ha portato al mondo immagini e situazioni mai immaginate prima. Quelli che soffrono di più in questa situazione sono i poveri, quelli che se non lavorano ogni giorno non hanno il sufficiente per sopravvivere. Secondo Ufficio Nazionale dei Processi Elettorali, in Perù sono circa 9 milioni di persone in condizione di vulnerabilità che hanno bisogno del sostegno economico.

                    “La prima settimana di quarantena è passata e molte persone bisognose hanno contattato la ‘Fundación Don Bosco’ per chiedere aiuto” spiega don Raúl Acuña, SDB. La diminuzione delle attività economiche e il deterioramento delle piccole imprese è stata una vera tragedia. “Molte famiglie, che prima della quarantena sopravvivevano con il loro reddito e riuscivano a fare piccoli risparmi, di fronte alla paralisi totale a livello economico, sono state costrette a utilizzare i loro pochi risparmi e a spenderli interamente”, riporta Marco Calderon, della “Fundación Don Bosco”. 

                    In questo momento la fondazione salesiana, per provvedere alle necessità alimentari dei bambini nei vari centri di accoglienza e alle altre necessità emerse, ha organizzato delle squadre di emergenza. “In questi sette giorni siamo riusciti a coprire le esigenze alimentari e abbiamo potuto condividere alcune cose con le famiglie povere intorno alle opere salesiane - spiega il signor Calderón. All’inizio della seconda settimana, le richieste si sono moltiplicate, le chiamate sono diventate permanenti... Quanto è stato difficile dire ai poveri che non abbiamo niente da condividere e che abbiamo consegnato tutto in questa prima settimana. Fa male dire che non abbiamo più niente”.

                    Nonostante questa situazione diverse aziende continuano a sostenere i salesiani nell’aiutare i più poveri. I ragazzi che vivono nella casa di accoglienza s’impegnano in questo lodevole sforzo e aiutano anche le forze dell’ordine a distribuire l’acqua.

                    “Preghiamo oggi per le persone che cominciano ad avere problemi economici a causa della pandemia, perché non possono lavorare e tutto questo ricade sulle loro famiglie. Preghiamo per le persone che hanno questo problema”, ha detto Papa Francesco.

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                      Ungheria – Ritiro quaresimale online per i giovani

                      (ANS – Péliföldszentkereszt) – I salesiani in Ungheria hanno dato ai giovani la possibilità di partecipare ad un ritiro quaresimale virtuale. Sabato 21 marzo quattro salesiani si sono riuniti nella Casa salesiana per Ritiri di Péliföldszentkereszt e hanno animato degli Esercizi Spirituali quaresimali via Facebook per i 60 giovani che si erano precedentemente iscritti ma che, a causa del coronavirus, non si sono potuti recare presso il centro.

                      Gli studenti di Teologia Kovács Sándor, Ilodigwe Emmanuel e Tóth Péter insieme a don Csány Péter hanno trasmesso i programmi spirituali in diretta dalla mattina alla sera. “I giovani partecipanti e gli animatori del ritiro sono stati tutti uniti nello Spirito”, sia durante le meditazioni, sia nei momenti di preghiera, sia durante la Messa celebrata nella casa salesiana.

                      In gruppo target del ritiro spirituale era costituito da giovani tra i 18 e i 25 anni. I partecipanti registrati, come già detto, erano 60. Ma durante le trasmissioni in diretta gli animatori del ritiro sono rimasti sorpresi nel vedere collegati e partecipanti fino a 250 persone!

                      Il titolo dato al ritiro quaresimale virtuale in ungherese era “VISzLeK”, che significa letteralmente “ti prendo/ti porto” ed è stato accompagnato da un mosaico che rappresentava visivamente la proposta di lasciarsi prendere e portare spiritualmente.

                      Nonostante la modalità “da casa”, il ritiro ha mantenuto intatta la sua sfidante proposta: il percorso spirituale di VISzLeK è iniziato alle 5:45 del mattino con la recita della Lodi, guidate all’alba dai quattro religiosi in cima alla collina di Gerecse, immersi tra cielo e natura. 

                      Una volta ridiscesi, alle 8:30, Kovács Sándor ha offerto ai partecipanti virtuali “il pensiero del giorno”. Alle 10:30 gli animatori del ritiro hanno recitato in processione la novena straordinaria a Maria Ausiliatrice, come proposto dal Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime. La processione si è conclusa presso il cimitero salesiano, dove si è pregato per i defunti, in particolare per don Havasi József SDB, per molti anni Ispettore dell’Ungheria.

                      Gli animatori del ritiro hanno poi riacceso negli spettatori la passione per l’amore di Dio ricordando la loro vocazione, presentando i sogni che si sono avverati nel loro cammino, e mostrando nuovi percorsi per un futuro spirituale rinnovato.

                      A mezzogiorno è stata trasmessa la Messa in diretta dalla Cappella Salesiana di San Vendel, arricchita dalla concelebrazione e dalla presenza orante dei religiosi della comunità locale.

                      Dalle 14:00 gli animatori del ritiro sono stati a disposizione per rispondere alle domande dei partecipanti, in un contesto di scambio di idee e di esperienze con e tra i giovani.

                      Il ritiro quaresimale virtuale si è concluso con l’adorazione eucaristica e la benedizione finale.

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